Attualità

L’università di Cagliari si racconta attraverso i suoi rettori: avviate le celebrazioni per i 400 anni dell’ateneo

L'intervento del rettore Maria Del Zompo
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“La storia dell’Ateneo di Cagliari dimostra che l’Università è chiamata a una sfida di carattere etico: ricostruire un senso civile, ripristinare il confronto culturale, restituire agli studenti un diritto di cittadinanza al di là della laurea”. Lo ha detto Stefano Pivato, questo pomeriggio, presentando il volume “L’Università di Cagliari e i suoi rettori”, nell’Aula magna del Rettorato.

Il docente di Storia contemporanea – già Rettore dell’Università Carlo Bo di Urbino – è stato chiamato da Maria Del Zompo, vertice dell’Ateneo cagliaritano, insieme allo storico della cultura Giancarlo Nonnoi, anche lui già professore a Cagliari, come ospite del primo degli appuntamenti organizzati per celebrare i 400 anni dell’Università del capoluogo sardo. Quattro secoli di storia rivissuti attraverso il dettaglio dei 59 docenti che si sono succeduti nella carica più importante: con una ricercata veste grafica, il volume di 240 pagine è una ricostruzione della storia del nostro Ateneo e dei suoi Rettori, destinata non solo agli studiosi, ma a un pubblico più vasto.

“Sono 400 anni di una storia bellissima – ha commentato la prof.ssa Del Zompo – che denota la passione che i cagliaritani hanno sempre avuto nel sostenere la cultura come mezzo di crescita. E’ un racconto appassionato e appassionante che deve riempirci di orgoglio”.

Il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu

All’incontro ha partecipato il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, che ha sottolineato il legame tra l’Università e il Comune, evidenziando la volontà di continuare nella collaborazione tra i due enti.

“L’Università – ha aggiunto Pivato – deve maturare in tutti noi la consapevolezza che il suo ruolo è quello di contrapporsi al silenzio delle idee e al clamore fragoroso e scomposto dei linguaggi, dalla politica ai media”.

“Quella dell’Ateneo di Cagliari è stata – ha dettagliato Giancarlo Nonnoi, storico della cultura – una storia di lotta per la sopravvivenza in alcuni momenti e di grande sviluppo in altri, tra la trasformazione e l’adattamento. Questa sorta di dialettica tra l’andare avanti e il rischiare di morire nasconde uno spirito delle origini che è riuscito a creare intorno alle sue finalità – essere centro della formazione delle élite isolane e quindi volano di sviluppo – un’alleanza tra diversi soggetti. Primo tra tutti con il Comune, che volle con forza l’Ateneo e si fece carico dopo il declassamento del suo funzionamento e dei conflitti con l’autorità centrale. Ci sono state sempre sinergie e simpatie intorno al suo progetto, non solo intorno alla sua istituzione”.

“C’è qualcosa in più che il libro racconta bene – ha sottolineato il Rettore Del Zompo – ed è il peso delle scelte che grava sulla figura del rettore. Penso alla vicenda di un uomo di scienza rettissima come il prof. Brotzu che ha scoperto le cefalosporine, quando si è trovato di fronte a un dilemma angoscioso, cioè il rischio di chiudere l’università o obbedire a una legge iniqua che gli imponeva di espellere i docenti ebrei. Ma anche a rettori come Peretti che ha commissionato le bellissime statue per l’atrio o Casula che capendo i tempi aveva posto le basi per la Cittadella universitaria, completata dai colleghi qui presenti, come i proff. Mistretta e Melis”.

La presentazione del libro

“Il volume nasce da un progetto voluto dal Rettore Del Zompo alcuni anni fa – ha spiegato Francesco Atzeni, docente di Storia contemporanea – ed è frutto della stretta collaborazione tra storici e archivisti del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali e di un’ampia ricerca svolta nell’archivio storico dell’Ateneo”. Archivio rappresentato dalla direttrice, Cecilia Tasca: “L’archivio Storico dell’Università di Cagliari – ha detto la prof.ssa – è passato dai tradizionali strumenti archivistici, necessari per la consultazione dei documenti, alle nuove tecnologie digitali ponendosi all’avanguardia nel panorama degli archivi universitari italiani ed europei”.

I tre ricercatori autori dell’opera ne hanno quindi illustrato brevemente i contenuti, raccontando anche le difficoltà del lavoro svolto. “Le schede biografiche dei primi Rettori presentano dei ‘vuoti temporali’ – ha avvertito Mariangela Rapetti – Per alcuni periodi, infatti, non è stato possibile risalire al Rettore in carica. Oltre all’assenza di documenti, dobbiamo considerare i fatti di grande portata storica che hanno avuto un impatto sull’Università. Basti pensare che non sappiamo se ci fu, e chi fu, il rettore negli anni immediatamente successivi alla peste che colpì Cagliari tra il 1655 e il 1656. L’attività accademica, molto probabilmente, fu congelata, ma fino a quando? I documenti testimoniano il Rettore Giorgio Carcassona nel 1654 e poi, fino al Rettore Francesco Gallo, in carica nel 1664, gli archivi non hanno restituito notizie”.

“Le grandi trasformazioni amministrative – ha detto Eleonora Todde – come la carica di rettore assente dal 1764 al 1842, e i nuovi assetti istituzionali successivi al declassamento voluto dal ministro Matteucci sono stati studiati grazie a fonti inedite del Carteggio dell’Ateneo che ha, anche, permesso di ricostruire le biografie dei rettori con indicazioni precise su incarichi, date e indirizzi politici e gestionali”.

“Raccontare le vicende dell’Ateneo tra Novecento e anni Duemila – ha concluso Gianluca Scroccu – ha significato rivivere le emozioni e i pensieri di chi ha attraversato le nostre aule e i nostri uffici in contesti molto diversi, lasciandoci un’eredità di sapere e passione inclusiva per lo studio che dobbiamo e vogliamo coltivare”.

L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sul sito e sui social dell’Ateneo, sulla pagina facebook del Comune di Cagliari e sul sito web della Fondazione di Sardegna.

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