Cultura Villacidro

Museo Magmma: tre anni di mostre e premi nel mondo dell’arte

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di Emanuele Corongiu

Sono trascorsi tre anni dall’inizio dell’attività del Museo Magmma, di cui facciamo  il punto della situazione e un sunto su quanto è stato realizzato. Iniziamo dal 22 novembre 2014, quando si è materializzato un progetto a lungo inseguito da Walter Marchionni.

Walter Marchionni (Foto Simone Nonnis)

«Il Progetto museale Magmma, Museo d’Arte Grafica del Mediterraneo Marchionni», afferma Walter Marchionni, «è stato sviluppato in oltre 20 anni di esperienze vissute nel mondo dell’arte a 360° da promotore a curatore e pittore, attività che svolgo attualmente. Selezionato  al concorso nazionale della Fondazione Italiana Accenture (ARS  arte che realizza occupazione sociale),  è un progetto proprio della Fondazione di Sardegna».
Il Museo si articola in quattro sezioni: Scuola di Urbino, incentrata sulla  figura di Dino Marchionni (Urbino 1932 – Villacidro 1994) incisore, acquarellista, docente d’arte per 40 anni  in Sardegna; in collaborazione con Urbino Arte , Incisori Urbinati,  Circolo Culturale di Urbino e l’Accademia di Belle Arti di Urbino ha come obiettivo di sviluppare e ricreare lo spirito della scuola grafica di Urbino di cui Dino Marchionni fu uno  dei migliori allievi alla pari di Salvatore Fiume, Emilio Greco e Remo Brindisi  (Albo d’Oro ISA Urbino 1956 www); b) i grandi disegnatori del ‘900 italiano: oltre ai citati Fiume, Greco, Brindisi anche Annigoni, Manzù Sassu, Lazzaro con le relative Fondazioni; c) le grandi scuole del Mediterraneo; d) sezione dedicata ad una selezione di   autori contemporanei.
Localmente, il Magmma  collabora con il  Centro Culturale di Alta Formazione. La collaborazione è nata dalla collocazione fisica del Magmma all’interno del palazzo vescovile, gentilmente concesso a suo tempo dalla diocesi di Ales e Terralba (allora vescovo mons. Giovanni Dettori), trait d’union essenziale mons. Angelo Pittau,  presidente del Centro culturale. «Ciò che ci unisce», afferma Walter Marchionni, «è anche la condivisione dei fini propulsivi  della cultura nel territorio. A tal proposito  è doveroso ribadire la gratitudine ad entrambe le istituzioni per la sensibilità e generosità dimostrata; qualità aumentate in maniera esponenziale con l’insediamento  del nuovo vescovo padre Roberto Carboni».
Tra gli allestimenti principali: “Stazione temporanea dell’iperrealismo e della nuova figurazione, performance dal vivo di Max Mazzoli ; “Walter Lazzaro. Un granatiere di Sardegna nell’arte italiana del ‘900”; “Dino Marchionni- L’Urbinate di Villacidro”; “La Sardegna e la Scuola di Urbino – Vitaliano Angelini – Le forme e i colori del dire-“100 di questi giorni”; Esposizione collettiva in occasione del giro d’Italia, artisti selezionati tra le edizioni 2016 e 2017 del ” Premio Marchionni “. Alcune di queste attività sono state realizzate negli spazi della casa santi Anna e Gioacchino, divenuta sede provvisoria , sempre grazie a mons. Pittau. In questi spazi il Museo Magmma ha realizzato un importante  allestimento,  investendo alcuni fondi derivanti dal  contributo della Fondazione di Sardegna.
Il  Premio Marchionni, dedicato alla figura di Dino Marchionni,  inizialmente attività collaterale del Museo Magmma, è divenuto, negli anni, uno dei principali  premi nazionali (Google search). Con il premio Marchionni,  il Museo Magmma  ha sviluppato  una serie di progetti che hanno visto la luce in alcune  mostre itineranti sul territorio nazionale,  in luoghi prestigiosi, negli anni 2016, 2017 e 2018: Museo Cà La Ghironda – Zola Predosa Bologna, Archivio Lazzaro Milano. e Palazzo del Collegio Raffaello Urbino.
Il Museo Magmma, con alcune  prestigiose  partnership come il Museo Cà La Ghironda di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Urbino, l’Accademia Raffaello di Urbino e  gli Incisori Urbinati nonché  l’archivio Lazzaro e l’archivio Artesanterasmo di Milano,  è inserito stabilmente nei circuiti nazionali delle mostre di alto livello.
Il 14 aprile 2018,  il Museo Magmma ha allestito nelle proprie sale  all’interno del Palazzo Vescovile la mostra “Rembrandt incisore”. L’evento è stato patrocinato tra gli altri dall’Ufficio Culturale dell’ Ambasciata dei Paesi Bassi e dalla Regione Autonoma della Sardegna, oltre  che dalla Regione Emilia Romagna e dalla Città Metropolitana di Bologna. Sostenuto dalla Fondazione di Sardegna,  constava  di 28 incisioni realizzate da Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606-1669) provenienti dalla Collezione Ceribelli di Bergamo.
«L’evento, realizzato con opere di altissimo pregio», conclude Walter Marchionni, «è stato un tributo ad uno dei massimi artisti della storia dell’arte, ma anche l’occasione per riaprire un fertile dibattito sulla vitalità del linguaggio incisorio e della grafica che ha unito plasticamente le sedi teatro dell’evento: il Museo di Ca’ La Ghironda di Bologna, con la sua pluriennale attività volta al connubio tra Arte e Natura, e il Museo Magmma che basa la sua attività nella promozione della grafica e che inserisce la mostra nel ciclo “I Grandi Incisori della storia dell’arte”,  che vedrà a partire da quest’anno e successivamente nel 2020 e nel  2021, le mostre su  Manet, Goya e Durer».

 

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