Attualità San Gavino Monreale

La denuncia di Cgil, Cisl e Uil: “In ospedale mancano i medici, gli infermieri e gli OSS. Disagi anche nel territorio”

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Mancano i medici, gli operatori socio-sanitari, i tecnici e gli infermieri nell’ospedale <Nostra Signora di Bonaria>. di San Gavino Monreale e molti servizi sono fermi o funzionano male a causa della carenza di personale. È questa la denuncia lanciata dalla Cgil, Cisl e Uil del Medio Campidano che da tempo chiedono risposte alla Assl di Sanluri. «La situazione – denunciano Loredana Zuddas, segretario territoriale della Fp Cisl, Ercole Colombo, segretario territoriale della Fp Cgil, Mario Sollai, segretario territoriale della Uil, Gigi Marchionni della Cgil, Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl – è insostenibile: in ospedale in particolare, la non adeguatezza del numero del personale a disposizione, spesso, mette in discussione la stessa organizzazione dei turni di servizio. Il numero del personale è talmente esiguo che basta assentarsi per congedo o ferie, per far saltare i turni programmati».
I sindacati denunciano una carenza di personale cronica e non più sopportabile. «La più grave difficoltà, comune a tutti i luoghi di lavoro ove si erogano i servizi, è da individuarsi, sicuramente nella oramai drammatica carenza di organico. Carenza che risulta tanto più grave in alcune strutture e per alcune figure professionali. Nei reparti dell’ospedale di San Gavino, in particolare, le conseguenze sul livello e la qualità di alcuni servizi a causa della non adeguatezza nel numero di personale medico, infermieristico degli operatori socio sanitari è diventata allarmante, tanto che si rischia di mettere in pericolo i livelli di assistenza all’utenza e la stessa organizzazione interna dei processi lavorativi. Il personale è giornalmente costretto a ritmi di lavoro che non consentono di erogare i servizi ai pazienti in maniera ottimale. La ridotta dotazione organica influisce negativamente sull’organizzazione dei turni di lavoro, rendendo difficoltosa la legittima fruizione delle ferie da parte del personale dipendente e la stessa gestione dell’istituto del riposo dei lavoratori impegnati nei turni notturni e festivi».
In particolare la grave carenza di Tecnici di Radiologia, non consente di poter utilizzare tutte le apparecchiature radiologiche tutti i giorni, simultaneamente. Rispetto agli attuali 12 servirebbero ulteriori 5-6 Tecnici per erogare efficientemente il Servizio.  A causa di tale carenza, la Risonanza Magnetica nell’ultimo anno ha ridotto sensibilmente le sue prestazioni. L’attività, che veniva svolta per 6 giorni a settimana con una produzione di 30-40 esami si è pesantemente ridotta a soli 1-2 giorni a settimana con una produzione, quando va bene, di 5-8 esami a settimana (in alcune settimane nessun esame).

Disagi a non finire anche negli altri reparti dell’ospedale e nel caso del trattamento chirurgico delle patologie dell’occhio in regime di Day Service, gli interventi alla cataratta sono sospesi da oltre un anno, con grave disagio per i tanti cittadini che sono costretti a spostarsi negli altri territori per poter usufruire del servizio.
«Per quanto concerne il poliambulatorio specialistico di via Nurazzeddu a San Gavino, si rende necessario garantire l’apertura almeno per tre giorni alla settimana invece del solo giovedì. Occorre invece creare e sostenere un legame più forte ed una reale integrazione tra medici di base, medici convenzionati e servizi pubblici, per poter garantire dimissioni protette e assistenza continua ai bisogni di cura in particolare dei più deboli e degli non-autosufficienti. Così come occorre comprendere sino a che punto le Case della Salute presenti nel territorio, rispondano agli obiettivi per i quali sono state pensate. Non sempre in queste strutture sono disponibili tutti i servizi di cui i cittadini hanno bisogno né, purtroppo risulta realizzata quella integrazione tra sociale e sanitario, per la quale le Case della Salute sono state progettate».
A tal proposito denunciamo la situazione in cui versa la Casa della Salute di Arbus. Una struttura di recente costruzione, arredata ed attrezzata di tutto punto che, secondo il progetto iniziale, doveva accogliere numerosi servizi (guardia medica, punto prelievi, ambulatorio di Igiene e Sanità Pubblica, ambulatorio di Salute Mentale, Centro Screening e nuovi servizi socio-sanitari), ma che, ad oggi, risulta essere solo una bella scatola vuota.
CGIL, CISL e UIL ritengono urgente l’apertura di un confronto con le istituzioni regionali per riqualificare i servizi sociali e sanitari del territorio, attraverso il rilancio della partecipazione e del dialogo con le diverse rappresentanze della società civile.
Consideriamo improrogabile la risoluzione delle criticità riguardanti l’ospedale di San Gavino, di cui occorre recuperare una operatività efficiente, capace di fronteggiare i molteplici bisogni espressi dai cittadini.

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