L'INFORMATICO SUGGERISCE

La Sardegna dice no alla quarta rivoluzione industriale

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di Giovanni Angelo Pinna
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Tecnologie, digitalizzazione, informatizzazione, e-commerce, app, strategie di crescita digitale rappresentano la base della quarta rivoluzione industriale, senza le quali sarà impossibile pensare ad una crescita in ottica 4.0

Secondo la “Indagine Cna: digitale e ICT nelle micro e piccole imprese italiane”, nel nostro Paese, una azienda su 10 è senza computer, 1 su 5 non utilizza un portatile e oltre il 50% delle imprese è sprovvista di tablet.

È nelle aziende più grandi, toccando percentuali che rasentano il 100%, che si può notare una maggiore attenzione e sensibilità verso questa trasformazione e passaggio.

La curva dovrebbe assumere un andamento diverso, ma così non è: più piccola è l’azienda, maggiore è il rifiuto verso le nuove tecnologie (compreso anche il Digital Marketing – il nuovo carburante per farsi pubblicità e dire, al resto del mondo, «guardate che ci siamo anche noi e siamo bravi in quello che facciamo!»).

In Sardegna i dati non sono di certo migliori, tutt’altro!

L’80% degli imprenditori sardi sono ancora legati al passato e non ritengono necessario, né essere una scelta strategica valida, sviluppare la propria realtà aziendale, piccola o media che sia.

Percentuali importanti, analizzando i risultati di questo studio, evidenziano come l’imprenditore medio sardo sia poco interessato a “nuovi passi in ottica digitale” rimanendo invece, ancora oggi, più che soddisfatto del solo utilizzo, dove presente, di software aziendali che “facilitino” la gestione del magazzino e di “aver già dato” accettando la fatturazione elettronica, le casse elettroniche, la pec e poche altre novità tecnologico-digitali.

Il 57% degli interrogati artigiani sardi afferma di ritenere la propria attività con un livello di informatizzazione sufficiente, poco meno del 7% un livello alto ma questi dati, agli occhi degli esperti, non trovano riscontro quando vengono nominate le tecnologie utilizzate, spesso ormai più che obsolete.

Meno di una impresa della Sardegna, su 10, ha intenzione di affacciarsi all’e-Commerce; sotto la percentuale del 5% quelle che intendono investire in ricerca e sviluppo; meno del 10% quelle che investiranno in capitale umano e formazione… poco più del 10% le imprese interessate alla crescita tecnologica e digitalizzazione.

Essere digitalmente competitivi, in Sardegna, è oggi ritenuto poco (se non per nulla) importante.

I principali ostacoli sono di vario tipo: dal costo troppo elevato per acquistare nuove tecnologie a quelli associati alla consulenza ICT esterna; per non parlare dei costi associati alla formazione digitale (in una azienda con meno di 10 dipendenti, meno del 20% di loro dichiarano di aver seguito e seguire con costanza corsi di aggiornamento).

La scarsa digitalizzazione nelle PA, poi, rappresenta un altro freno importante: molte imprese affermano che le necessità delle aziende non possono essere soddisfatte proprio a causa dell’analfabetizzazione informatica e livello tecnologico troppo basso che si riscontrano nella pubblica amministrazione.

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