RUBRICA STORIA DI CASA NOSTRA

“L’Ammonito Serra Pietro di Serramanna perché Pentecostale”

Foto della scheda di Pietro Serra, compilata il 28.3.1942 in Roma, tratta dal libro "La persecuzione dei Pentecostali durante il fascismo"
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di Lorenzo Di Biase

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La Circolare Ministeriale n. 600/158 del 9 aprile 1935 conosciuta come la “Circolare Buffarini-Guidi” (dal nome del Sottosegretario all’Interno che la firmò) era rivolta ai Prefetti del territorio nazionale per proibire il culto pentecostale in tutto il Regno perché esso “si estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza”. Di conseguenza fu messo al bando il movimento pentecostale, furono chiuse tutti i luoghi di culto e avvennero molti arresti, ammonizioni, invii al confino sia di semplici credenti che di pastori pentecostali. Nonostante la persecuzione religiosa posta in atto dal regime  i pentecostali continuavano a riunirsi in località campestri e remote o in casa di qualcuno di essi ma sempre con il timore di essere scoperti e perseguitati[1].

Nelle maglie del regime fascista nel 1942, in quanto adepto della Chiesa Cristiana Pentecostale, incappò anche il sardo Serra Rafaele Pietro, residente a Roma in Via Frontino 33, ma originario di Serramanna. Egli nacque nel centro agricolo campidanese il 27 luglio 1901 alle ore 13 da Antonio e fu Collu Maria[2]. Il Serra fu sorpreso il 19 febbraio 1942 in una casa di Via Muzio Attendolo “assieme a numerosi pentecostieri all’atto di svolgere il loro culto” e per tale motivo fu denunziato alla Commissione Provinciale per l’Ammonizione.[3] In una lettera del 16 marzo 1942 – indirizzata all’Ufficio Confino e al Casellario Politico Centrale – a firma del Capo della Polizia Carmine Senise, riportante tutto un elenco di persone da sottoporre al provvedimento del confino o della ammonizione, appare anche quello di Pietro Serra[4]. E quest’ultimo fu sottoposto ai vincoli dell’Ammonizione dalla Commissione Provinciale riunitasi il 17 marzo 1942 nei locali della Regia Prefettura di Roma sotto la direzione del Prefetto Fusco Comm. Umberto. Alla riunione inoltre parteciparono il Questore Petrunti Comm. Nicola, il Procuratore del Re Gatta Comm. Enrico, il Colonnello dei Reali Carabinieri Frignani Cav. Uff. Ercole, il Console della M.V.S.N. Guglielmi Cav. Nicola e il Commissario Aggiunto in veste di Segretario della Commissione Santini Dott. Arnaldo. Il provvedimento consisteva in una serie di limitazioni tra le quali spiccava quella di non ritirarsi la sera più tardi “dell’Avemaria” né uscire al mattino più presto dell’alba. Gli altri divieti erano: non allontanarsi dalla propria dimora senza preventivo avviso e senza la esplicita autorizzazione; non frequentare persone pregiudicate o politicamente sospette; non partecipare a riunioni pubbliche  o politicamente sospette; non trattenersi abitualmente  nelle osterie, bettole o in case di prostituzione; non dar ragioni a sospetti di qualsiasi genere; non svolgere qualsiasi attività che possa contrastare colle direttive politiche, economiche, sociali del Regime; non portare né detenere armi; non far parte di associazioni o partito che osteggiano il Regime; di presentarsi all’Autorità di P.S. ad ogni chiamata di essa.[5]

Inoltre Il Serra fu inserito in un elenco di persone da arrestarsi in determinate circostanze (inserito nell’elenco 5° – pregiudicati per delitti comuni), e venne “disposta opportuna vigilanza”[6]. Poi, in seguito al ventennale della marcia su Roma Serra Pietro fu prosciolto dai vincoli dell’ammonizione con atto di clemenza del Duce. Per disposizione del Questore di Roma fu sottoposto a vigilanza da parte della polizia politica del regime[7].

La Circolare Buffarini-Guidi che diede la stura alla persecuzione religiosa venne abolita il 16 aprile 1955, dopo vent’anni dalla sua emanazione  e dopo ben sette anni dalla entrata in vigore della Costituzione repubblicana.

Serra Rafaele Pietro morì in Roma il 28 luglio 1973.[8]

 

[1] Vedi Alessandro Iovino, “Breve profilo del movimento pentecostale in Italia”, pubblicato il 23 dicembre 2011 in http://www.cesnur.org/2008/iovino.htm .

[2] Vedi il certificato rilasciato dal Comune di Serramanna in data 06.02.2012 “Estratto per riassunto del registro degli atti di nascita”.

[3] Vedi il Verbale stilato dalla Reale Questura di Roma (d’ora innanzi RQR) il 28 marzo 1942 inserito nel Fascicolo 106943 intestato a Serra Pietro di Antonio, conservato nell’Archivio Centrale dello Stato, fondo Casellario Politico Centrale, (d’ora innanzi ACS, CPC, f. 106943).

[4] Vedi la Lettera del 16 marzo 1942, Prot. n. 441, del Ministero dell’Interno – Direzione Generale della Pubblica Sicurezza – Divisione Affari Generali e Riservati  sezione 1° (d’ora innanzi MI, DGPS, DIVAGR) a firma del Capo della Polizia Carmine Senise indirizzata all’Ufficio Confino e all’Ufficio CPC in cui si riportano i nomi di 17 persone proposte per il confino o ammonizione. Esse sono: Cintio Alfredo di Stefano – Brunetti Noè di Achille – Martorelli Agesilao di Eugenio – Casale Rocco fu Francesco – Vinciguerra Francesco fu Enrico – Serra Pietro di Antonio – Filolao Costantino fu Evaristo – Muzio margherita di Pietro – Gentilini Ida fu salvatore – Malizia Irene di Daniele – Olivieri Angelo fu geremia – Merlini Danina fu Raffaele – Lucarelli Mario fu Vincenzo – Martorelli Emilia di Pasquale – Leucci Zemira di Gregorio – Sensi Maria fu Carlo – Floridi Margherita fu Luca. In ACS, CPC, f. 106943.

[5] Vedi il Verbale della Commissione Provinciale per l’Ammonizione riunitasi in Roma nei locali della Reale Prefettura, in ACS, CPC, f. 106943.

[6] Vedi la Lettera del 28 marzo 1942, Prot. n. 05420 Div. U.P. Categ. A.4.A., della RQR diretta al MI, DGPS, CPC, e alla Reale Questura di Cagliari (d’ora innanzi RQC), avente ad Oggetto “Ammonito politico – Serra Pietro di Antonio” in ACS, CPC, f. 106943.

[7] Vedi la Missiva del 11 novembre 1942, Prot. 043766 Div. U. P. Categ. A. 4. A., della RQR, indirizzata al MI, DGPS, CPC, avente ad Oggetto “Ex ammonito politico – Serra Pietro di Antonio”, in ACS, CPC, f. 106943.

[8] Vedi le Annotazioni inserite nel certificato rilasciato dal Comune di Serramanna in data 06.02.2012 “Estratto per riassunto del registro degli atti di nascita”.

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