Attualità

Guspini, tra i campi del grano Quarantinu

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di Sandro Renato Garau

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foto di Andrea Marongiu

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Anche i colpi di coda di una primavera strana possono riservare delle piacevoli sorprese.

È quanto capitato a un gruppo di uomini, donne e alcuni bambini che si sono trovati a vivere un’esperienza singolare in mezzo ai campi di grano Quarantinu.

L’appuntamento, nei terreni di Alessandro Mancosu titolare della ditta Agrobas che ha sede nell’antico Molino Garau a Guspini, è per la sera dell’ultimo giorno di Primavera.

L’evento si è svolto in mezzo ai campi di grano, non ancora maturo ma prossimo a raggiungere il color oro.

Alessandro Mmancosu ha accolto gli ospiti e gli amici conducendoli per i campi, tra le spighe di grano. Ha spiegato e raccontato ai suoi ospiti le fasi della semina di un grano insolito, la scelta di recuperate questo grano antico, tipico anche di questa zona della Sardegna. Ha raccontato di paure per la siccità, di una stagione mai prevedibile, di approvvigionamento di sementi, di costi, di preoccupazioni e speranze.

Dottor Francesco Sanna, dirigente di Laore, l’Agenzia per l’attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale in Sardegna, e il dottor Mario Brodu hanno fatto le loro considerazioni e ipotizzato nuovi scenari per il grano sardo, sottolineando che molta parte del territorio di Guspini è vocato alla produzione cerealicola ma che oggi è abbandonato.

Inaspettato è stato l’arrivo della maschera tipica guspinese Cambas de linna.Una bella sorpresa. Tra le spighe, mentre gli ospiti amabilmente chiacchieravano di grano e di futuro, a un certo punto della serata sono apparse le alte figure degli uomini sui trampoli. Queste si sono stagliate occupando parte dell’orizzonte confondendo i loro vestiti con il biondeggiare delle spighe. I loro abiti in iuta sono confezionati con la tela degli antichi sacchi dove il grano, in antico, era riposto dopo la trebbiatura, il rosso vivo dei fazzoletti e delle cinture ha regalato un tocco di elegante regalità facendo un tutt’uno con l’ambiente mentre il sole si avviava a chiudere la giornata. Le maschere sui visi dei figuranti, in quest’ambiente, non sembrano portatrici di terrore o paura, come a volte si pensa, ma di speranza.

I campanacci, agitati da Cambas de linna,hanno aggiunto quel tocco di allegria e riportato i presenti all’armonia tra l’uomo e la natura che con la terra ha sempre avuto un legame stretto e dalla quale ha ricavato da sempre sostentamento. I bambini giocano tra le spighe, il fotografo Andrea Marongiu con il suo team non perde un attimo e immortala l’evento.

Gli amici e gli invitati godono di tanta bellezza.

La sorpresa è però la merenda. I tavoli sono apparecchiati tra le spighe di Quarantinu agitate da vento leggero.

I malloreddus confezionati con la semola dello stesso grano e poi la birra che utilizza il lievito coltivato sul substrato di quel tipo di grano.

Il vino, manco a dirlo è il bovale Mancosu prodotto nelle vigne della ditta Agrobas, unico, a tiratura limitata e molto in tema con quanto avviene tra le spighe.

La semola di Quarantinu è parte fondamentale dell’impasto del dolce e ha quella consistenza che sa di antico.

Una birra speciale accompagna la degustazione dei malloreddus e dei dolci, il malto, anche quello si ricava dal grano Quarantinu.

Tra le spighe e coccolati dal vento leggero che accompagna l’ultimo giorno di Primavera che apre le porte a una imprevedibile Estate, in attesa di fare la festa della mietitura, si chiude una giornata insolita, speciale, straordinariamente normale, per questo rara.

 

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