Lunamatrona Speciale Musica

I Fatti Divini e quei bellissimi primi anni duemila

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Nati nel febbraio del 2001 e terminata la propria esperienza nel 2005, il gruppo lunamatronese può essere catalogato fra le band che hanno indubbiamente lasciato il segno nel panorama musicale del territorio. “I Fatti Divini”, venuti a galla dalle ceneri del gruppo “Nascu Crasi”, hanno proposto, nei loro quasi cinque anni di esistenza, un genere musicale “folk – country”. La formazione musicale è stata la seguente: alla voce Roberto Moi, alle chitarre Gianfranco Serra e Massimiliano Onnis (quest’ultimo anche armonicista e seconda voce) e i percussionisti Ivano Cadeddu e Andrea Mocci, entrambi gradualmente sostituiti, nel 2002, da Stefano Ollano. «La nostra band – spiega Roberto Moi – come spesso succede, è nata quasi per caso e per puro divertimento. Il nostro motto è sempre stato quello di proporre pezzi nostri che parlassero di problematiche della quotidianità. Alcuni di questi brani avevano delle melodie malinconiche, ma la maggior parte li abbiamo proposti in chiave demenziale e ballabile. Tutti però, per quanto qualcuno a volte li abbia considerati “pezzi banali”, avevano un significato forte e diretto verso le problematiche e le situazioni correnti della realtà. Con questo non voglio dire che fossimo dei grandi musicisti. Tutt’altro, credo, infatti, che il nostro livello di “preparazione musicale” fosse basso. Nonostante ciò, siamo riusciti a “compensare” questa mancanza con altre caratteristiche, su tutte: lo spirito di gruppo, il voler tutti quanti lasciare “un seme” della nostra esistenza e, ovviamente, cercare il divertimento». Nel corso della loro quasi quinquennale carriera musicale sono stati due gli album prodotti dalla band, circa un centinaio i concerti fatti e tanti i bei ricordi. «Ci siamo divertiti – continua a raccontare con un pizzico di nostalgia Roberto – e, allo stesso tempo, abbiamo fatto divertire il pubblico che spesso ci seguiva numeroso. All’epoca eravamo molto giovani e spregiudicati, sul palco era quasi sempre una festa. Fra i tanti bei ricordi, ve n’è uno in particolare che mi è rimasto particolarmente impresso: in un concerto a Quartu era presente fra il pubblico una ragazza in carrozzina; rimase ad ascoltare per intero il nostro concerto nelle prime file mentre tutti ballavano dietro di lei. Terminato lo spettacolo, mi si avvicinò dicendomi che, nonostante non avesse per ovvie ragioni potuto ballare, si era divertita come non mai». Che la band abbia lasciato il segno lo si può appurare dal fatto che tanti ancora oggi, a distanza di anni, canticchino alcuni versi delle loro canzoni. Inoltre, circa sei anni fa, nell’oristanese, è nata una band denominata “Le Manguste Acustiche” che ha avuto la particolarità di definirsi a tutti gli effetti “una cover band de I Fatti Divini”. «Quando l’ho saputo – conclude Roberto Moi – è stata una sorpresa enorme: che potesse nascere un gruppo che riproponesse esclusivamente le nostre canzoni proprio non me lo sarei mai aspettato. Nel 2011 abbiamo fatto una reunion de I Fatti Divini con un concerto a Gonnostramatza. É stata emozione bellissima, un folto numero di persone ci ha sostenuto attivamente ballando dall’inizio sino alla fine dell’esibizione. In questo momento ci stiamo organizzando per rifondare il gruppo, anche se, a onor del vero, non ci siamo mai sciolti ufficialmente. L’entusiasmo c’è, mentre ho qualche dubbio, visto che siamo più o meno tutti sulla quarantina, che potrebbe ora mancare quella spregiudicatezza che avevamo in gioventù. Se ne saremo ancora capaci, ovviamente, lo scopriremo cammin facendo».

Simone Muscas

I Fatti Divini durante un loro concerto taglio

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