Economia & Lavoro

Il futuro delle edicole, tra Covid e digitale

Salvatore Nuvoli
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di Antonio Obinu

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La crisi che ha colpito le edicole in Italia ha sicuramente delle cause che vengono da lontano, i cui effetti si sono fatti sentire già prima del Covid. Secondo i dati forniti da SNAG, il Sindacato Autonomo dei Giornalai, i primi sei mesi del 2020 hanno registrato la chiusura di 1410 edicole in tutta Italia; questi numeri salgono a 2027 se si tiene conto anche dei punti non esclusivi. Eppure stiamo parlando di un settore che ha continuato ad operare anche in piena pandemia, riconosciuto come servizio essenziale.

Per meglio capire come è stato quest’ultimo anno ho sentito il parere di Salvatore Nuvoli che da 32 anni gestisce la sua edicola in via dei Giudicati a Cagliari, un vero punto di riferimento per tutta la zona.

A un anno dallo scoppio della pandemia, come è cambiato il suo modo di lavorare?

Direi che è stato un ritorno all’antico, nel senso che specialmente durante il primo lockdown la maggior parte dei punti alternativi di vendita erano chiusi e ciò ha riportato le edicole ad avere l’esclusività del servizio. Quindi, nonostante il lockdown e la riduzione degli orari di apertura, abbiamo avuto un miglioramento delle vendite. Uno dei motivi potrebbe essere individuato nel fatto che la breve passeggiata concessa a chi si recava in edicola, sia stata utilizzata anche da chi non era abituato a farlo prima.

Quali prodotti ha venduto di più? Quotidiani? Settimanali? Fumetti? …

Non ci sono state grosse variazioni nella tipologia di prodotti venduti, a parte un fatto curioso: la prima settimana si è avuta una recrudescenza della vendita di enigmistiche che però non si è ripetuta nella seconda settimana; presumo per la difficoltà nella compilazione.

Le raccolte di vario genere hanno ancora successo e in che misura?

Si, i collezionabili continuano a funzionare in tutte le sue forme: figurine, libri, enciclopedie, modellismo. Tutti articoli che noi seguiamo con particolare attenzione.

I servizi online sono un concorrente molto forte oppure vi rivolgete ad un pubblico diverso?

I servizi online non hanno a mio parere molta influenza, ma ben più importante è il peso del progressivo invecchiamento della popolazione. La fascia più anziana dei nostri concittadini ha tuttora l’abitudine alla lettura, mentre i più giovani privilegiano quasi esclusivamente i quotidiani sportivi e/o le riviste specializzate.

Quali interventi si auspica dal Governo a sostegno della categoria?

Penso che l’unica vera mano d’aiuto che le istituzioni possano darci sia quella di ripristinare l’esclusività della distribuzione e vendita di quotidiani e riviste. In questi anni si è tentato di sostituire i prodotti editoriali con prodotti alternativi (batterie, penne, bibite …) con poco successo sia per la scarsa disponibilità di spazio nell’esposizione, sia per la quasi impossibilità di concorrere con i negozi dedicati a quelle specifiche categorie commerciali. Si potrebbe guardare con favore ad altri servizi alternativi recentemente proposti, per esempio certificati ed altri documenti amministrativi ma con un’ottica di servizio alla comunità e non certo per mero guadagno.

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