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LETTERA APERTA

Guspini, Filippo Usai: “Chiedo un cambio di passo soprattutto nelle relazioni e nei rapporti interni alla maggioranza”

Guspini, municipio
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di Filippo Usai*
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Caro Sindaco, caro Segretario, compagni e compagne del Pd, elettrici ed elettori

Filippo Usai

Le recenti vicende relative alla volontà dell’amministrazione comunale di addivenire alla permuta di una strada pubblica inclusa nelle Aree Scanu, e l’epilogo che questo ha avuto, è solo uno dei tanti episodi che mi portano a scrivere questa lettera per condividere con voi alcune riflessioni.

Siamo entrati in carica a ottobre 2020 con un buon programma e voglia di fare bene per il nostro Paese e la comunità in cui viviamo.

Col passare del tempo mi sono reso conto che troppe cose non andavano come me le ero immaginate.

Ho visto e continuo a vedere dinamiche interne penalizzanti dovute al fatto che si lavora a compartimenti stagni anziché lavorare in maniera collegiale e coesa per il bene della comunità, dove ogni assessore pensa a lavorare in maniera autoreferenziale e in piena solitudine non condividendo con gli altri colleghi ciò che viene fatto.

Non è questo ciò che ho pensato candidandomi.

Vorrei che il punto cardine del nostro programma elettorale, il valore della partecipazione, l’ascolto dei cittadini e il continuo confronto fossero davvero praticati, ma così non è e non è mai stato.

Questo è ciò che lamentano tanti guspinesi che chiedono più occasioni di incontro con l’amministrazione comunale. Un’amministrazione comunale troppo spesso sfuggente.

Finora le rare occasioni di assemblee pubbliche (rotatoria di via Sassari, legnatico, manifestazione contro la speculazione energetica) giusto per citarne alcune, sono state il frutto di pressioni e sollecitazioni venuti da movimenti e comitati esterni.

In questo modo è passato il messaggio che chiunque abbia consigli, rimostranze e talvolta anche critiche sia un disturbo, un fastidio e non meriti di essere ascoltato.

Addirittura, nella peggiore delle ipotesi, viene trattato con atteggiamenti di supponenza e presunzione.

È sempre più evidente che sia dentro il gruppo PD che dentro tutta la maggioranza c’è un problema di comunicazione, di condivisione, di democrazia interna.

Al riguardo mi piacerebbe che i rapporti tra amministrazione e partito fossero improntati al dialogo e al confronto, invece sembra che lo si voglia accuratamente evitare: più volte durante questi anni sono stati richiesti degli incontri al sindaco e assessori per relazionare sul lavoro svolto e condividerlo, per discutere di temi importanti, ma c’è sempre stata una resistenza e le iniziative si contano sulle dita di una mano.

Sono il consigliere comunale più giovane, quello che ha tutto da imparare, ma c’è una cosa a cui non sono disposto a rinunciare: affrontare ogni questione sottoposta a votazione con scrupolo e coscienza. Per questo ho preso l’abitudine di studiare ciò che andiamo a votare, di approfondirlo e quando qualcosa non mi è chiara chiedere spiegazioni sia ai tecnici comunali che a persone con esperienza da amministratore (a tal proposito sento di ringraziare alcuni ex sindaci e ex assessori che con pazienza e disponibilità mi aiutano nello studio degli atti) ma soprattutto sento il dovere di condividerlo con i cittadini.

Solo così posso ragionare con la mia testa e non perché faccio parte di una maggioranza che invece finisce per considerarmi un fastidio e un problema.

Ogni mio voto è frutto degli ideali in cui credo; voto ciò che fa il bene e l’interesse della collettività, voto seguendo il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni.

Le conseguenze di questo mio modo di essere però non sono di poco conto: creo fastidio fino al punto da essere ignorato e messo da parte anche rispetto alle informazioni necessarie a svolgere correttamente il mio mandato.

Più volte con tanti di voi ho condiviso questi pensieri e in diverse riunioni di partito ho espresso il mio punto di vista in merito, ma anche il partito ha deciso di rinunciare al suo ruolo di stimolo, di confronto, di laboratorio di idee e di progetti, preferendo ignorare i segnali d’allarme che arrivano dagli iscritti, dai simpatizzanti e dai cittadini, voltando la testa dall’altra parte.

Chiedo scusa anticipatamente se le mie riflessioni possono colpire qualcuno ma sappiate che in tutto ciò non c’è nulla di personale; nella mia visione ideale la coerenza e l’adesione alle linee programmatiche, quelle che caratterizzano il progetto dell’amministrazione e che abbiamo sottoscritto, devono guidare tutti i consiglieri, soprattutto quelli del mio partito e se è necessario discutere, se ne discuta senza considerare ciò né una perdita di tempo, né una “lesa maestà”.

Amministratore non si nasce ma si diventa con la passione, lo studio e soprattutto si cresce se circondato da persone che vogliono insegnare e passare il testimone.

Noto invece che non c’è la volontà di far crescere una nuova generazione di amministratori per il nostro paese, ma fa ancora più male pensare che chi solleva dubbi o semplicemente vuole capire o peggio, non sia d’accordo, venga emarginato perché disturba.

Io non posso essere accondiscendente a prescindere, accomodante perché così mi volete, un pupazzo nelle mani di chi chiede di votare a favore. Non sono questo e non lo sarò mai.

Non vivo di politica, per me questo impegno è solo ed esclusivamente passione e servizio per la comunità, quello che ho sempre fatto e continuerò a fare, e proprio per questo mi sento libero, libero di chiedere pareri e opinioni per poi ragionare sempre e solo con la mia testa, assumendomi ogni volta la responsabilità di ciò che faccio.

Vi dico però che nonostante tutti i tentativi per tenermi ai margini del gruppo di maggioranza io mi sento di appartenere al gruppo Pd e alla maggioranza stessa. Mi hanno insegnato che quando qualcosa non funziona bisogna cercare di cambiarla dall’interno.

La mia coerenza e la mia lealtà anche quando in disaccordo con le scelte fatte dovrebbero essere considerate un valore aggiunto e non un nemico da combattere, isolare, ridurre al silenzio.

Concludo queste mie riflessioni chiedendo un cambio di passo soprattutto nelle relazioni e nei rapporti interni alla maggioranza, un maggior ascolto e condivisione, una vera democrazia interna e esterna con i cittadini e per i cittadini. Mi auguro una nuova stagione di dialogo col partito, affinché quest’ultima parte del nostro mandato sia più proficua possibile e costituisca una base solida per la futura amministrazione.

*Consigliere comunale

RIPRODUZIONE RISERVATA
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