Attualità

Nel 30° anniversario della strage di via D’Amelio, la scuola primaria di Pabillonis ricorda Emanuela Loi

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di Dario Frau
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Trenta anni fa moriva Emanuela Loi. Aveva 24 anni, il 19 luglio 1992, giorno della sua morte.
Una vita spezzata alle 17 di un giorno d’estate, dalla deflagrazione di alcune decine di kg di esplosivo. Un contenuto di morte racchiuso in una Fiat 126, parcheggiata in via Mariano D’Amelio, a Palermo.
Destinatario di quell’esplosione, comandata dalla mafia, era il giudice Paolo Borsellino.
Insieme a lui, sotto casa della madre del magistrato, saltano in aria anche gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi.

La giovane sarda diventa poliziotta nel 1990. Pur giovane, Emanuela Loi è brava, e ricopre subito incarichi delicati. È una tiratrice scelta, e finisce nel servizio di scorta di Paolo Borsellino, il magistrato che, insieme a Giovanni Falcone, davano filo da torcere a Cosa Nostra. Un lavoro delicato dunque e pericoloso, purtroppo la sorte di una scorta e di uno scortato si intrecciano, non si possono divider. E la fine arriva. Troppo presto, e nel modo più tragico, quando l’auto in via D’Amelio salta in aria e a morire sono Paolo Borsellino e tutta la sua scorta. Quattro uomini e una donna.  Una giovane poliziotta gentile, brava e seria: Emanuela Loi, la prima poliziotta a cadere per cause di servizio e il senso del dovere fino al sacrificio, fino alla morte.

Gli alunni della scuola Primaria di Pabillonis erano stati colpiti da questa donna. Quando le insegnanti, tra tante figure femminili da ricordare, per realizzare dei cartelli illustrativi da posizionare nel Parco degli Esempi, dentro il cortile della scuola, non ci avevano pensato due volte a sceglierla tra le protagoniste. Il progetto prevedeva la realizzazione di 15 pannelli esplicativi, dove venivano, presentate, infatti, la biografie di 15 donne sarde che si sono distinte nel mondo della cultura, della storia e della società. Il lavoro era stato presentato, al pubblico, dai ragazzi il giorno dell’inaugurazione e poi anche nel corso della manifestazione di Monumenti Aperti del 28/19 maggio scorso. Una scelta ampia, poiché si spazia dalle giudicesse Eleonora d’Arborea ed Elena di Gallura, alla signora dei gelsi Donna Francesca Sanna Sulis, non tralasciando la premio Nobel Grazia Deledda, la prima donna Sindaco di Borutta Ninetta Bartoli, la prima donna medico condotto Adelasia Cocco, la botanica Eva Mameli Calvino, Suor Demuro, la soprano Carmen Melis, Edina Altara, Edvige Carboni, Maria Carta, Joyce Lussu, l’artista Maria Lai ed Emanuela Loi appunto. Ma non solo, la figura della poliziotta, era stata ricordata anche dalla classe seconda A, con un fumetto animato da un video, dove le  voci narranti dei bambini, raccontano la sua storia.
Un lavoro per ricordare il 30° anno della morte e del sacrificio di Emanuela Loi che i giovani studenti non hanno dimenticato proponendo questo semplice ma significativo lavoro.
Un progetto educativo di alto valore civile e sociale che tramite la scuola aiuta a crescere e formare i cittadini in uno stato libero, giusto e democratico.

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