Attualità

Intercultura, un’esperienza che ti cambia la vita

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Iscrizioni aperte per partecipare al concorso del programma di scambio destinato ai ragazzi nati tra il 1 luglio 2005 e il 31 agosto 2008
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 di Sara Cogotti
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Sono cinque i ragazzi del Medio Campidano ad essere partiti con Intercultura ODV lo scorso anno, quando avevano tra i 16 e i 17 anni. Tre i giovani “cittadini del mondo” che hanno trascorso un intero anno scolastico in luoghi visti solo sul mappamondo, come si diceva un tempo, o su Maps, come si dice ora. Luoghi che adesso invece conoscono molto bene e che considerano la loro seconda casa.

Ester M. di Gonnosfanadiga è partita negli Stati Uniti, Leo C. di Villacidro in Belgio e Leonardo A. di Guspini in Ungheria. Due intraprendenti adolescenti invece, amiche già prima della partenza, hanno scelto un percorso più breve ma non per questo meno travolgente: Lucrezia S. di Guspini ha vissuto un quadrimestre in Argentina e Flavia F. sempre di Guspini è partita in Brasile.

La partenza è stata preceduta da una selezione curata dal Centro Locale del Medio Campidano che ha sede a Guspini. È uno dei 159 bracci operativi italiani di Intercultura ODV, associazione di volontariato senza scopo di lucro eretta in Ente Morale e riconosciuta con decreto del presidente della Repubblica (DPR n 578/ 1985) parte del movimento internazionale AFS, nato nel 1915 in Francia e diventato, da servizio di soccorso dei feriti sui campi di battaglia, una delle più importanti realtà di volontariato nel mondo. Oggi AFS Intercultural Programs è un’organizzazione con sede a New York che riunisce e coordina una rete mondiale di associazioni nazionali operanti nel campo dell’educazione interculturale in oltre 60 paesi. Nel 1955 dopo i primi scambi realizzati con l’Ambasciata Americana, nasce ufficialmente AFS associazione italiana.

Ogni anno i volontari del CL di Guspini si occupano, tra le tante attività, di supportare i ragazzi selezionati e le loro famiglie attraverso una formazione strutturata pre e post partenza, oltre a garantire un supporto costante affidato ai volontari dei centri locali delle destinazioni finali.

Leo, che ha trascorso un anno in Belgio, cerca di riassumere in poche frasi un’esperienza che richiederebbe ore per essere raccontata: “Mi ricordo, prima di partire, le paure e le incertezze che spesso frenavano tutto l’entusiasmo che avevo. Riuscirò a imparare la lingua? Riuscirò a inserirmi nella famiglia ospitante? Riuscirò a stare un anno lontano da casa? Tutte domande a cui, appena misi piede in Belgio, riuscii subito a rispondere. O meglio, capii che non avevano risposta, ed è proprio questo l’aspetto più arricchente di un anno all’estero. Le incognite sono molte, è giusto essere intimoriti, ma l’obiettivo è affrontare tutte le sfide, le difficoltà che certamente ci si trova davanti. E non sempre si superano tutte con successo, anzi! Per esempio, dopo poche settimane ho dovuto cambiare famiglia, il che è stato molto destabilizzante. Ma è stato un cambiamento molto utile, che mi ha lasciato molti insegnamenti. Insomma, quest’esperienza mi ha fatto conoscere tantissime persone, imparare una nuova lingua, vivere a contatto con una cultura diversa, con usanze diverse, e soprattutto, mi ha reso più consapevole oltre che “cittadino del mondo”.

Oggi Intercultura non è più un’esperienza relegata ai soli ragazzi provenienti da famiglie che possono coprirne le spese. Le borse di studio messe a disposizione dell’Associazione, nonché da Enti e aziende che ne hanno riconosciuto il valore destinando fondi ad hoc, coprono le spese in maniera totale o parziale. Oggi Intercultura è un’opportunità per tutti. Sta ai ragazzi e alle loro famiglie coglierne il valore, aprendo una finestra sul mondo e sul futuro delle nuove generazioni, ampiamente penalizzate dalle mille crisi che colpiscono il mondo ed in particolare le aree svantaggiate come la nostra.

“Non è stata una scelta semplice decidere in far partire mia figlia lontano da casa per così tanto tempo ma è un’opportunità unica che le ha consentito di crescere tanto da tutti i punti di vista e che crediamo le garantirà di avere una marcia in più che forse non avrebbe avuto senza l’esperienza con Intercultura” ci dice il papà di una delle ragazze che ha partecipato al programma.

