Attualità

Intercultura: l’esperienza della giovane serramannese Silvia Orrù nei lontani anni Ottanta

Robert e Eva, genitori ospitanti di Silvia Orrù
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di Giovanni Contu

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Quando ancora le comunicazioni globali fra più soggetti in tempo reale erano possibili esclusivamente per pochi espertissimi professionisti ai massimi livelli di competenza tecnica, la conoscenza sul mondo avveniva attraverso i libri, le lettere o le cartoline con tanto di francobollo, oppure nel viaggiare.

Robert, pastore anglicano, con Silvia

Per i giovani maschi – chi lo ricorda – il servizio militare obbligatorio era un modo – non sempre edificante ma comunque l’unico disponibile per quasi tutti – fino a gran parte degli anni Novanta, affinchè si potesse attraversare il mare e conoscere, di persona, i propri connazionali. Sentir parlare dal vivo i vari dialetti regionali, i gesti, le abitudini, la vita vissuta nelle regioni della nostra piccola Italia. Tutto questo, per molte famiglie, costituiva un momento più o meno delicato e in ogni caso, di transizione verso l’età adulta dei figli; subito dopo nelle intenzioni, c’era quasi sempre il lavoro e le responsabilità; nella maggior parte dei casi, calava il sipario sul trastullo in piazza, con i motorini, nei bar e conto alla rovescia sul tempo disponibile per rinchiudersi nei locali notturni, senza cellulare, naturalmente e per fortuna.
Il desiderio di viaggiare e conoscere poteva però diventare ancora più intenso, radicale, fino a rappresentare quasi una scelta di vita; una scommessa, tanto più rischiosa quanto più lontana e diversa dalla nostra fosse stata la destinazione di arrivo. Con questo spirito, oltre trent’anni fa, Silvia Orrù per la prima volta ebbe a che fare con Intercultura, l’associazione che le avrebbe offerto una fra le esperienze più emozionanti della sua vita.

Con molte incognite e quasi nessuna certezza, se non il sostegno della famiglia che dopo una normale fase di perplessità decise di appoggiarne le scelte, Silvia ebbe la possibilità di un soggiorno in Australia.

Molto più di un viaggio, un tuffo in un ambiente con tanto da imparare e molto da raccontare per il futuro. Un giorno di volo verso ciò che fino a quel momento poteva essere visto solo nei film o nel planisfero, in un ambiente sconosciuto con tutti gli stimoli per dar fondo all’unica risorsa disponibile; la capacitàdi adattamento, da sviluppare o da mettere alla prova. In tutti i modi, qualcosa di non indifferente.

Silvia Orrù

Ma cosa è stato per lei, l’incontro con Intercultura?

«Una grande opportunità di studio e di crescita – dice Silvia, che oggi lavora presso la Maserati – con la quale, come exchange student nel mio caso in Australia, ho avuto la fortuna di affacciarmi da una finestra, se non una porta, sul mondo. Non è stata l’esperienza facile – prosegue – da Serramanna senza parlare una parola di inglese, io che non mi ero mai allontanata dalla famiglia con cui siamo sempre stati uniti; non eravamo abituati ai grandi viaggi. Sono stata molto fortunata nel nucleo famigliare che mi ha accolto con la massima disponibilità.

Nel ripercorrere quei dodici mesi, alla luce della tua vita attuale, come ti ricordi?

Ho avuto la capacità, la lucidità, forse la maturità per capire che il disagio dipendeva dalla mia incapacità di parlare. Superato questo ostacolo, anche colo supporto determinante degli operatori di Intercultura che mi hanno sempre sostenuto, vi è stata una svolta e i legami si sono decisamente rinforzati, con la famiglia, che ho incontrato altre due volte e con altre persone – una carissima amica canadese – con cui non ci incontriamo ma ne conservo la presenza nel cuore.

Silvia si è laureata nel 2000, ha sempre lavorato. Per 10 anni assistente di volo in Meridiana. Master in economia e gestione del turismo alla Cà Foscari, dopodichè impiego come responsabile marketing e comunicazione nel comune di Siena e Sabbianeta, paese in provincia di Mantova. Nel 2003 ha avuto inizio un incarico –  dove lavora tutt’oggi –  presso la Maserati, prima come assistente di alta direzione poi come nell’ambito della comunicazione e nell’ufficio stampa nazionale e internazionale.

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