L’informatico suggerisce

Nel 2026 il picco delle tecnologie anti Covid

Condividici...

di Giovanni Angelo Pinna
_____________________________

Da inizio pandemia è subito partita la sfida per contrastare il Covid-19 e l’uomo ne ha fatto parte da protagonista.

Ad oggi, in tutto il mondo, l’uomo si è abituato all’uso delle mascherine, chirurgica (la classica mascherina celeste) o FFP2 con o senza filtro, all’uso dei gel e soluzioni disinfettanti per ambienti e quelli per le proprie mani, al distanziamento sociale, al contingentamento basato sulla volumetria dei locali e così via.

Non sono mancate, fin da subito, le tecnologie: dalla didattica a distanza alle soluzioni per il controllo degli accessi (manuali o automatici).

Ma questo è solo l’inizio.

Ne avremo fino al 2026 quando, secondo un report di Markets and Markets, in questo non troppo lontano anno, solo fra 4 anni, si registrerà il picco di poco meno di 10 miliardi di dollari per tecnologie ultra moderne che saranno schierate in prima fila nella battaglia contro il Covid-19 (nel 2021 si è raggiunta la soglia dei 4 miliardi di dollari sempre nel settore delle tecnologie anti Covid-19).

Secondo le stime dello stesso Ceo della casa farmaceutica Moderna, Bancel, il futuro è chiaro: “il virus Sars-CoV-2, responsabile della pandemia da Covid-19, non scomparirà”.

Sarà dunque compito dell’uomo individuare e progettare strategie e modalità di sopravvivenza valide per contrastare adeguatamente questo virus invisibile ed imparare a convivere con esso.

Anche l’ultimo decreto del Governo è chiaro e prevede, non solo per le aziende private, la sanificazione di tutti gli ambienti (postazioni di lavoro ed aree comuni comprese).

Già lo scorso anno si è iniziato a sentir parlare di tecnologie basate su raggi UV (ultravioletti): dalle lampade più o meno ingombranti a raggi UV agli sterilizzatori professionali UV-C, dalle plafoniere alle apparecchiature su ruote per la sanificazione di ambienti in presenza di persone o pistole con ozono, portatili, fino alle custodie, sempre con tecnologia UV, per sanificare gli smartphone sono solo alcuni esempi.

Secondo i risultati di numerosi test, eseguiti sia in Italia che a livello internazionale e riconosciuti anche dall’Istituto Superiore di Sanità, lo sfruttamento delle radiazioni ultraviolette germicide (metodo già noto per la sterilizzazione degli ambienti basato sull’uso di luce UV di lunghezze d’onda nella banda UV-C) sarà il futuro che ci attende.

Queste radiazioni, infatti, sono le uniche a riuscire a modificare il DNA ed RNA dei microrganismi, rompendone i loro legami molecolari e rendendoli, così, inoffensivi.

Secondo alcuni studi, però, l’UV-C risulta dannoso anche per l’uomo tanto che, alcune di queste tecnologie, devono essere dotate di opportuni avvisi ed allarmi oltre che essere attivate senza la presenza umana o di altre forme di vita nell’ambiente che sarà sanificato.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividici...

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy