FRAMMENTI DI STORIA

I quattro mori di Sardegna

La bandiera dei quattro mori
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La bandiera dei Quattro Mori, simbolo del popolo sardo, ha origini così lontane che per certo non provengono dalla storia isolana. Risalirebbe infatti da una tradizione iberica secondo la quale San Giorgio, armato di spada e d’uno scudo bianco crociato di rosso, intervenne in aiuto degli aragonesi che nel 1096, ad Alcoratz, combattevano una dura battaglia contro i saraceni che occupavano la penisola iberica. Per cui i quattro mori non sarebbero altri che  le quattro teste dei re arabi che persero la vita in battaglia.

La tradizione sarda racconta invece un’altra versione. Attribuisce infatti lo stemma al pontefice Benedetto VII che, per esorcizzare la conquista della Sardegna, conferì ai Pisani in guerra contro Museto, temibilissimo capo saraceno, un gonfalone rosso crociato di bianco con quattro teste di mori sposti sugli angoli il cui capo era cinto da una benda.

Secondo alcuni studiosi lo stemma sardo avrebbe addirittura origini templari: pare sia  stato concepito, prima del 1129, da  Ugo di Payns fondatore e primo maestro della “Nuova milizia del Tempio”.

La prima vera e propria imposizione dello stemma isolano così articolato si deve a Giacomo II che nel 1297 venne infeudato re di Sardegna e Corsica dal papa Bonifacio VIII.

Associato ad altri simboli della confederazione della Corona di Aragona l’emblema comparve, nel XIV secolo, nello “Stemmario di Gerle”, un antico Codice ancor oggi  conservato a Bruxelles. L’importante manoscritto riporta  il disegno della rossa Croce di San Giorgio sul cui campo bianco risaltano le teste dei Quattro Mori.

La prima testimonianza ufficiale dell’uso dello stemma sardo risalirebbe al 1516, anno in cui  venne fatto sfilare ingroppa ad un cavallo durante le onoranze funebri del re Ferdinando il Cattolico.

Nel 1571 compare per la prima volta anche nel Capitolo di Corte degli Stamenti militari della Sardegna.

Nel Settecento le immagini raffigurano i Mori con una benda posta sugli occhi. Così vennero rappresentati anche nello stendardo dei Savoia, dal 1720,  nuovi sovrani della Sardegna che aggiunsero “un’Aquila sabauda portante una Croce Bianca in Campo Rosso bordato di Azzurro”.

Nel 1842  lo stemma del regno divenne il tricolore e l’impiego dei Quattro Mori venne relegato a mero uso di vessillo d’arma.

In questa veste lo troviamo ancora nel 1915. Ad adottarlo fu questa volta l’eroica Brigata Sassari che, costituita esclusivamente con personale reclutato in Sardegna, si distinse durante la Prima Guerra Mondiale per ardimento e valore su tutti i campi di battaglia.

Lo stemma sardo comparve nel 1921 anche nel simbolo del Partito Sardo d’Azione.

Per voto dei componenti del Consiglio Regionale, nel 1950, divenne l’emblema della Regione Autonoma della Sardegna.

Il 5 luglio del 1952, forse per un errore del disegnatore,  le bende furono poste sugli occhi dei Mori ed è in questa veste che il Presidente della Repubblica lo sancì come simbolo della Regione sarda.

Nonostante con la Legge Regionale 15 aprile 1999 n. 10 siano state riposizionate sulla fronte molti sardi ancora le portano sugli occhi.

Giuseppe Serra

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