Peste & Corna Rubrica

Ognuno per la sua strada

Condividici...

A fine gennaio giorni della merla, piogge, vento, cime innevate e qualche sputo di sole, a febbraio giorni del merluzzo, ancora freddo, qualche rasserenamento con un cielo “limpido e terso”, come dicono le quotidiane previsioni del tempo, e pure vento. Sono correnti, spifferi, soffi, sbuffate, aria in movimento, l’immagine del nostro andazzo politico fatto di tendenze, distinguo, credi e convinzioni pseudo-chissà-cosa che nel tempo hanno fatto nascere un centinaio di partiti e partitelli, più i partiti di testa. Siamo il paese più ricco di partiti del mondo, eppure il nostro pil barcolla.
L’ex Cav la vede nera, è pure tornata attuale la storia delle olgettine e delle festicciole, ma cerca di continuare a dare ordini e pretende che gli adepti obbediscano. Il piatto del Nazareno è andato in frantumi, e appare dura rimettere a posto i mille cocci a meno che non si ricorra a un inginocchiatoio universale. I progetti elaborati col Nazareno sono saltati e bisogna cambiare marcia e strategie. Le vecchie guardie sono in allarme, arrivano consigli e critiche e, mentre Brunetta vola a testa bassa contro Renzi e plaude al nuovo corso, Verdini vede lo sfacelo del partito e Fitto come unica via d’uscita in vista delle regionali chiede il ricambio della vecchia guardia. Cosa da non fare, naturalmente, perché l’ex-Cav manda subito un suo fedele per commissariare la politica in Puglia e ricevere di rimando le dimissione dei consiglieri fedeli alla linea politica fittiana. La decisione adottata non ricompone i malumori, ma li accentua e la debolezza, per non dire lo sfacelo del partito, appare con più evidenza.
All’ex Cav piacciono i giovani, soprattutto se si chiamano Matteo e hanno un seguito ragguardevole. E se un Matteo R fa il furbo, c’è l’altro, il Matteo S, che ha messo all’angolo sia Maroni che Bossi ed è pronto a farsi avanti, a proporsi addirittura come premier della destra. Ma anche qui le cose si fanno complesse e molti seguaci leghisti insorgono. Scherziamo? Mai con FI, meglio soli o ci ritroveremo al 5%! Con Silvio a 360 gradi proprio no, lo dice pure Bossi. E allora a 90? Anche Tosi ha qualcosa da dire e, per le regionali venete, non intende ascoltare imposizioni dall’alto.
Che dire dei Cinquestelle? Sono tutti nudi e puri, anche loro attenti al verbo dei due creatori. Nudi e puri, perchè gli impuri o lasciano spontaneamente il movimento o vengono cacciati. Sembrano disponibili e responsabili, talora pure con qualche idea, ma in molti vivono una certa paura di perdere la purezza. O è così o non se ne parla e allora, come suggerisce uno dei due creatori, dimettiamoci da parlamentari e torniamo a votare. Ma in passato quanti parlamentari, per mantenersi puri, hanno rinunciato alla loro carica? E se si dimettessero, in quanti verrebbero rieletti? Intanto un’alleanza l’han fatta, quella con tutti gli altri partiti di opposizione, quando hanno abbandonato l’aula della Camera: sono quindi ancora puri?
Addio monti sorgenti dall’acque, diceva il Manzoni… Monti, quel signore magnificato nel suo loden che ha fatto dimenticare le risatine di due premier e ha restituito un po’ di dignità e rispetto a questo nostro paese. Lui è stato messo da parte, e un po’ si è rincantucciato da solo, dato che non cerca visibilità e polemiche e soppesa le parole, e in tanti lo hanno lasciato per andare altrove.
Più in là cosa c’é l’NCD, quello guidato da Alfano, che non si capisce se si trova a suo agio a fare l’alleato di governo del PD o se sarebbe più felice accanto al suo vecchio leader. Un tira e molla, un sì e un no, un non torneremo mai con FI, però se… E sarebbe bello capire quel però se… Intanto, dove è possibile, nelle regionali si sono fatte e si fanno alleanze con gli uni e con gli altri, siano di destra, centro, o sud. È cosa che fanno tutti, per restare a galla.
Per parlare di Sel in qualche caso servirebbe un decodificatore delle cose possibili e impossibili. Un partito un po’ con e un po’ contro, con uno sguardo a Tsipras e uno a Podemos, con ragioni o obiettivi dettati dalle situazioni e non sempre facilmente realizzabili. Cose comuni alla politica, perché allietano l’elettore sempre interessato a inseguire i sogni.
Dei partitelli non diciamo, anche la nostra regione con la sua dozzina è un esempio di abbondanza: ma è una questione di nome e slogan, la sostanza è spesso uguale a quella di altri, pur con qualche impercettibile distinzione.
Nel PD, dopo la carica dei 101 vissuta in passato, sembrava che qualche musa avesse suonato il corno della riconciliazione, anche se ogni tema è occasione di strappi e noi non possiamo pretendere che qualcheduno o qualchedue corrano rapidi verso un accordo. Lo sfascio, insomma, appare lontano, nonostante il concetto di mediazione sia difficile da assimilare. Però, se non riescono a trovare un accordo i nostri rappresentanti, neppure noi possiamo sperare di farlo. Il caos, a conti fatti, stimola il cervello.

A cura di Edmunduburdu

Condividici...

Notizie sull'autore

lagazzetta

Aggiungi Commento

Clicca qui per inserire un commento

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Laser Informatica di Sergio Virdis

Sempre con te…

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy