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La Caritas tende la mano alla Marmilla

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La crisi demografica della Marmilla preoccupa tutti. Servono nuove iniziative per cercare di contrastare il fenomeno, piccoli segni che diano coraggio e speranze ad un territorio in difficoltà, offrendo prima di tutto un supporto alle famiglie che chiedono aiuto. Non solo problemi economici sono quelli che mettono in ginocchio il territorio ma anche problemi di relazione tra le persone , di spopolamento e disgregazione delle famiglie.La Marmilla lotta contro l’isolamento e la Caritas diocesana con l’ausilio di Piccoli Progetti Possibili gli tende la mano.

Nasce così il centro comunitario per la famiglia “San Giuseppe” inaugurato lo scorso 3 maggio nei locali dell’ex Enaip in via IV Novembre.  Per mettere le ali ad un piccolo sogno hanno lavorato tutti: la Diocesi Ales Terralba ha messo a disposizione i locali dell’ex istituto formativo, la Caritas Italiana con i fondi 8 per mille  ha reso possibile la ristrutturazione di un’ala dell’edificio e l’avvio del progetto e la Caritas diocesana ha lavorato alacremente, con il suo staff di progettazione composto da Luigi Serra e Carla Serpi, per rendere il progetto una realtà vera per promuovere il benessere sociale nella Marmilla.

Il tutto in un “luogo straordinario”, come lo ha definito la sindaca di Ales Simonetta Zedda,”che sia di buon auspicio per altre azioni e che possa colmare la lacuna del settore pubblico che spesso non ha gli strumenti per poter agire”. D’accordo anche il presidente dell’unione dei Comuni della Marmilla Roberto Scema: “Questo è un esempio incoraggiante anche per noi per dare speranze ad un territorio che, dal punto di vista demografico, sembra destinato a scomparire. Ma c’è qualcosa che può far saltare le statistiche: il fattore umano su cui possiamo fare leva>. Poi l’incoraggiamento del vescovo monsignor Roberto Carboni,<Con questa opera segno che privilegia Ales e la Marmilla  vogliamo dare il nostro contributo alle iniziative dei servizi sociali comunali e della scuola a favore del territorio  dove, per svariate  ragioni, a volte appare l’insufficenza di strumenti operativi di ascolto, accompagnamento, presa in carico  dei reali problemi della famiglia e del territorio”. Don Angelo Pittau, direttore della Caritas diocesana, ha però sottolineato come dietro una nuova opera come quella di Ales ci sia impegno e sacrificio e collaborazione.

“Siamo profondamente grati alla Caritas italiana- afferma don Angelo- che ci ha già accompagnato in tanti progetti nella realizzazione di sogni e oggi ne vediamo i frutti.  Oggi vogliamo seminare la terra con altri piccoli progetti in Marmilla per rompere la cerchia di isolamento”. E se Nunzia de Capite, referente della Caritas nazionale, precisa l’importanza di “lavorare sulla prevenzione e con nuove prospettive nel supporto alle famiglie”, è Barbara Boi, coordinatrice del centro  a invitare la comunità  a partecipare attivamente: “Vogliamo che il centro sia di tutti. Promuoveremo il valore della famiglia e il benessere sociale della comunità ma non attraverso assistenzialismo, bensì il sostegno per mettere la famiglia nelle condizioni di saper fare”.

Stefania Pusceddu

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