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Guspini, Pio Degioannis a capo della cellula comunista ”Nucleo”  confinato a Ventotene

Guspini, via I Umberto, oggi via Mazzini
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di Lorenzo Di Biase

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A Guspini nacque Pio Degioannis  alle ore 10 del 2 settembre 1902 da Efisio e da Pilloni Maria, all’interno di una famiglia composta dalle sorelle Bonaria (1897) ed Ersilia (1899), e dal fratello Giuseppe (1905). Pio Degioannis era un calzolaio. Socialista sin dalla gioventù, aderì al neonato partito comunista.
A Guspini si costituì una sezione del PCDI grazie a 35 soci fondatori che venne denominata “Spartacus” mentre il circolo giovanile della neonata sede fu intestato a “Karl Marx”. Tra i soci fondatori ci fu anche il calzolaio Pio Degioannis. In seguito il governo fascista decretò lo scioglimento di tutti i partiti politici ed a Guspini, sostiene il Degioannis in un suo manoscritto, “il compito di chiudere le sezioni e sequestrare i registri venne effettuato dai Carabinieri; ma gli attivisti non cessarono per questo né l’attività politica né la propaganda che fu svolta in modo clandestino”.

Benito Mussolini in visita a Montevecchio

I fascisti, a conoscenza dei suoi trascorsi comunisti, lo presero immediatamente di mira e per tre mesi lo costrinsero a rincasare prima del tramonto del sole; questa egli scrive “fu la prima offesa ricevuta dai fascisti”. Il clima era pesante per chi non aderiva ai dettami del regime. Pio Degioannis era tra quelli che lo osteggiava in tutti i modi e per questo subì ogni tipo di angherie. Egli prosegue il suo racconto asserendo che “Nel maggio del 1931 furono arrestati 11 attivisti per diffusione di manifestini di propaganda. Io e altri 8 compagni ci affrettammo (per gettare polvere agli occhi dei fascisti) a costituire una Compagnia Filodrammatica”. Ma essa era solo un paravento. Egli infatti indiceva riunioni in campagna coi contadini, incontri con i minatori, sino a divenire il capo zona di tutte le cellule.
Il primo maggio del ’35 si fece una grande distribuzione di materiale propagandistico, a seguito della quale seguirono diversi arresti. Anche Pio Degioannis venne prima arrestato – alle ore 24 della notte dal 7 all’8 maggio dai Carabinieri su disposizione della Regia Questura di Cagliari – e poi mandato al confino per cinque anni, in quanto imputato di essere il capo della organizzazione comunista clandestina denominata “Nucleo” di Guspini.
Fu perquisita la sua abitazione ma nulla venne ritrovato, eppure la Prefettura di Cagliari fu autorizzata a farlo denunziare alla competente Commissione Provinciale, per l’assegnazione al confino di polizia.  Su di lui così venivano espressi dalle autorità di pubblica sicurezza pesanti giudizi e gravi responsabilità: “È elemento pericoloso alla compagine sociale ed all’ordine nazionale per aver militato sempre nel partito comunista. Ha mantenuto in ogni epoca stretti contatti con i sovversivi più accesi della giurisdizione.  Ha sempre ostentato una profonda conoscenza delle false dottrine comuniste.
Tratto in arresto dall’Arma di Guspini per avere organizzato una cellula comunista. Dalle indagini all’uopo esperite è infatti risultato che egli indisse diverse riunioni segrete nella propria abitazione e in una casa colonica dell’agro di Guspini”. Per questi motivi egli fu proposto per l’assegnazione al confino di polizia.

Guspini, panorama

Il 23 luglio Pio Degioannis fu sottoposto a visita medica nel carcere di “Buon Cammino” dalla quale emerse che egli era idoneo a sopportare senza pregiudizio il regime di polizia e di confino. Il detenuto Pio Degioannis, comparì nanti la Commissione provinciale per il confino di polizia riunitasi nei locali della prefettura di Cagliari. Il giorno stesso la Commissione, tenuto conto che “dalle informazioni assunte il Degioannis  è persona pericolosa all’ordine nazionale per la sua attività contrastante l’ordine dei poteri dello Stato”, assegna cinque anni di confino da scontare nell’isola di Ventotene ove giunse il 26 agosto.
Essendo stato arrestato il 9 maggio ’35 il termine di detenzione scadeva il 7 maggio ’40.

Durante il lustro egli più volte chiese la rivisitazione della sua condanna al fine di ottenere una commutazione di pena o una riduzione. Ma tutte vennero prontamente respinte perché “elemento molto pericoloso”.
Nell’estate del 1936 a causa di seri problemi fisici fu costretto a chiedere il trasferimento in un luogo collinoso e grazie al supporto medico ottenne di essere spostato da Ventotene a Castelli dei Teramo ove vi rimase sino alla fine della pena.
Lì conobbe Bice De Angelis con la quale convolò a nozze.
Arrivò la fine del periodo di confino e il giorno 8 maggio 1940 fu rimpatriato con foglio di via obbligatorio a Cagliari ove, a cura della Questura locale, fu avviato a Guspini, suo domicilio. Ma dopo appena due mesi scarsi passati a Guspini fu richiamato alle armi e obbligato a partecipare alla seconda Guerra Mondiale.
Il 3 luglio 1940 venne assegnato alla difesa della costa nel 411° Battaglione Costiero per poi essere trasferito al 404°.
Pio Degioannis è deceduto in Guspini il 4 gennaio 1983 all’età di 81 anni.

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