Economia & Lavoro Sardegna

In Sardegna la passione per la bici “fa correre” le imprese

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di Maurizio Onidi
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Sono ben 72 le imprese sarde del settore nate negli ultimi 3 anni.
Aumentano il numero delle persone che la usano per recarsi al lavoro, la lunghezza delle piste ciclabili e il bike sharing (bici in affitto).
In Sardegna la più lunga ciclovia d’Italia.

Antonio Matzutzi

«Un settore utile allo sviluppo del turismo», afferma Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, «e nel quale possono operare positivamente le imprese di costruzione. Sempre più bici artigiane sul mercato regionale, sempre più piste ciclabili in Sardegna e sempre più passione per il cicloturismo isolano».
Ed è proprio la passione per le “due ruote” che negli ultimi tre anni ha fatto crescere il numero di aziende sarde che producono, riparano e si prendono cura delle “due pedali”, che danno lavoro a circa 200 addetti diretti.
Una crescita netta rispetto alle 57 registrate nel 2016. È questa la fotografia scattata dal dossier “Artibici 2019-Artigianato e filiera della bicicletta”, indagine dell’ufficio studi di Confartigianato Sardegna, che ha rielaborato dati Istat e Infocamere tra il 2017 e 2018. Un piccolo ma agguerrito esercito, quello che si occupa di ruote, manubri, telai e freni, che a livello nazionale mette in rete 3.081 imprese, cresciute del 2,6% in 5 anni, con 7.371 addetti, in cui dominano gli artigiani con 1.992 aziende e 3.582 addetti.
Dai laboratori artigiani escono sofisticati “gioielli” per conquistare i record mondiali, modelli per ogni tipo di specialità agonistica, innovazioni per l’utilizzo quotidiano.
Una filiera produttiva famosa nel mondo di cui sono protagoniste proprio le piccole imprese che di ogni “pezzo” della bici, dalla sella al pedale alle ruote, realizzano un piccolo capolavoro di manualità, ricerca, tecnologia. A livello territoriale sardo, 29 sono le imprese (6 quelle artigiane), che operano nella vecchia provincia di Sassari, 22 su Cagliari (7 le artigiane), 15 su Nuoro (2 le artigiane) e 6 a Oristano (3 le artigiane).
«I numeri del dossier dicono» continua Matzutzi «che  c’è ancora tanta strada da fare e non soltanto in termini di infrastrutture, è necessario, infatti, programmare e incrementare gli investimenti in questo settore, per farlo crescere e creare economia buona e pulita». Un amore, quasi sfrenato, che fa crescere un importante sistema che coinvolge, direttamente e indirettamente, gli artigiani, i commercianti, le imprese di costruzione, i lavori pubblici e, soprattutto, lo sport e il turismo.
Un settore che, in maniera sempre maggiore, unisce tradizione produttiva e innovazione tecnologica e che alimenta un export che, anno dopo anno, diventa sempre più importante. È grazie a questa qualità manifatturiera se le biciclette italiane si contendono il primato in Europa per il numero e il valore dei prodotti esportati. Nel 2018 sono volate nel mondo 1.557.363 bici italiane.
È la Francia, rivale storica dell’Italia nelle grandi sfide sportive sulle due ruote, il nostro maggiore cliente, nel paese d’oltralpe esportiamo bici complete e componentistica per 117 milioni di euro, pari al 20,6% del nostro export. Seguono la Germania (88 milioni, pari al 15,3%), %), il Regno Unito (42 milioni, pari al 7,4%) e la Spagna (39 milioni, pari al 5,7%). Non soltanto sport e tempo libero, la bicicletta sta diventando il mezzo di trasporto preferito per recarsi a scuola e al lavoro. Dal rapporto di Confartigianato emerge, infatti, che sono 1.193.000 gli italiani che la usano per questi scopi con un aumento del 2,1% in 5 anni.
In Sardegna la due ruote viene usata da 6 abitanti ogni 1.000. A spingere di più sui pedali per i trasferimenti casa-lavoro-scuola sono gli abitanti di Bolzano (con una quota di 61 persone ogni 1.000 abitanti), seguono l’Emilia Romagna (49 persone su 1.000 abitanti) e il Veneto  (45 persone su 1.000 abitanti). A favorire l’utilizzo della bici è anche l’aumento delle piste ciclabili e del bike sharing che nella nostra regione è attivo a Cagliari, Sassari, Alghero e Carbonia.
Importante anche la crescita del sistema delle ciclovie nazionali che si estende per oltre 5,5 mila km di lunghezza per 547 milioni di euro di investimenti, previsto nell’allegato al DEF 2019. In Sardegna, il piano infrastrutturale ha cominciato a finanziare la più lunga ciclovia italiana, la “Ciclovia della Sardegna”, un anello ciclistico da Sassari a Santa Teresa Gallura di ben 1.200 chilometri.
Pochi giorni fa è stata presentata anche la ciclovia del Cammino Minerario di Santa Barbara che, nel Sulcis, passerà nel tracciato delle vecchie ferrovie. Interessante anche lo sviluppo della mountain bike. Nel Gennargentu, notizie di pochi giorni fa, le antiche vie dei pastori del Supramonte diventeranno sentieri di alta montagna con 100 chilometri di tracciato per mountain bike, trekking ed escursioni a cavallo.
È un ulteriore passo in avanti nel piano di sviluppo della rete ciclo-escursionistica che connetterà la fascia montuosa dell’interno con la dorsale “Sentiero Italia”, che da Santa Teresa di Gallura arriva fino a Castiadas, sarà il più lungo percorso escursionistico in Sardegna. «Quello delle biciclette» evidenza Matzutzi «è infatti uno dei settori in cui gli imprenditori artigiani sono stati artefici della rinascita e del rilancio della qualità manifatturiera italiana». «Puntando su questo tipo di mobilità» conclude il presidente di Confartigianato «offriremo spazio per una nuova immagine del nostro turismo e si darà lavoro alle moltissime piccole e medie aziende del nostro territorio».

 

 

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