Attualità

Montevecchio, il vuoto e il silenzio

Montevecchio, ex ospedale
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di Mauro Serra
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 Dopo il crollo del tetto dell’officina ferroviaria di Sciria si attende, da un momento all’altro, il cedimento di quello dell’ospedale, che si trova nel centro abitato di Montevecchio.

La decadenza degli edifici storici del borgo minerario non viene arginata, la loro sorte viene accettata in modo passivo. Ci si chiede cosa ha intenzione di fare la Regione per salvaguardare il patrimonio storico minerario.

L’ospedale di Montevecchio venne costruito nel 1885, ma nel tempo furono apportati modifiche: nel 1905 fu ristrutturato e ampliato, e così nel 1939-40 con la variazione dei prospetti anteriori.

Diviso in quattro stanzoni con nove posti letto ciascuno, era anche dotato di sistemi per il ricambio d’aria e di binari a scomparsa per muovere le brandine dei degenti, per l’epoca fu uno dei più moderni ospedali costruiti in Sardegna. L’ospedale fu chiuso negli anni ottanta del secolo scorso, dieci prima della chiusura definitiva delle miniere.

Anche se alcune porte sono state tamponate con blocchetti in cemento, non è difficile entrare nella vecchia struttura, anche se diversi cartelli indicano il divieto d’acceso. Dal corridoio si accede alle celle mortuarie, ci sono ancora i lettini di metallo per le autopsie. Le scale portano ai piani superiori, dove c’erano le stanze di degenza.
Ora nei locali regna il silenzio, spezzato di tanto in tanto dalla presenza di senzatetto. Coperte usate per scaldarsi e rotoli di carta igienica sono tracce della loro presenza. Alcune stanze sono ricoperte dagli escrementi di volatili.

Il degrado dell’ospedale è stato documentato da 50 foto pubblicate dall’associazione «I luoghi dell’abbandono» nella sua pagina Facebook, specificando che «non è morbosità quella di fotografare un luogo abbandonato. È ricerca, tentativo di valorizzazione, anche volontà di sensibilizzare, perché capita talvolta che i luoghi abbandonati che fotografiamo suscitino l’interesse di qualche acquirente, o stimolino il dibattito che porta magari a un recupero»,

Basterebbe poco per riqualificare l’ex struttura ospedaliera, per sistemarla e renderla utilizzabile per altre funzioni. Se la si lascia ancora a lungo in queste condizioni, non sarà più recuperabile. Lo dice per esperienza un tecnico: «Se un edificio non viene usato per otto, dieci mesi, finisce in un vortice che nel giro di un anno e mezzo lo rende inutilizzabile: perché prima arriveranno i ladri che con ogni probabilità rovineranno gli impianti, poi ci saranno i curiosi che si infiltreranno per fare foto, e poi gli abusivi, i vandali, i senzatetto. Finirà per diventare pericolante. L’ex ospedale Santa Barbara è quasi arrivato a questo stadio, bisogna intervenire prima che sia troppo tardi».

 

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