Attualità

Guspini, “Rivivisci Market”: per limitare i danni generati dal consumismo

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di Maurizio Onidi
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Grande successo di “Rivivisci Market”, iniziativa ideata da un gruppo di giovani di Guspini per sensibilizzare contro i danni generati dal consumismo e dalla “fast fashion”. “Rivivisci Market” è formato da  Rosa Carta, Luca Floris, Michela Vacca, Giada Scanu, Eleonora Nocco, Adelaide Carta, Silvia Spano, Paolo Montis, Miriam Floris, Chiara Liscia, Martina Nocco, Riccardo Sanna, Gianni Olivieri, Nicola Pittau, Alberto Atzori e Camilla Lampis.  Un gruppo di giovani che a seguito della pandemia ha deciso di voler credere e ripartire dal proprio territorio attraverso la creazione di uno spazio,  fisico e ideale, dove potersi riunire e confrontare sulle tematiche più disparate, dalla sostenibilità, passando per la parità di genere, sino ad arrivare alla politica regionale, nazionale e internazionale” si legge nel comunicato di presentazione dell’iniziativa “Rivivisci Market”  che si è svolta a “Casa is Lampis”, in via Castoldi 19.

Per saperne di più abbiamo rivolto ai giovani organizzatori alcune domande


Come, quando e perchè nasce Rivivisci?
«Rivivisci è nato un anno fa,  il 15 Ottobre 2021, dalla forte esigenza di alcuni giovani guspinesi di ritrovarsi per condividere idee, opinioni, conoscenze ed esperienze di vita. Fare comunità, infatti, è uno degli obiettivi che ci siamo preposti fin da subito: avevamo la necessità di creare una nostra realtà, che ci rappresentasse e parlasse di noi e della nostra generazione,  spesso bistrattata  e dimenticata dalla politica, tramite la quale unire le forze per tentare di risolvere, o perlomeno di arginare, le problematiche che i giovani adulti si ritrovano a dover affrontare, soprattutto se residenti in un piccolo comune della Sardegna» dichiara Silvia Spano che precisa «Il nostro primo incontro è stato mediato dal giornalista e scrittore Giacomo Mameli, che ha abilmente rotto il ghiaccio facendoci condividere personali idee e opinioni su numerosi argomenti di attualità, generando quindi un bellissimo momento di discussione e condivisione. Da allora il gruppo, seppur mutato, non si è più fermato: ci siamo incontrati sempre più spesso, non solo per discutere, progettare e operare, ma anche per formarci tramite l’aiuto di numerosi professionisti e professioniste, che hanno condiviso con noi il loro percorso di crescita personale e professionale, donandoci tante informazioni utili e numerosi spunti di riflessione».

L’evento appena concluso era finalizzato “alla sensibilizzazione al second hand (seconda mano) e al contrasto del fast fashion” (moda veloce), in che cosa consiste esattamente?
«La tematica del nostro primo evento si è concentrata su quanto di più semplice e automatico ogni giorno accada nelle nostre vite: acquistare! Oggi questa azione ha un potere globale che può risuonare con una tale forza da renderla quasi un arma contro i danni generati dal consumismo e dalla fast fashion» approfondisce Adelaide Carta. Il “Rivivisci  Market” si è sviluppato su diversi settori merceologici, ma la maggior parte della raccolta realizzata riguardava proprio capi di abbigliamento recuperati all’interno della comunità. Capi in assoluto disuso pronti a divenire rifiuti, o a riempire bustoni e armadi invano. Il fatto che fossero proprio questi capi a registrare la maggior presenza durante la raccolta, dimostra quanto la moda, a differenza di altri settori, crei un acquisto compulsivo e non consapevole, generando quantità eccessive di capi assolutamente inutili per soddisfare una domanda generata proprio dagli stessi colossi del fashion» approfondisce Adelaide Carta,  che continua «L’obiettivo era proprio questo: dare nuova vita a ciò che in apparenza non ne possedeva più, e iniziare a veicolare nella nostra comunità un approccio circolare grazie al quale reimmettere nel mercato articoli inutilizzati, offrendo l’opportunità di proporli ad un prezzo vantaggioso a chi davvero ne avesse necessità. Allo stesso tempo, abbiamo voluto puntare il faro sulle scelte d’acquisto affinché con maggiore attenzione e presenza, possano diventare più sagge, ponderate e più qualitative. Così facendo si eviterebbe il così detto “usa e getta” che oltre ad essere fine a se stesso, genera un inquinamento che oramai sta travolgendo l’intero pianeta.  Vogliamo quindi ripartire da qui: dal comprare meno, ma meglio, condividendo con gli adulti del futuro, i giovani, nuove buone abitudini quotidiane che limiteranno i danni creati fino ad ora e ci consentiranno di ricostruire tutti insieme un nuovo mondo più etico e eco sostenibile».

«Abbiamo intenzione di proseguire il nostro percorso diventando sempre più inclusivi affrontando tematiche diverse. Continueremo a fare rete organizzando incontri di formazione orientati al confronto e alla crescita personale, affrontando tematiche sociali, di orientamento professionale e personale. La nostra missione è quella di creare una realtà aperta alle diversità, alla consapevolezza, alla condivisione, al rispetto tra noi e tra noi e il mondo che ci circonda» approfondisce Camilla Lampis, «Vogliamo con il nostro gruppo creare un ponte tra persone e comunità, che possa portare a una valorizzazione delle risorse di ognuno di noi. Considerati i risultati replicheremo indubbiamente il Rivivisci market, e lavoreremo con le giornate di formazione e confronto al fine di poterci analizzare e comprendere sempre più di cosa abbiamo bisogno come giovani per crescere, e di cosa ha bisogno la nostra comunità per rifiorire».


Sostenibilità, economia circolare, temi sempre più di attualità soprattutto tra le nuove generazioni, quali programmi futuri?
«Abbiamo ritenuto opportuno muoverci nel campo dell’economia circolare anche per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione dell’allestimento fisico del mercatino. La volontà è stata quella di sviluppare il progetto a partire dalle risorse disponibili e non viceversa; abbiamo iniziato dunque a chiedere ad alcune aziende locali se ci volessero donare dei materiali di scarto, ricevendo una entusiasta disponibilità. Abbiamo raccolto una importante quantità di legname (prevalentemente pedane e telai destinati al macero) e abbiamo catalogato i singoli elementi per spessore e lunghezza al fine di articolare i dispositivi necessari al mercatino. Ne son derivati vari piani d’appoggio e una rella modulare per appendere gli articoli di abbigliamento. Inoltre, nel terreno in cui abbiamo preparato gli allestimenti abbiamo trovato una pila di laterizi forati originariamente destinati a una costruzione mai avviata; anch’essi sono stati oggetto di ripensamento e hanno contribuito al carattere peculiare degli oggetti che abbiamo progettato e auto costruito. Anche la proiezione dei contenuti multimediali è stata ottenuta grazie al riutilizzo di alcune vecchie tv a tubo catodico recuperate dalla dismissione di un edificio pubblico. Siamo orgogliosi di aver ottenuto un design originale e di qualità attraverso la modellazione creativa di scarti industriali» puntualizzano Gianni Oliveri, Paolo Montis e Nicola Pittau.

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