Attualità

Guspini, tanti giovani in su Cuccuru de Zeppara mentre le strade sono deserte

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di Mauro Serra

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Fino alla fine degli anni ottanta, forse anche più, passeggiare lungo la via Gramsci, specie il sabato pomeriggio, verso le 18, era pressoché impossibile, perché la ressa dei tantissimi giovani presenti impediva quasi il transito.

Da tempo immemorabile, infatti, le “vasche” non ci sono più nelle strade del centro. Per chi è nato e ha vissuto quel tempo, è quasi un dolore perché, quando non ci sono manifestazioni questi luoghi sono quasi deserti.

Chi scrive, ricorda perfettamente cosa succedeva e rammenta i tanti giovani che si davano appuntamento per le rituali “vasche” avanti e indietro a consumare l’asfalto nel tratto compreso fra i bar di Franca Tolu, di Tziu Silvio Lampis e Tzia Maria Ala, di tzia Tata (ovvero de Tziu Torquato), la pizzeria al taglio di Usai e alla fine della strada il bar di Pianu. In ogni locale c’era la ressa: decine di giovani seduti ai tavolini e altri in piedi che aspettavano il loro turno.

Si usciva per scambiare due chiacchiere con gli amici, conoscere nuove ragazze o ragazzi, programmare il sabato sera e tanto altro.

Molti punti o davanzali di finestra, poi, erano quasi di proprietà del solito gruppo di giovani che si ritrovavano in quel luogo tutti i giorni, ma soprattutto il sabato, in un rituale che noi adulti ricordiamo con tanta nostalgia e che i nostri figli non hanno mai conosciuto perché la realtà e le abitudini sono cambiate. Del resto sono mutate ormai da decenni non solo le strade ma anche i quartieri del paese. Allora solo il centro era il polo catalizzatore di persone e caratterizzava le abitudini, in particolare le ore di uscita.

Da lunedì 9 marzo, in seguito alle direttive contro il coronavirus, nessuno può più uscire da casa. Da quel  giorno, tuttavia l’occhio attento del cronista, non ha potuto fare a meno di notare un’incongruenza: strade e bar chiusi, ma in via Velio Spanu tantissime auto restano in sosta, in ambo i lati della strada e, attorno alle Canne d’Organo si registra un autentico affollamento di persone, come testimoniano le immagini che pubblichiamo.

E allora la domanda sorge spontanea: ma non è meglio restare in casa anziché in una cassa?

 

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