RUBRICA. PSICOLOGA

Lavoro di emozioni

Condividici...

di Alice Bandino*

Alice Bandino

Nel precedente articolo abbiamo ribadito l’importanza di padroneggiare adeguatamente le proprie competenze emotive nei rapporti interpersonali che intercorrono anche negli ambienti lavorativi: col cambio delle regole del lavoro è diventato infatti un criterio discriminante in sede di colloquio pre- assunzione o nella scelta di chi licenziare e chi no, preferire alle mere capacità scolastiche, altre competenze personali come l’empatia, il saper prendere l’iniziativa autonomamente, la capacità di adattamento, la persuasione, l’assertività, l’elasticità, la positività, la pro attività, la capacità di ascolto, capacità di lavorare in team, la resilienza.
I corsi di autostima e quelli mirati alla leadership personalizzata, quella più idonea per il proprio ruolo lavorativo hanno sempre più allievi e gli esperti del settore (soprattutto gli psicologi  americani che hanno più dati raccolti e più dimestichezza con l’Intelligenza Emotiva), ci informano che non sarà una moda passeggera Goleman parla di inettitudine emotiva, definendola l’ostacolo che ha portato tante aziende a fallire; realtà pubbliche o private che nell’organigramma avevano dirigenti e capi plurititolati e/o specializzati, scelti per il bene dell’Azienda sulla vecchia concezione che “la competenza tecnica sia tutto”, in realtà risultati disastrosi perché poco pronti umanamente a rapportarsi con gli altri.
Essere leader emotivamente competenti non significa essere sempre gentili con tutti, simpatici, né lasciarsi travolgere dai sentimentalismi del personale o dei clienti: significa empatizzare caso per caso, fissare obiettivi comuni collaborando attivamente in gruppo per raggiungerli. Non ci son dati inconfutabili su chi tra uomini e donne siano i più dotati di Intelligenza Emotiva, non esistono significative differenze di genere: contano le esperienze di vita, l’educazione e il modo di socializzare col prossimo appreso nel corso della nostra vita; è comunque recente la correlazione positiva tra genitorialità e leadership di cui parleremo nel prossimo numero: un dato emerso in diverse ricerche e che è una piacevole conferma che va a riscattare l’anacronistica concezione che l’essere genitori (soprattutto l’essere madri) fosse più un peso che un aiuto per l’Azienda: è bastato indagare scientificamente sulla realtà dei risultati, al netto dei pregiudizi per ipotizzare e approfondire l’esatto contrario.
Nuove imprese richiedono nuovi talenti ed è per questo che lo psicologo è quella figura che  partecipa con competenza e abilità come catalizzatore del cambiamento, come professionista in grado di far fruttare la diversità in azienda: infatti tutte le competenze elencate prima son costrutti che si possono apprendere, ma non partiamo tutti da uno stesso livello socio emotivo; le stesse emozioni vengono apprese in centri cerebrali più arcaici e profondi di quelli in cui nascono i processi del pensiero e per avere risultati più duraturi è necessario partire proprio dall’aiuto di professionisti che abbiano dimestichezza con questi costrutti specifici.

*psicologa

www.psygoalicebandino.it

 

 

Condividici...

Notizie sull'autore

lagazzetta

Aggiungi Commento

Clicca qui per inserire un commento

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

claudio canalis

Laser Informatica di Sergio Virdis

Sempre con te…

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy