RUBRICA. PSICOLOGA

Emozioni e adolescenza oggi

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di  Alice Bandino*

Alice Bandino

In questi cinque anni di rubrica di EmotivaMente, ci siamo spesso occupati di giovani e adolescenza (tra pre e tarda adolescenza ci riferiamo alla fascia d’età 11/21 circa), qualche volta presentandone peculiarità positive, altre per fare sensibilizzazione e prevenzione su problematiche disfunzionali irresponsabili come il bullismo, il cyber bullismo, il sexting, la dispersione scolastica e altre.

Ad oggi però, alle porte della Fase 2 nazionale, quella che gradatamente ci riporterà a riappropriarci delle nostre vite sconquassate da questa emergenza mondiale di infezione da SARS-CoV-2, iniziano a ipotizzarsi “nuove buone prassi” atte a tutelare la nostra salute e quella dei nostri cari. “E se tutto questo fosse successo durante la nostra adolescenza”? Chissà se dopo un’iniziale euforia del non dover andare a scuola, stare due mesi isolati in casa per una pandemia solo col telefono fisso, la tv e i primi timidi videogiochi (e con gli adulti a casa), ci avrebbe reso ugualmente gli adulti che siamo diventati.

In realtà come ogni considerazione anacronistica, possiamo solo fare delle correlazioni suppositive, perché è vero che trenta e più anni fa, nella maggior parte delle famiglie italiane non avremmo potuto andare oltre il televideo, i giornali, la tv e la radio per tenerci aggiornati, ma è anche vero che avevamo anche esigenze e stili di vita diversi. La Storia ci insegna che l’isolamento degli ammalati e l’interruzione dei rapporti sociali ed economico e lavorativi (non essenziali) della popolazione, non è una moderna soluzione: son sempre state le prime misure per contenere i contagi in caso di epidemie (come la peste o la sifilide, per citarne qualcuna) e per tutelare quante più persone possibili. Proprio gli adolescenti che sono nell’età delle scoperte, delle trasformazioni, dell’emancipazione dagli adulti, delle contestazioni e del bisogno dello stare in gruppo (classe/sport/sociale), stanno ovviando al problema del confinamento domestico attraverso l’utilizzo di Social, Chat e moderni Videogiochi, molti dei quali in realtà già abituati a usarli spesso come strumento di “socializzazione”.

La comunità scientifica stessa si divide tra chi chiede attenzione per l’aumento di richieste di intervento di adulti preoccupati per le conseguenze “stressanti” di questa reclusione sui figli e chi invece osserva e loda il comportamento responsabile dei giovani che hanno saputo tempestivamente adattarsi alla nuova richiesta dell’ambiente, sostenuti anche dalle diverse agenzie educative che cercano di essere presenti nel migliore dei modi in un’ottica di continuità e serenità Nella quotidianità, avere dimestichezza con i dispositivi informatici, permette loro di partecipare con più autonomia alle video lezioni, gravando meno sul carico emotivo delle famiglie che possono dedicarsi maggiormente alla gestione della famiglia e/o di eventuali figli minori. Tutto questo riferendoci alla popolazione adolescenziale cosidetta che ha potuto partecipare un’indagine online avviata da Laboratorio Adolescenza attraverso un breve questionario. In realtà questa statistica è poco rappresentativa, perché esclude una parte di adolescenti vulnerabili. Chi sono? Rientrano tutti quei soggetti che presentavano disagi pregressi: sindromi, patologie fisiche o psichiche, dipendenze vecchie e nuove, o vittime di violenza diretta o assistita; disagi che ora rischiano di essere ulteriormente esasperati da questa pandemia. Aumentano le iniziative a livello regionale o locale per tutelare e sostenere le famiglie con queste realtà: sempre più Comuni e Regioni avviano task-force con gli Ordini degli Psicologi, associazioni, pediatri, medici del proprio territorio per progetti rivolti agli adolescenti. Le moderne tecnologie applicate alla Psicologia, hanno permesso di offrire agli adolescenti toscani, attraverso l’applicazione dell’App to Young col gruppo Youngle (ideato e promosso nel 2012 dal Comune di Firenze e Regione Toscana, un network nazionale di 13 centri presente in 10 Regioni e inserito dall’ O.M.S. tra le best practices mondiali 2014/2016), sostegno e aiuto online per l’emergenza Covid. Un servizio pubblico di ascolto e counselling sui social media rivolto agli adolescenti e gestito dagli adolescenti opportunamente formati (peer-education), col supporto di psicologi, educatori ed esperti di comunicazione, rafforzato dal lavoro degli esperti profuso attraverso il monitoraggio (con pagine e profili), finalizzato all’intercettazione del disagio adolescenziale su Facebook, YouTube, Instagram e TikTok. Ecco, un messaggio che deve arrivare a tutti i nostri adolescenti e alle loro famiglie: non siete soli e non dovete vergognarvi di chiedere aiuto, né tanto meno sentirvi in colpa per il vostro malessere che spesso è speculare al disagio trasmesso dagli adulti o sottovalutato dagli stessi. Qualsiasi disagio viviate, non dovete sentirvi un peso, qualsiasi problema gli adulti abbiano, è loro compito tutelare il vostro benessere per primo, iniziate a parlarne in famiglia, o coi vostri docenti con cui avete più confidenza e fiducia, per trovare tutti insieme una soluzione ideale attraverso l’aiuto dei numerosi psicologi e psicoterapeuti ai quali potrete rivolgervi e la cui lista completa trovate nel sito degli psicologi di ogni Regione.

*psicologa

www.psygoalicebandino.it

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