Elezioni Comunali

Lunamatrona, lo stesso confronto di cinque anni fa: Alessandro Merici contro  Italo Carruciu

Lunamatrona, municipio
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di Simone Muscas

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Le prossime amministrative vedranno in campo due aspiranti sindaci: da una parte quello uscente, Alessandro Merici, dall’altra Italo Carruciu. Fra i due si tratta della terza “sfida elettorale” che li vede contendersi la poltrona di primo cittadino: la prima, nel 2010, vide prevalere Carruciu con 115 voti in più del suo avversario, mentre nella “rivincita” di cinque anni più tardi, venne registrata la vittoria di Merici che, con 127 voti di differenza, si riconfermò sindaco per la terza volta.

Numeri alla mano si tratta di un vero e proprio “terzo set”, dopo che i primi due sono stati caratterizzati per buona parte, in entrambe le legislature, dai paletti imposti dal patto di stabilità che, introdotto nel 2012 e ridimensionato da circa due anni, ha limitato la capacità di spesa dell’amministrazione locale. Intanto, mentre alcuni vociferano sul fatto che l’esito della tornata elettorale dipenderà molto dallo scarto di quei cento e poco più voti delle ultime due elezioni locali, la maggior parte degli elettori proietta più l’attenzione alla questione sviluppo, visto che, date le oggettive problematiche territoriali, lo spartiacque fra l’avanzare e il tornare indietro è in fondo un confine molto labile. Lunamatrona è infatti una comunità di circa 1700 abitanti e, come tutti i centri della Marmilla, è interessata dai fenomeni di spopolamento e bassa natalità: tuttavia, rispetto ad altri comuni, vanta ancora un discreto numero di servizi, su tutti: le scuole, i servizi sanitari locali, quelli economico-sociali (banca e poste su tutti) e i trasporti pubblici. Numeri alla mano, prima di ogni progetto, sarebbe ragionevole essere chiari con l’elettorato che tutte queste realtà nel prossimo decennio potrebbero, se non sparire, probabilmente subire un ridimensionamento.

Gli ultimi dieci anni raccontano poi di questioni locali che, in nome dello sviluppo, dovranno essere affrontate; fra queste: le tante case non abitate o in stato di fatiscenza ricadenti, soprattutto, nel centro storico; il tema del servizio di pulizia delle strade del paese sul quale occorre trovare strategie nuove visto che l’esercito degli operai comunali è un ricordo sbiadito del secolo scorso; la necessità di rilanciare il comparto agricolo penalizzato dalla mancanza di un sistema di irrigazione nelle campagne; il (ri)lancio dei prodotti agricoli locali; qualche importante progetto comunale da portare a termine e altri da migliorare.

Per questi e altri motivi si spera che la campagna elettorale sia, prima di tutto, basata su questioni reali e perseguibili: in fondo non ci sarebbe beffa più grande che sbandierare la fattibilità di progetti salvo poi rendersi conto che, per scarse risorse economiche o per un quadro legislativo complesso, si tratta di percorsi impraticabili.

Fra i doveri vi dovrà essere, però, anche il rispetto degli elettori verso tutti candidati: in fondo, specie di questi tempi, amministrare le istituzioni locali, visto l’intricato groviglio di regole e leggi che molto spesso mutano e si complicano, non è certamente cosa semplicissima.

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