RUBRICA. DICO LA MIA

La marcia inarrestabile del Covid-19, molteplici le cause della recrudescenza del virus

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di Antonio Corona

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Ci siamo ricascati e la storia si ripete ancora una volta come è nell’asserzione di vichiana memoria. Il corona virus non è morto come ci si illudeva fosse accaduto. Il virus ha ripreso vigore come e più di prima e colpisce ancora. Infezioni ed anche decessi aumentano di giorno in giorno. Ora è diffuso anche nella Marmilla e nel Medio Campidano. Siamo circondati. Dalle infezioni non si salva quasi nessun paese. Mentre in primavera nella prima fase del morbo i nostri piccoli contesti erano stati risparmiati, ora non si salva più alcun borgo. Forse in tutto il Medio Campidano figuravano esenti da contagi qualche giorno fa solo due paesi.

Senza voler colpevolizzare nessuno ci chiediamo quali le cause di questa recrudescenza del male subdolo e strisciante? Il team dei consulenti sanitari è stato troppo ottimista così come lo sono stati i nostri governanti che ritenevano il male fosse terminato oppure sono i cittadini che con i lori improvvidi comportamenti hanno favorito ed alimentato l’escalation?

I sardi sono stati trattati sul finire dell’estate da untori. L’epidemia si diceva in qualche regione nelle quali i turisti rientravano dal periodo di vacanza, viene dalla Sardegna. E’ lecito supporre invece che il morbo è stato diffuso da quanti sono arrivati in Sardegna d’estate. La Sardegna per quanto riguardava il Covid-19 era un’isola felice che era riuscita a contenere ed isolare il male. Da accusatori siamo diventati accusati, da vittime siamo passati a carnefici. Così va il mondo ricordava il Manzoni, così ci ricordano gli antichi autori greci e latini con la favola del lupo e dell’agnello.

Allora da quale parte sta la verità? La recrudescenza del Covid-19 è data probabilmente dalla concomitanza di tutti questi fattori che hanno contribuito a riaccendere e a diffondere il virus. Scienziati e politici troppo ottimisti che hanno abbassato la guardia, cittadini giovani e meno giovani che hanno ritenuto superata la fase cruciale concedendosi qualche distrazione, negazionisti arrabbiati e turisti in giro per l’isola nel periodo estivo. Parte non secondaria ricopre tuttavia il comportamento delle persone che devono attenersi strettamente e rigidamente alle norme per evitare gli affollamenti giornalieri spesso obbligati come nei treni e negli autobus che trasportano studenti e persone che si recano al lavoro.

Emergono certo inadempienze, ritardi ed errori ma non è neppure il caso che frange di facinorosi mettano a ferro e a fuoco le città come in alcuni contesti sta succedendo. I problemi ci sono. Problemi spesso di indigenza, perdita del lavoro, povertà che avanza. Bisogna stringere i denti rimboccarsi le maniche, rispettare le regole affrontando i sacrifici. E’ lecito anche protestare, ma in modo civile. Prendere a mattonate e sfasciare vetrine e negozi, dare fuoco alle auto o ai cassonetti, lanciare sanpietrini e bottiglie incendiarie verso le forze dell’ordine non è una protesta: è un’altra cosa. La violenza da qualsiasi parte venga è sempre un’altra cosa, da rifiutare e da condannare senza remore.

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