Intercultura non è solo scuola, una famiglia che accoglie e nuove amicizie è anche conoscenza di sé. È un’apertura al mondo come ci dice Leonardo che ha trascorso un anno in Ungheria: “Ho fatto tantissime amicizie con gli altri studenti di scambio con cui ci incontravamo quasi ogni weekend per partecipare a feste tipiche ungheresi, feste di compleanno o eventi organizzati da AFS Hungary, oltre che con i ragazzi della mia città con cui eravamo soliti incontrarci dopo scuola e spendere il pomeriggio insieme. La cultura ungherese è davvero tanto diversa da quella italiana. Ci sono ritmi molto differenti, a partire dagli orari dei pasti sino ad arrivare alla scuola. Le mie paure prima della partenza erano tantissime ma questa esperienza mi ha cambiato a 360 gradi, mi ha fatto comprendere che il mondo è vario, pieno di persone completamente diverse da me e da quelle che sono abituato a vedere tutti i giorni qua in Sardegna. Mi ha insegnato a perseguire i miei obiettivi, a dare massimo in tutto quello che faccio e non arrendermi mai.  Mi ha insegnato ad ascoltare me stesso, capire cosa mi piaccia o meno fare, e cercare sempre di far felice me per primo e poi gli altri. Ho capito chi sono veramente e cosa voglio fare nel mio futuro. Ho intenzione di concludere il liceo e cercare di andare a vivere in Danimarca, che è il mio paese europeo preferito, e vorrei continuare gli studi proprio lì. Vorrei diventare un medico.”

I dati forniti dalle ricerche dalla sede nazionale consultabili sul sito www.intercultura.it  e dell’Osservatorio della Fondazione www.fondazioneintercultura.org, ci riferiscono informazioni importanti circa gli effetti della partecipazione al programma. Solo per citarne alcuni: una maggiore capacità di diventare soggetti autonomi e indipendenti, confermata dal fatto che solo il 14% vive ancora con la famiglia di origine; i ragazzi diventano adulti con una maggiore apertura internazionale: il 72% viaggia all’estero regolarmente e il 46% ha fatto un’esperienza di lavoro all’estero; il 99% degli ex borsisti dichiara che aver ricevuto una borsa di studio ha avuto un impatto decisivo sulla propria vita.

Sono tanti i testimonial che hanno partecipato al programma e che si prodigano a promuoverlo, consapevoli del valore aggiunto che ha dato alla propria vita e alla propria carriera. Una fra tutte: l’astronauta Samantha Cristoforetti partita negli Stati Uniti a 17 anni.

La conoscenza del mondo, porta voglia di conoscenza ulteriore. Lucrezia, che ha vissuto 6 mesi in Argentina, ha tantissima voglia raccontare e chiude l’intervista sottolineando la fame di conoscenza e di viaggio che è emersa in lei: “In un futuro prossimo mi immagino sicuramente in viaggio, reputo questa esperienza l’input di tutti i miei prossimi viaggi. Proprio grazie a questa esperienza, sono davvero pronta a tutto. Ho voglia di andare ovunque, di conoscere nuove culture e tradizioni e di condividere la nostra. In Argentina ho lasciato il cuore e tutta me stessa, le persone che ho conosciuto mi mancano tanto. Mi hanno lasciato ed insegnato tanto, ci sentiamo praticamente ogni giorno e da ciò che mi dicono, ho lasciato tanto anch’io e per me è una cosa davvero speciale. Non vedo l’ora di andare a trovarli, sicuramente una delle mie prossime mete sarà quella però mi piacerebbe tanto visitare anche gli Stati Uniti e, perché no, il resto dell’America latina, un giorno.”

Il Centro locale di Guspini si prepara a ricevere le domande degli aspiranti studenti che partiranno il prossimo anno all’estero. La candidatura può essere presentata dal 1° settembre fino al 10 novembre 2022.
Il concorso è indirizzato ai ragazzi nati tra il 1 luglio 2005 e il 31 agosto 2008 con una preferenza per i nati nel 2006, ossia coloro che saranno il prossimo anno in 4° superiore. Oltre all’età, i requisiti principali sono: curiosità, intraprendenza e tanta voglia di conoscenza.

Per informazioni potete contattare la Presidente Alessandra Piredda (340 3498930), la Responsabile INVIO: Federica Liscia (328 5824286) e la Responsabile OSPITALITA’ Marina Manca per coloro interessati ad ospitare uno studente straniero (339 2752287).

I volontari del Centro Locale, i ragazzi stranieri che trascorreranno l’anno di scambio nel Medio Campidano, i ragazzi che hanno già vissuto l’esperienza e le loro famiglie si incontreranno il 9 ottobre alle 17 nella sede della Pro Loco a San Gavino Monreale (Piazza della Resistenza) per la “Festa di Intercultura”.

Tutte le persone interessate a vivere questa esperienza o semplicemente a conoscere di più l’Associazione, sono invitate a partecipare.

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