EMOTIVAMENTE

Le emozioni nell’adattamento

Condividici...

di Alice Bandino*

______________________

A oggi che scriviamo, la Sardegna rientra nelle zone gialle, ovvero a basso indice di contagio pandemico in rapporto agli abitanti e ad altre variabili statistiche; se sapremo seguire le restrizioni e allo stesso tempo useremo correttamente i dispositivi anti-contagio probabilmente arriveremo meno stremati ai primi mesi del prossimo anno: l’ipotetico critico periodo, da gennaio a febbraio, che da sempre è caratterizzato da un aumento di disturbi influenzali e che quest’anno uniti al Covid provocherebbero una grossa emergenza sanitaria. Emergenza sanitaria che si sommerebbe all’attuale emergenza occupazionale, economica, sociale che da Marzo ha stravolto la vita di miliardi di persone in tutto il Mondo.

Nello scorso numero, a proposito della responsabilità sociale, ho sottolineato l’importanza di accettare una situazione critica cercando soluzioni costruttive, collaborazioni e nona ricercare colpevoli o ipotizzare complotti, utili solo a distogliere l’attenzione sulla gravità del nostro momento storico e a non concentrarci sull’importanza di fare gruppo nel seguire le disposizioni ufficiali governative accettandone i contenuti,. Accettare è il primo passo per adattarsi, l’accettazione di cui parliamo è un’accettazione attiva, ovvero quella che permette all’individuo di interiorizzare una norma o un nuovo stimolo poiché si condividono i fini  soprattutto in un’ottica di tutela dei più deboli. I vulnerabili sono quella parte di popolazione che parte da una situazione svantaggiata rispetto ai soggetti “sani” cioè coloro che in caso di contagio non rischierebbero un collasso polmonare; non solo, i vulnerabili sono anche coloro che a causa dell’emergenza sanitaria ritardano cure su altre patologie; sono quei soggetti emotivamente fragili che non riescono a trovare la forza di reagire o di affidarsi a qualcuno che li sostenga e li aiuti e che decidono di togliersi la vita. Sebbene siano una minima parte, si sommano a quei soggetti che stanno manifestando ora dei disturbi emotivi dovuti a questo periodo di forte stress e che si sommeranno a chi in questi prossimi mesi esaurirà le ultime risorse economiche. Ora, abbiamo imparato che nella prevenzione non si danno solo preavvisi, ma si possono anche ipotizzare soluzioni che prima come singoli e poi come comunità, potrebbero dimostrarsi efficaci. La psicologia ci insegna che la più grande forma di risposta ad una nuova situazione, a un cambiamento, a una nuova forma/ vita è la Resilienza.

Per Darwin, a volte in natura avvengono delle “variazioni” che rendono gli individui più “adatti”a vivere in situazioni diverse tanto che se incrementato può nel corso delle generazioni diventare un carattere dominante su altri organismi. Naturalmente è impensabile una lotta al CoronaVirus della durata di centinaia di anni o (come sostengono alcuni complottasti che hanno più followers di Darwin) una selezione naturale dei soggetti più deboli: malati, anziani, bambini vanno tutelati per primi, va tutelata anche la salute mentale dei lavoratori di tutte le categorie ma questa tutela deve avvenire non con orrende manifestazioni antigoverno che aggiungono tristezza, rabbia e paura all’attuale stress, ma con intelligenza emotiva.

Generalmente, col tempo, le persone trovano il modo di adattarsi bene a situazioni oggettivamente drammatiche come incidenti, lutti, calamità naturali ed eventi traumatici in generale; trovano un modo per ricominciare a vivere, nonostante il grave colpo; le persone flessibili, creative, che lavorano efficacemente per loro e per gli altri anche in un gruppo dove ci si confronta, reagiscono meglio ai cambiamenti; resilienti son quelle persone  positive e attive che sanno gestire bene le proprie competenze emotive, che non fuggono dal confronto e che sanno interagire con gli altri per raggiungere un obiettivo comune.

Ecco, ora abbiamo bisogno di sensibilizzare meglio le masse sulla necessità di trovare insieme soluzioni resilienti per l’obiettivo comune che è appunto la lotta al Virus. Il nostro contributo è quello di adattarci alla situazione, informandoci e rimanendo aggiornati sulle norme da rispettare, sembra un compito semplice, ma in realtà se lo fosse non saremmo oggi in questa situazione. Il difficile è accettare il cambiamento e un aiuto professionale anche a livello preventivo può rivelarsi un alleato verso l’accettazione e quindi l’adattamento alle nuove prassi e alla nuova realtà collaborando per non lasciare indietro i più fragili, i più vulnerabili, siamo tutti umani e ogni vita merita di essere tutelata con responsabilità sociale e rispetto, a qualsiasi età, in qualsiasi situazione mentale, economica o sociale ci si trovi.

*psicologa

www.psygoalicebandino.it

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividici...

Notizie sull'autore

lagazzetta

Aggiungi Commento

Clicca qui per inserire un commento

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy