RUBRICA STORIA DI CASA NOSTRA

Il partigiano Erminio Nolli, capo squadra nelle Brigate “Fiamme Verdi” emblema della Resistenza cattolica

Erminio Nolli
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di Lorenzo Di Biase

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Dopo un’accurata ricerca fra Archivi e Fondi, sia di competenza statale sia privata, sono riuscito a reperire due carteggi con documenti inerenti il Partigiano Capo Squadra Nolli Erminio classe 1921 da Fiesse. Il primo carteggio è collocato presso l’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea, Archivio del Fondo Anpi/Anppia, Busta 240. Il secondo presso l’Archivio Storico della Resistenza Bresciana Contemporanea, in cui è conservato il Fondo Morelli, Busta 38, Fascicolo 4.

Erminio Nolli nacque a Fiesse (BS) il 5 maggio 1921 da Ambrogio e da Ida Bertoletti. Partecipò alla II Guerra Mondiale nell’arma dell’Aereonautica presso l’aeroporto “Gorizia” per 15 mesi col grado di Aviere. Dopo l’8 settembre 1943 non prese parte alla costituzione della Repubblica Sociale di Salò, né si iscrisse al partito fascista repubblicano né men che meno prestò servizio nelle formazioni nazifasciste o nei reparti speciali della succitata Repubblica (quali a esempio le SS, la X Mas, la Muti, la Brigata Nera, eccetera). Ottenne invece alla fine del conflitto il riconoscimento di “Partigiano Capo Squadra” a mente della Circolare del 19.5.1945 del Comando Generale Corpo Volontari della Libertà. Il Partigiano Erminio Nolli, quale Capo della Squadra “Nolli”, partecipò alle attività partigiane nel comune di Asola (MN) e dintorni, la cui zona era sotto la responsabilità del Comandante Zecchina. La Squadra era operativa nella Divisione delle “Fiamme Verdi Tito Speri”, comandata dal Generale Fiori, inserita nella “Brigata Occorsi” agli ordini del Comandante Maffezzanti. Come Capo Squadra il Nolli partecipò a tutte le azioni militari, contro i repubblichini e contro i nazisti, svoltesi ad Asola e dintorni e viene in particolare segnalato negli atti su citati, per diverse azioni militari ad alto rischio per la propria vita.

Erminio Nolli

La prima azione si tenne in data 22 novembre 1944, a Sermide dove fu portato un audace sabotaggio a mano armata sulla linea ferroviaria Brescia/Parma. I Partigiani, venuti a conoscenza che un treno carico di materiale bellico si sarebbe dovuto fermare per dare la precedenza ad altro treno gremito di militari tedeschi, decisero di intervenire prontamente. Due Partigiani imponevano con le armi al macchinista del convoglio, anziché fermarsi, di proseguire la sua corsa. Nel mentre gli altri componenti la Squadra provvedevano a far sparire tutti i segnali ferroviari già predisposti dai tedeschi.  Risultò “un violento cozzo alla coda del treno carico di materiale producendo lo sfasciamento di otto vagoni ferroviari e di altri cinque lungo la scarpata. La linea ferroviaria restò interrotta per oltre due giorni e moltissimo materiale bellico andò manomesso”. La Squadra era composta da Tamburini Alberto, Nolli Erminio Bona Giuseppe e Pigoli Federico.

La seconda azione avvenne il 20 gennaio 1945 quando “furono asportati da camion tedeschi diretti al fronte delle gomme pesanti”. A seguito del sabotaggio il Comando tedesco applicò ad Asola il coprifuoco alle ore 17 pomeridiane. Ulteriore conseguenza a questa azione fu il rastrellamento operato dalla Guardia nazionale Repubblicana che portò all’arresto di Tonelli Francesco, uno degli esecutori dell’atto di sabotaggio, che venne tradotto al carcere di via Poma in Mantova ove vi restò per due mesi. All’azione citata oltre il Tonelli, presero parte Nolli Erminio, Pacchioni Gino e Corradi Eugenio.

La terza azione accadde il 13 febbraio 1945 quando alle ore 11,45 un aereo americano venne colpito dalla contraerea nazi-fascista e cadde nelle campagne di Canneto sull’Oglio. Gli avieri, Robert Chauppuis, Jack Long, e Arthur Kropp, si salvarono gettandosi col paracadute e caddero sulla riva sinistra del fiume Chiese. Gli americani furono tratti in salvo dai Partigiani e ricoverati presso una abitazione nella frazione di Sorbara. I Partigiani cercarono di colloquiare con gli avieri ma per loro diffidenza si trincerarono dietro la semplice frase “Segreto militare”. Ma la diffidenza dopo un po’ cadde e i salvati informarono i partigiani che vi erano altri tre compagni con loro che al momento risultavano dispersi. Ai tedeschi però non passarono inosservati i paracadute e prontamente attivarono delle pattuglie per arrestare gli americani.
Essi riuscirono a catturare l’aviere Rosemburg perché restò vicino all’apparecchio distrutto mentre gli altri due americani, Smith e Kniton, furono tratti in salvo dai partigiani Acquanera sul Chiese e di Fontanella Grazioli. Nella casa che fu il primo rifugio non rimasero più di dieci ore a causa dell’alto rischio dovuto al pesante rastrellamento delle truppe tedesche. Durante la notte si trasferirono tutti presso un’altra zona e vi rimasero per dieci giorni. Poi venuti a conoscenza che la formazione repubblichina delle Brigate Nere di Asola stava facendo delle azioni di rastrellamento decisero di effettuare un altro rischiosissimo spostamento sino alla abitazione della famiglia Ugolini Angelo al centro di Asola. Questa casa venne scelta proprio perché era vicinissima alla caserma della Guardia Nazionale Repubblichina e nessuno poteva pensare che potesse ospitare gli americani, essendo troppo vicina ai fascisti. E furbescamente il “trasloco” avvenne con l’auto del comandante tedesco in Asola, il Capitano Shulz che era ferma presso l’officina Beschi, il meccanico del paese, per aggiusti. Questi con la scusa di provarla andò a tutto gas per recuperare gli americani e riuscì a portare a compimento l’ardita missione, trovandoli ad attenerli Nolli Erminio. All’azione parteciparono Beschi Mario, Nolli Erminio e Sandrelli Oscar.    Per quest’ultima operazione il Partigiano Nolli ricevette il “Certificato al Patriota”, a firma del Generale Comandante in Capo delle Forze Armate Alleate, Harold Alexander. Il Nolli ha attivamente operato nelle Fiamme Verdi dal 7 giugno 1944 a 15 maggio 1945.

Nel 1951 Erminio Nolli fu assunto come capocuoco nella minierqa di Montevecchio, dove vi lavorò fino al 1972.

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