EMOTIVAMENTE

La psiche al centro della vita

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della dott.ssa Alice Bandino*
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Ottobre è il mese della sensibilizzazione del Benessere Psicologico, nel quale gli psicologi promuovono con diverse iniziative dedicate ai cittadini, la cultura del benessere globale individuale per migliorare la qualità della vita. Se il nostro benessere bio-psico-sociale è equilibrato e soddisfacente, saremo più predisposti allo star bene con noi e con gli altri; sentirci realizzati e soddisfatti aumenta la nostra autostima che a sua volta ci permetterà di individuare e realizzare obiettivi e di prendere decisioni adeguate alle nostre competenze e alle singole situazioni; risolvere i conflitti è meno difficoltoso quando abbiamo una buona serenità mentale; affrontare gli stress correlati alla vita quotidiana o agli eventi straordinari (come l’instabilità dovuta alla  pandemia) è più efficace se sappiamo come reagirvi senza farsi trascinare dagli eventi e dalla disperazione. Dominare e gestire le emozioni senza farsi travolgere da esse è ad oggi la richiesta che maggiormente viene posta in studio. “La Psiche al Centro della Vita” è stato il titolo del Convegno nazionale organizzato a Roma il 13 Ottobre dall’Ordine Nazionale degli Psicologi con il patrocinio del Ministero della Salute: un’occasione importante per fare il punto della situazione e sull’importanza di promuovere una psiche consapevole e aperta, oggi più che mai assistiamo a un malessere diffuso dove le persone si trovano disorientati e senza le giuste risorse, senza le “mappe mentali” necessarie per far fronte agli attacchi esterni al nostro benessere interiore. Il Presidente David Lazzari (presidente nazionale degli psicologi italiani) esponendo i dati aggiornati delle ultime ricerche svolte da enti pubblici e privati, ha ribadito l’aumento nell’ultimo anno del 40 per cento in più di richieste di sostegno e intervento psicologico da parte dei cittadini, una richiesta spesso ostacolata dai limiti del SSN, dove lavora una percentuale molto bassa di psicologi, numero insufficiente a far fronte alle richieste dell’utenza già prima della Pandemia, ora del tutto inadeguata all’attuale situazione (sono solo cinquemila gli psicologi Asl in tutta Italia, su un totale di 120 mila psicologi abilitati); una persona su tre non riesce ad accedere allo psicologo gratuito e in una scala di economia domestica, lo psicologo non è una spesa basilare da sostenere, spesso nonostante una sofferenza psicologica evidente di uno o più componenti nel nucleo. Prima di arrivare a un consulto professionale si disperdono energie e risorse che apparentemente sembrano più convenienti, ma che se non risolvono il malessere dalla radice, ritardano interventi efficaci e aumentano il disagio, aggravando la situazione.

Importante è utilizzare la Psicologia in modo pubblico e “sociale” e non solo individuale: fare prevenzione e promuovere la resilienza, evitare lo sviluppo della patologia psichica e quindi della “cura”, è un obiettivo ambizioso che potrà realizzarsi solo se tutte le Istituzioni agiscono in rete per prendere in carico il “disagio” prima che evolva in “patologia”. Ascoltare e interpretare in modo professionale il disagio, agendo nelle scuole, nei reparti ospedalieri, nelle Comunità territoriali, nelle Aziende, permette di captare in tempo le richieste di aiuto sin dall’infanzia e di intervenire per un corretto e armonico sviluppo del minore, futuro adulto di domani. L’aumento di richieste per stati depressivi o ansiosi in minori e adulti, preoccupa la comunità degli psicologi che da tempo cercano di attirare l’attenzione politica e pubblica sul principio che se posta al centro delle iniziative sanitarie e sociali, la Psicologia può aiutare a risolvere e migliorare numerose problematiche. Un individuo che sta bene psicologicamente, sarà un cittadino che si ammala meno anche fisicamente; di contro stress e sofferenza psicologica aumentano il rischio di malattie al SNC e al resto del nostro corpo: è infatti lo stress la causa di numerose patologie autoimmuni, quando viene somatizzato e non affrontato adeguatamente può causare l’insorgenza di effetti collaterali importanti (al cuore, cervello, derma, articolazioni, intestino, fegato, reni ecc…).

Pensiamo alle conseguenze possibili: un lavoratore stressato porterà il suo stress sul luogo di lavoro e a lungo andare su tutte le attività quotidiane; ci sono poi dei lavori a contatto col pubblico, con utenti/ pazienti/clienti che a loro volta hanno una propria psiche, con gli studenti e le studentesse, con gli atleti e le atlete, che necessitano di trovarsi di fronte a dei lavoratori (insegnanti, allenatori, educatori, ma anche commessi, impiegati, sanitari empatici e capaci di gestire le proprie emozioni). Avere una buona salute mentale è necessario e centrale nella vita non solo individuale ma comunitaria; le cronache di questi ultimi periodi stanno evidenziando malesseri sociali importanti, malcontento e disagio psichico fomentati da leader senza scrupoli che cavalcano per fini personali menti deboli o impaurite, sono deleteri anche per la Società tutta; manifestazioni che diventano l’occasione per sfogare le emozioni negative senza arginarle o gestirle; distruzione e disordini che turbano chi osserva; comunicazioni e informazioni errate, incomplete o addirittura senza fondamento, diventano il clima ideale per affiliarsi a teorie complottistiche, credibili solo da chi non ha una propria armonica stabilità mentale per ragionare in modo autonomo e razionale. Ripartire dal mese della Promozione della psicologia, per ripensare al modo migliore per stare bene è l’invito che la comunità professionale degli Psicologi rivolge alle Comunità e soprattutto alle Istituzioni.
*psicologa
Tel. 347 1814992

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