Coronavirus Economia & Lavoro

Maurizio Fanari: “Per la ripresa, è illusorio pensare che qualcuno ti risolva il problema”

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di Maurizio Onidi
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Continua la nostra indagine sulle attività ricettive di Guspini, chiuse a seguito della nota epidemia, per capire come si sono preparate  alla riapertura.

Abbiamo intervistato Maurizio Fanari, barbiere con bottega in via Mazzini.

«Dopo mesi di chiusura forzata finalmente ho potuto riprendere la mia attività anche se con mille difficoltà e con un approccio diverso. Sono stati giorni di sofferenze sia per l’inattività e la conseguente mancanza di entrate ma anche dal punto di vista psicologico», afferma il barbiere.

«All’improvviso», prosegue Maurizio Fanari, «tutto cambia attorno a te e fino a quando non realizzi e prendi coscienza del tutto, hai la sensazione di essere dentro un grande brutto sogno dal quale non vedi l’ora di uscirne. È evidente che questo periodo di isolamento che personalmente non capisco perché lo si debba definire con un termine inglese come se cambiasse la sostanza, ha permesso a me, come penso a tante altre persone, di vedere la quotidianità con una diversa prospettiva anche futura. I programmi, i progetti che avevi segnato sulla lavagna, vengono improvvisamente cancellati lasciandoti nella totale incertezza di quando è come si ripartirà».

Ha ricevuto in questi mesi contributi assistenziali ma soprattutto che tipo di strumenti secondo lei sarebbe opportuno attuare in questa fase per il rilancio dell’economia reale?

«Correttamente, non ho ricevuto alcun contributo in quanto il mio nucleo familiare beneficia di altre forme di intervento. Con molti di sacrifici, come tanti in questa fase, ci hanno consentito di tirare avanti grazie anche all’aiuto di mia madre nel caso specifico. Per la ripresa, è illusorio pensare che qualcuno ti risolva il problema, come è sempre stato e sempre sarà. Ancora una volta dovremmo essere noi a rimboccarci le maniche. Una cosa potrebbe, però, essere di grande aiuto in questa fase, a mio avviso, un alleggerimento fiscale e burocratico. Per quanto riguarda la mia “bottega” nel pieno rispetto di quelle che sono le nuove normative, i clienti vengono serviti previa prenotazione. Vorrei esprimere il desiderio che presto tutto torni come prima, desiderio credo condiviso da tanti che hanno conosciuto “la barberia” come un luogo anche di aggregazione dove casualmente i clienti incontrano gli amici con i quali in attesa di essere serviti, tra un’occhiata al quotidiano o alle riviste di cronaca rosa, scambiano quattro chiacchiere sotto l’attenta regia del “barbiere” che condisce il tutto con “le notizie fresche” del paese».

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