Elezioni Comunali Sardara

La sfida è fra due ex vicesindaci: Roberto Mointisci- Roberto Caddeo

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Roberto Montisci, 59 anni, dipendente della Provincia del Medio Campidano, vicesindaco per due legislature, guida la lista di centro sinistra “Sardara bene comune”. Il suo è un ritorno alla vita politica: “La mia è una scommessa sul futuro con un gruppo di giovani che hanno esperienza e capacità”.
Quando a Sardara si parla di campagna elettorale, si parla di terme. Il suo punto di partenza?
Il settore va sostenuto, ampliato e rinnovato. Sono assente dal Comune dal 2006, il mio impegno è riprendere il progetto lasciato a metà. Inutile nasconderlo: le nostre terme si sono fermate al 2001. Allora c’era due alberghi, gli stessi di oggi. Evidente qualcosa non va.
In concreto?
Penso ad un albergo diffuso, valorizzando le tante case in vendita nel centro abitato. E poi piste ciclabili e percorsi pedonali per accorciare le distanze con l’area di Santa Mariaquas. L’unica certezza è che non ci saranno nuove strutture realizzate dal Comune, ma largo spazio agli imprenditori.
Sardara, cittadina bandiera arancione, herity e borgo autentico, tre marchi che cozzano con la sporcizia del paese. Ha un progetto?
Abbellire il paese, renderlo accogliente ed ospitale fa parte di una nostra priorità. Partiremo dagli ingressi, con la sistemazione di aiuole, fontanelle d’acqua, ma soprattutto continueremo a coinvolgere i cittadini. Il vicinato che si prende cura degli spazi verdi.
In caso di vittoria, quali criteri utilizzerà per formare la giunta?
Nessun accordo preelettorale. Gli assessori prima di tutto saranno scelti in base alle competenze, all’esperienza, solo per ultimo sarà preso in considerazione il risultato delle urna.
La sua è una lista prevalentemente di laureati. Quanto conta il titolo di studio per amministrare un Comune?
Non è determinante. Sicuramente è una marcia in più.
Si presenta agli elettori con un vasto programma, quasi un libro dei sogni. Le priorità?
L’impegno è realizzare tutto quanto ci siamo prefissi. Le politiche per il lavoro e le strategie per lo sviluppo saranno al primo posto. Il livello di disoccupazione e la povertà nel Medio Campidano riportano cifre allarmanti: 1.200 euro di reddito procapite a fronte dei 40 mila delle Province del Nord Italia. La nostra idea si basa sulla valorizzazione delle risorse locali: terme, patrimonio culturale, ambientale, agricoltura, artigianato commerci.
Roberto Cadeo, 48 anni, commercialista, vicesindaco dal 2005 al 2010 guida la “Civica per Sardara”. Capogruppo di minoranza, spera di tornare sui banchi della maggioranza: “La mia è una scommessa sul futuro, con un gruppo di giovani non toccato dai giochi di palazzo delle precedenti amministrazioni”.
Quando a Sardara si parla di campagna elettorale, si parla di terme. Il suo punto di partenza?
E’ scontato ripartire dal motore trainante del paese, reperendo risorse finanziarie. Non ci sarà sede istituzionale in cui non ci troveremo a operare per la promozione delle terme. Il primo passo sarà accorciare le distanze che separano l’area di Santa Maria dal centro abitato, con un bus navetta. E’ necessario adeguarsi ai cambiamenti attuali, più veloci rispetto al passato.
In concreto?
Dopo anni che si va avanti senza un progetto organico di sviluppo, riteniamo sino giunto il momento di organizzarsi con un pul di professionisti che studiano l’area termale, con l’unico scopo di capire le azioni che si possono intraprendere per valorizzare il settore. Una cosa è certa: senza soldi non si fa nulla. Mai perdere il treno della Regione, dello Stato, dell’Europa.
Sardara, cittadina bandiera arancione, herity e borgo autentico, tre marchi che cozzano con la sporcizia del paese. Ha un progetto?
Gli ingressi del paese, quello di Collinas, delle terme, e i due dell’ex 131 vanno sistemati. Sono punto di accoglienza e di presentazione. Così come le aiuole, le piazze, i giardini. Luoghi simbolo completamente trascurati dall’amministrazione uscente. A dire il vero, tutto il verde pubblico è stato abbandonato a se stesso. Con l’istituzione del baratto amministrativo sarà più facile programmare interventi a tutela dell’ambiente.
In caso di vittoria, quali criteri utilizzerà per formare la giunta?
Le competenze. Ciascuno nel settore che consce.
La sua è una lista prevalentemente di non laureati. Quanto conta il titolo di studio per amministrare un Comune?
Non più di tanto. L’esempio arriva proprio da Sardara. La giunta uscente, sindaco compreso, eccetto uno, sono tutti laureati. Il paese, però, non ha mai sofferto così tanto: ordinaria amministrazione. Quella che spetta agli uffici. L’indirizzo politico, la reperibilità dei fondi, la programmazione, la stessa presenza fisica degli amministratori è stata un’ombra.
Si presenta agli elettori con un vasto programma, quasi un libro dei sogni. Le priorità?
Il lavoro, la trasparenza, la vicinanza con la gente e fra la gente.

Santina Ravì

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