Attualità

Nominata la Commissione Regionale sull’Endometriosi

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di Maurizio Onidi 
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A quasi otto anni dalla sua approvazione finalmente decolla la legge regionale numero 26 del 4 dicembre 2014 “Disposizioni per la prevenzione delle complicanze, la diagnosi, il trattamento e il riconoscimento della rilevanza sociale dell’endometriosi”.

Un travaglio lungo che grazie alla determinazione di Maria Giovanna Tomasi, presidente dell’Associazione “Il Mercatino dei Sogni” nonché fondatrice sette anni fa del gruppo di ascolto A.M.A. “Mondo Endo apre Casa, di Amalia Collu, docente a riposo, da sempre impegnata sul fronte del volontariato e consulente dell’associazione “Mondo Endo apre Casa”  e alla sensibilità di Francesca Piras, direttore generale dell’assessorato alla sanita della Regione, il 14 settembre scorso, si è avuto il primo incontro della commissione regionale sull’Endometriosi con la partecipazione dell’assessore regionale alla sanità Mario Nieddu.

Soddisfazione per il risultato ottenuto da parte delle due dirigenti che in questi anni hanno lavorato per accendere i riflettori su questa malattia invalidante come dichiara Amalia Collu, «L’Endometriosi è una patologia ginecologica cronica, infiammatoria, dolorosissima, invalidante che può portare all’infertilità. Patologia troppo spesso ignorata e sottovalutata che può compromettere l’esistenza stessa delle donne che ne sono affette. Si stima che in Italia ne soffrano circa 3 milioni di donne e 176 milioni nel mondo.  Fa male essere testimone delle sofferenze fisiche e psicologiche delle donne, di tutte le età, che non trovano via d’uscita, che non trovano assistenza medica specializzata, che non trovano comprensione e che invece, in qualche caso, vengono derise e umiliate. Costrette a recarsi, chi può, a Verona “Città della speranza”, per avere una diagnosi, il tutto senza alcun tipo di sostegno pubblico. Che fare quindi davanti a tanta sofferenza, i viaggi della speranza? Possibile che in Sardegna non si possa avere un centro specializzato per seguire le pazienti dove, una volta individuata la malattia, possano essere curate e informate?  Possibile che nessuno si muova per provare ad arginare tanto dolore?»

Quando avete deciso di tornare alla carica?
 «Premesso che già il 7 aprile di quest’anno avevamo inviato all’assessorato alla sanità una richiesta di incontro per sollecitare la costituzione della commissione e intraprendere un percorso condiviso che di fatto non aveva sortito alcun risultato. A questo punto, coinvolta e sostenuta da Giovanna Maria Tommasi, e da tante donne che vivono la patologia e sono seguite dalla nostra associazione, ho ritenuto opportuno fare qualcosa.  Insieme abbiamo rispolverato la legge n. 26, che giaceva nel cassetto dal 2014, sulla prevenzione, diagnosi, trattamento e rilevanza sociale della malattia e che all’art. 3 prevede la costituzione della Commissione Regionale sull’Endometriosi con diversi compiti. Da quel momento non ci siamo più fermate, abbiamo continuato contattando e incontrando il direttore generale dell’assessorato alla sanità, Francesca Piras, alla quale abbiamo esposto i seri problemi che le pazienti devono affrontare. A lei abbiamo manifestato la necessità di costituire al più presto la commissione prevista dalla legge. L’accoglienza di Francesca Piras ci ha commosso, ci ha ascoltato con tanta sensibilità e disponibilità condividendo le nostre richieste, tant’è che la sua risposta non si è fatta attendere, infatti, dopo brevissimo tempo ha costituito e convocato la commissione. È grazie a lei se oggi siamo qui a raccontare e condividere questa bellissima prospettiva di una fruttuosa sociale conquista. Il primo incontro si è tenuto pochi giorni fa, il 14 settembre 2022, i cui lavori del tavolo tecnico sono stati aperti dall’assessore alla Sanità Mario Nieddu, soddisfatto per il primo obiettivo raggiunto. Abbiamo proseguito con il direttore generale e il suo staff, con gli specialisti dei vari settori sanitari e con gli altri componenti la commissione tracciando il percorso dei lavori e indicando le priorità che si affronteranno nella prossima riunione fissata per il 13 ottobre».

Un primo grande successo su un atto dovuto che può alleviare la sofferenza di chi soffre di questa patologia grazie alla vostra determinazione: «Ecco, noi siamo qui pronte a impegnarci a fondo e a fare da supporto agli specialisti incaricati. Come dice qualcuno, la felicità e i grandi obiettivi si raggiungono non con le parole ma con le azioni di persone che dimostrano di esserci. Quando puoi creare la felicità, alleviare la sofferenza che incontri negli altri e trasmettere fiducia in loro, allora troverai pace e serenità. Grazie a chi ha dimostrato di esserci. Buon lavoro a tutti».

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