Attualità San Gavino Monreale

Il sindaco: “Ripopolate i box del mercato civico”

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Per decenni è stato il cuore del commercio di prodotti alimentari a chilometri zero, della carne e del pesce, ma ora è in profonda crisi il mercato civico rimesso di recente a nuovo con la nuova facciata e impianto di condizionamento. Ecco perché l’amministrazione comunale con un bando lancia un appello ai piccoli imprenditori affinché possano ripopolare le loggette e i box vuoti anche se in maniera temporanea. Lo sottolinea il sindaco Carlo Tomasi: «Ci sono ben 15 spazi a disposizione e i costi dell’affitto sono molto contenuti: neanche cento euro al mese. Vogliamo fare in modo che i piccoli imprenditori locali possano di nuovo affollare questi box come succedeva un tempo. Nel mercato c’è anche uno spazio dove potranno esser cucinati e degustati i prodotti: penso alle bistecche o ai formaggi. Il problema di San Gavino, come quello di molti altri paesi, è il lavoro. il Comune può incentivare la creazione di nuova occupazione e in questo caso è necessario un investimento minimo. A San Gavino abbiamo tanti prodotti d’eccellenza a partire dallo zafferano che ha il marchio di qualità Dop fino ad arrivare al miele, al riso e alle altre produzioni locali: l’investimento è minimo».

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NUOVI PARCHEGGI In più sono previsti importanti lavori nella zona di Santa Croce: «Stiamo facendo in modo di creare – aggiunge il primo cittadino – un certo numero di parcheggi nell’area antistante il mercato di via Santa Croce e nei pressi del Municipio. In tutto saranno quasi cinquanta stalli per le auto. Ripopolare il mercato civico con i piccoli imprenditori è importante perché poi intorno ci sarà tutto un indotto. Con le risorse che ha a disposizione il Comune cerchiamo di favorire nuove soluzioni che possono incentivare chi vuole crearsi un’occasione di lavoro».

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LE PROPOSTE PER IL RILANCIO E se in tanti sono fuggiti c’è anche chi resiste al mercato come Marilena Dessì, dipendente di una rivendita di pane locale: “Adiamo avanti con la nostra clientela da 17 anni anche se la crisi si fa sentire”.  Ci sono macellai da generazioni come Nanni Secci: «Siamo presenti da 35 anni – spiega – e ancora prima venivo al mercato per aiutare mio padre, ora lavoro con mia moglie Daniela Canargiu. Per rilanciare il mercato bisogna incentivare la presenza di nuovi produttori anche una salumeria con i formaggi, il pesce si vende sue volte alla settimana». Sulla stessa linea il macellaio Franco Perda: «Con la crisi la gente compra meno quantità di prodotto. In più c’è la concorrenza della grande distribuzione anche se abbiamo la nostra clientela abituale. Per rianimare il mercato nei box darei spazio anche agli altri produttori locali, agli artigiani e agli ambulanti».

Gian Luigi Pittau

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