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CULTURA. EDITORIA

In libreria il primo libro di Nicola Garau “Prassi e linguaggio. Apel interprete di Wittgenstein e Peirce”

Nicola Garau
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REDAZIONE
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È uscito per la casa editrice Mimesis Edizioni di Milano il primo libro di Nicola Garau “Prassi e linguaggio. Apel interprete di Wittgenstein e Peirce”. «Ci sono voluti quattro anni di scrittura e riscrittura, ma finalmente sono felice di condividere con voi queste pagine che provano a raccontare il pensiero del filosofo tedesco Karl-Otto Apel», confessa l’autore.

Ma chi è Karl-Otto Apel? Uno sconosciuto per i più, anche se tra gli anni Settanta e Ottanta è stata una delle voci più significative della filosofia tedesca contemporanea. «Apel è stato soprattutto Amico e compagno di studi del più noto Jürgen Habermas, si è occupato di linguaggio facendo incontrare il pensiero ermeneutico europeo, il pragmatismo americano di Peirce e la filosofia di Wittgenstein. Studiare l’itinerario filosofico di quotidianamente). Che cosa può dire veramente della realtà? La tradisce? La trasforma? Non è forse il linguaggio una prassi? Un’azione che trasforma e ricrea la realtà?», afferma Nicola Garau. «Apel», prosegue l’autore, «entra nel vivo di queste domande considerando le due svolte epocali del pensiero contemporaneo: la svolta linguistica e la svolta pragmatica».

Il libro, presentando il pensiero di Apel, cerca di andare al cuore di queste grandi questioni. Ci rimanda alla realtà contemporanea. «In un’epoca in cui sembra che l’intelligenza artificiale possa sostituire l’essere umano in molteplici ambiti della sua produzione culturale, provare a comprendere cosa sia veramente il linguaggio e, soprattutto, rendersi conto che questo può trarre significato solamente dalle forme di vita e dalla prassi materiale che lo pone e in cui ciascuno di noi quotidianamente è immerso, ci consente di vedere chiaramente come sia impossibile che l’uomo nella sua produzione di significati possa essere sostituito da un algoritmo per quanto perfetto esso sia. La prassi genera il linguaggio e viceversa, solo così l’uomo dà significato alla propria vita», sottolinea Nicola Garau .

Una riflessione profonda che coinvolge l’uomo in tutte le sue manifestazioni attraversando le sfere del pensare e del fare per creare. Prassi e Linguaggio… appunto.

NICOLA GARAU

Nicola Garau nato a Oristano 1989, guspinese, ha studiato al liceo classico “E. Piga” di Villacidro. Una vita intensa dedicata allo studio e al volontariato. Ha conseguito il Baccellierato canonico in teologia, diploma canonico che corrisponde a una laurea di primo livello in teologia cattolica in Sacra Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. È stato in Germania, dove ha studiato e lavorato quindi a Milano dove ha iniziato a insegnare religione cattolica. Rientrato in Sardegna ha però continuato gli studi in Scienze filosofiche all’Università degli Studi di Milano dove si è laureato. Attualmente insegna religione cattolica in alcuni istituti di istruzione superiore della provincia di Cagliari coniugando lavoro e ricerca filosofica indipendente.

RIPRODUZIONE RISERVATA
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