Attualità

Montevecchio: si è celebrata domenica 10 settembre la quattordicesima giornata d’incontro dei lavoratori delle miniere

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di Sandro Renato Garau

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È iniziata poco prima delle 9 di domenica 10 settembre, la XIV Giornata d’incontro dei lavoratori delle miniere, voluta dall’associazione “Sa Mena” e patrocinata dai Comuni di Arbus, Guspini e dal Parco Geominerario della Sardegna, quando ex minatori, parenti, conoscenti, amici, politici di Guspini e Arbus e qualche turista per caso hanno varcato il cancello che conduce alle miniere di Levante delle Miniere di Montevecchio. Con la messa, officiata dal cappellano di Montevecchio don Giuseppe Floris si è aperta la giornata.

Negli anni l’incontro è stato sempre più orientato al ricordo dei minatori che in queste miniere hanno lavorato e sono morti, chi per anzianità, chi per malattia, chi perché colpito da qualche tragedia. Dopo la messa, i presenti, alla spicciolata, si sono spostati per recarsi nel piazzale della galleria Anglo Sarda, sotto l’imponente castello del Pozzo Sartori dove, presso il cippo in granito a memoria dei minatori morti in miniera, hanno commemorato, pregato e reso omaggio ai caduti de mena e in sa mena.

Alcune donne della comunità di Montevecchio hanno deposto un cuscinetto di fiori ai piedi del cippo mentre il presidente dell’Associazione vi ha sistemato due candele, quelle che nel sottosuolo sono state luce e vita per gli uomini di miniera. A quella tradizionale ad acetilene, usate nelle miniere di Montevecchio, quest’anno se ne è aggiunta un’altra proveniente dalle miniere di carbone del Belgio, donata dall’Associazione dei minatori “Devoir de Mèmoire”, tramite il presidente Antonio Sestu.

In Sala Modelli i discorsi ufficiali. La giornata è stata presentata dal presidente de “Sa Mena”, Ugo Atzori che ha richiamato gli obiettivi dell’associazione, quello di “difendere la memoria storica del lavoro in miniera… Difendere questo patrimonio significa gettare le basi di un nuovo sviluppo fondato anche sulla valorizzazione dell’archeologia industriale che costituisce il Parco Geominerario della Sardegna… La divulgazione della conoscenza del patrimonio storico, archeologico, ambientale rappresentato dalle miniere favorendone la tutela e l’utilizzo”.

Il Presidente ha quindi presentato gli ospiti: il sindaco di Guspini Giuseppe De Fanti, la rappresentante del comune di Arbus Toniella Anna Raccis, la consigliera Regionale Rossella Pinna, il già presidente del Parco Geominerario della Sardegna Tarcisio Agus. A questi si sono uniti la gradita visita dei rappresentanti dell’Associazione Sa Mena del Gerrei (Silius) e della scrittrice Iride Peis, donna dell’anno in Sardegna, instancabile divulgatrice della cultura mineraria nel territorio.

Quindi la tradizionale premiazione dei minatori anziani: emozionato ma felice tziu Mondo Usai al quale è stato consegnato un modellino in argento della candela che tante volte aveva usato durante il lavoro nel sottosuolo.

Mondo Usai

L’altro riconoscimento è stato ritirato da Rossana Polato per conto della madre Bruna Serpi, moglie di Gigi deceduto tragicamente in miniera il 24 ottobre 1962, a soli 22 anni.

Rossana Polato

Tutti gli intervenuti hanno riconosciuto la necessità di rendere viva una cultura della solidarietà che non ha bisogno solo di ricordo, ma di impegno a restaurare, far rivivere, mettere a disposizione un ambiente e una cultura materiale che dal 1848 ha permeato gran parte del territorio guspinese, arburese, fluminese, sino all’iglesiente.

I presenti sono stati aiutati nella riflessione dal tema della giornata “1949-1961: dodici anni di patto aziendale a Montevecchio”. La giornalista Graziella Falaguasta ha presentato il tema, Maurizio Onidi ha relazionato sulle ricerche d’archivio svolte nella sede delle miniere di Iglesias, ripercorrendo passo passo, dal lontano 1949, le fasi che hanno caratterizzato quegli anni, attraverso la dettagliata analisi dei dispacci che il direttore Minghetti avrebbe redatto per informare sulla situazione delle maestranze della miniera gli organi interessati.

Questo l’inizio. L’epilogo sarà dodici anni dopo con l’occupazione dei pozzi e il loro successivo abbandono il 2 aprile 1961, giorno di Pasqua, quando i minatori ottengono l’abolizione del Patto Aziendale.

Da allora per i lavoratori cambiano molte cose, scioperi, rivendicazioni per continuare a migliorare le condizioni di lavoro e i salari, sino alla chiusura definitiva.  Il 18 maggio 1991 con l’interruzione della produzione nell’ultimo cantiere aperto, quello di pozzo Amsicora a Ponente si conclude l’esperienza mineraria per le miniere di Montevecchio. Dalla Concessione Mineraria sono passati 143 anni.

In un clima sereno e i saluti si è conclusa la giornata. Arrivederci al settembre 2024, per la XV Giornata d’incontro dei Lavoratori delle Miniere.

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