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RUBRICA STORIA

La caduta del regime fascista 25 luglio 1943 nella ricorrenza dell’ottantesimo anniversario

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di Lorenzo Di Biase
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Nella notte tra il 24 e il 25 luglio del 1943 si tenne l’ultima riunione del Gran Consiglio del Fascismo, G.C.F., l’organo supremo del regime, presieduto da Benito Mussolini. Durante la riunione venne votato il famoso “Ordine del giorno Grandi”, il documento che portò alla fine del regime fascista e che mise in moto il meccanismo che avrebbe portato all’uscita dell’Italia dalla Seconda guerra mondiale e all’inizio della guerra civile.
La riunione del 24 luglio era la prima dal 1939, quando il G.C.F. fu convocato per votare la decisione di mantenere l’Italia neutrale nella guerra appena scoppiata – una decisione non vincolante, come tutte quelle prese dal G.C.F. che, per legge, era un organo soltanto consultivo. Dopo il 1939 Mussolini prese tutte le più importanti decisioni senza consultare il G.C.F., probabilmente per il timore di scontrarsi con i suoi stessi gerarchi. All’interno del G.C.F. erano presenti tutte le numerose correnti del fascismo: dai più intransigenti fino ai più moderati; da quelli che volevano eliminare la casata dei savoia a quelli che non volevano l’alleanza con la Germania. Il G.C.F. fu fondato nel 1922 ma venne formalmente istituito nel gennaio del 1923 per poi divenire l’organo supremo costituzionale che “coordina e integra tutte le attività del regime” con L. 9/12/1928 n. 2693. Il GCF fu sempre e solo presieduto da Mussolini in quanto capo del governo e ad esso partecipavano tutti i ministri, i sottosegretari, il presidente del tribunale speciale, il segretario del P.N.F. e i membri del direttivo, il direttore generale di PS, il segretario delle confederazioni sindacali fasciste, lo stato maggiore della M.V.S.N., i quadrumviri della marcia su Roma. L’organo veniva convocato e presieduto da Benito Mussolini che prevedeva anche l’O.d.g.. La sua prima riunione si tenne presso il Grand Hotel il 15/12/1922 e l’ultima a Palazzo Venezia il 24 – 25 /7/1943. Il mese di luglio di quell’anno fu fatale per il regime fascista in quanto le forze anglo canadesi e americane sbarcarono in Sicilia il giorno 10 mettendo in chiara evidenza che il regio esercito fascista non era in grado di difendere l’isola. Inoltre, il giorno 19 gli americani bombardarono Roma per la prima volta. Insomma, nere nubi si addensavano sopra il cielo dell’imponente regime fascista. E ciò si rifletté inevitabilmente nella seduta del GCF, che di fatto fu l’ultima. La riunione iniziò alle ore 17 del 24 luglio a Palazzo Venezia, nella sala del pappagallo.

La riunione cominciò alle 17 e un quarto del 24 luglio nella Sala del Pappagallo a Palazzo Venezia con l’ingresso di Mussolini. Nessun assente si registrò. Della riunione non vi è un resoconto ufficiale ma alcuni partecipanti dissero che il Duce parlò per oltre due ore. Fecero seguito alcuni interventi ma tutti erano in attesa di quello di Dino Grandi che doveva presentare all’attenzione dell’assise un O.d.g.. Egli intervenne per circa un’ora e, dopo aver premesso la sua fedeltà al re, espose e chiese di mettere ai voti il suo ordine del giorno che in sintesi prevedeva che Mussolini rimettesse i suoi poteri al re, rinunciasse al comando supremo delle forze armate e ripristinasse lo Statuto Albertino. Il Duce non fu scosso da quell’o.d.g. perché era già di sua conoscenza avendoglielo il Grandi fatto esaminare da ben tre giorni prima. Poi fu la volta di Roberto Farinacci a presentare un altro O.d.g. che prevedeva la prosecuzione della guerra affianco all’alleato tedesco.

Alle ventitré la seduta venne sospesa momentaneamente e Grandi si prodigò a raccogliere firme a supporto della propria mozione. Alla ripresa anche Giuseppe Bottai si espresse a favore di Grandi. Quindi prese la parola Carlo Scorza, l’ultimo segretario nazionale del PNF che invece invitò i consiglieri a non votarlo e presentò un proprio O.d.g., il terzo della seduta, a favore di Mussolini. Il dibattito cessò e tutti si aspettavano come era solito fare che Mussolini ne traesse le conclusioni, cosa che invece non accadde. Si passò alla votazione. Il primo O.d.g. votato fu quello di Dino Grandi che passò con 19 voti a favore, 8 contrari ed 1 astenuto. Mussolini ritenne inutile porre in votazione le altre mozioni e tolse la seduta. Alle 2 e 40 del 25 luglio 1943 i presenti lasciarono la sala. Il pomeriggio Mussolini fu ricevuto da re a Villa Savoia. Il tutto durò circa venti minuti.  Gli fu comunicato la sua sostituzione da capo del governo con Pietro Badoglio per poi farlo arrestare all’uscita della villa. I reali Carabinieri si incaricarono di eseguire gli ordini.

E il regime si sciolse come neve al sole!

 

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