Cultura Pabillonis

Lorella Sardu, una pittrice che “inquadra” la sua vita

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di Anna Luisa Garau

Cinquantaquattro anni,  Lorella Sardu, dai tratti somatici che richiamano le donne orientali,  è stata la protagonista della mostra – esposizione di pittura tenutasi il 19 maggio in paese.  Svolge un’attività  che la impegna per molte ore al giorno nel market di famiglia, che niente sembrerebbe avere  a che fare con il suo percorso artistico,  costruito giorno per giorno sul concetto del “carpe diem”.
L’amore per l’arte è  nato nel periodo della frequentazione delle scuole medie.  Nelle ore di educazione artistica, infatti,  si accorge che dipingere le piace, la coinvolge  in un  molto particolare e profondo. Un’attrazione forte  che l’accompagnerà  negli anni. Intuisce, ben presto, che tenere in mano  un pennello, lasciandosi trasportare dall’emozione  del momento, le da tanto e l’arricchisce di quelle sensazioni che solo i creativi  provano e sperimentano. Dare vita a un quadro  diventa per lei  un modo  di rilassarsi, da contrapporre a una  vita frenetica , fatta dalla quotidianità del lavoro, dall’occupazione della famiglia e dei figli.  Lorella ama  dipingere nella tranquillità della sua casa, con un sottofondo  di musica, rilassante ed evocativa , dove un arredamento  moderno, curato nei minimi particolari si contrappone a un giardino zen, che definisce essere il suo luogo magico in cui ritemprarsi  e assaporare quiete e serenità. È lì che riesce a catturare, con le diverse pennellate di colore, un’impressione di luce o uno stato d’animo. Ama viaggiare. Il viaggio arricchisce gli orizzonti visivi, emotivi e culturali. E i suoi quadri, attraverso la scelta dei colori, delle  sfumature, dei soggetti e delle tematiche, questo  raccontano.  Chi li osserva  viene trascinato dentro quell’attimo, quella storia, quell’emozione. Però, i suoi dipinti non rappresentano le località che ha visitato nei suoi tanti viaggi nel continente asiatico e africano e in particolare in Europa, ma altri posti che le  piacerebbe visitare e conosce solo attraverso foto, libri e riviste.
 Il suo primo approccio con la pittura è stato  con i colori a olio, per  passare agli acrilici e solo recentemente  utilizza materiale di uso comune e di riciclo come le corde e le schede madri elettriche,  che danno vita alle sue recenti creazioni.
Alcuni suoi lavori sono stati esposti recentemente in una location particolare, la pizzeria di un suo nipote Jari Olmo. In occasione  di Monumenti Aperti un numeroso pubblico  ha potuto  ammirare diversi suoi lavori, costituiti da dipinti in cui vengono rappresentati paesaggi esotici e persone di altre etnie e i  quadri del suo nuovo percorso artistico che sembrano  rappresentare  città futuristiche. Evidente la trasformazione pittorica dell’artista. Dal classico al futuristico. L’esposizione ha suscitato interesse e curiosità. I visitatori sono rimasti colpiti dalla densità delle pennellate,  che identificano in modo inequivocabile  la sensibilità di Lorella, il suo raccontare la convivenza  e l’affinità  tra un uomo e una donna appartenenti a etnie diverse, come la fratellanza e l’unione tra popoli. E questo nasce certamente dalla sua esperienza di vita, infatti, il compagno, padre dei suoi due  figli, è di diversa nazionalità e forse per questo ha saputo rappresentarlo in modo forte.
L’arte, la vera arte  esige un rapporto completo, una relazione che coinvolga occhi, mente e cuore non fatta solo di colori, forme e composizione, ma di visione, comprensione ed emozione che devono agire contemporaneamente e questo è quello che ha percepito chi ha visitato la personale di Lorella Sardu.

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