L'INFORMATICO SUGGERISCE

Manipolazione, violenza e narcisismo nell’era del digitale

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di Giovanni Angelo Pinna
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Giovanni Angelo Pinna

Quando si sente la parola manipolatori, violenti e narcisisti si è soliti pensare a quelle persone che, utilizzando svariate tecniche, agiscono sulla loro vittima di persona. Ma non è più così, non sempre almeno, da quando internet ha aperto ai “contatti immediati”.

Anche la manipolazione, la violenza psicologica si è “spostata” sul web, forte anche del fatto che il contatto non è più limitato al solo “potersi incontrare di persona” ma esistente 24 ore su 24.

“Sei una persona pazza, stai delirando, non ho mai detto quello che affermi!”, “Non è per nulla andata così, ti ricordi malissimo!”, “Stai esagerando, smettila di ingigantire il problema!” sono solo alcune delle classiche frasi che si possono leggere, anche in una chat privata, dove l’interlocutore o l’interlocutrice ricoprono il ruolo del “mostro”.

Ma ancora: spesso queste tecniche vengono utilizzate anche in pubblico, in presenza di altre persone così sfruttando anche la pubblica umiliazione della vittima.

Il fine ultimo di queste azioni è sempre quello di creare confusione nella vittima fino ad eliminare, spesso quasi totalmente, la sua lucidità e capacità di analisi dei fatti e della realtà.

Nella vita reale, per queste persone, è sicuramente più semplice influenzare il pensiero altrui, spingendo la vittima a compiere scelte o azioni che, nella sua mente, crederà essere sue volontà. Lo è meno semplice, ma non significa inesistente – anzi, tutt’altro! – nella Rete.

Ma anche nella Rete esistono segnali che indicano di essere di fronte ad un soggetto manipolatore, un violento o narcisista.

Queste persone sanno benissimo che non esiste uno schema d’azione, criteri, regole o confini precisi e di ciò ne sono ancor più consapevoli in quella loro essenza virtuale.

Come per la realtà, però, esistono delle caratteristiche distintive che si riesce a riconoscere, più o meno facilmente, in queste persone anche quando ci si prende il proprio tempo per rispondere senza replicare “a caldo” ma slegandosi da quella determinata situazione per “ritrovare” quella lucidità necessaria.

Chi arriva a promettere di fare realizzare il tanto desiderato miglioramento della propria vita, facendo pressione proprio sul fatto che “fino ad oggi non si è stati capaci di combinare granché di positivo”, chi gioca sul consegnare “responsabilità” e ruoli importanti, seppure virtuali, ai quali poi sarà difficile sottrarsi e chi illudendo e convincendo la vittima che la vita può essere un continuo divertirsi, pur consapevole che il divertimento è e sarà sempre una condizione passeggera, questa temporaneità è una condizione necessaria per essere un “vero divertimento”.

Anche sul Web i passaggi sono sempre gli stessi, è solo il tipo di collegamento che cambia: raggirare le capacità individuali comprendendo, prima di tutto, quello che la vittima sta passando (e questo nel web lo raggiungono semplicemente anche leggendo gli infiniti post che si pubblicano sui social) fino ad arrivare ai desideri e necessità della vittima prescelta.

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