San Gavino Monreale Sanità

Operatività del Centro di salute mentale, quasi 2.500 le persone assistite

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Sono tanti i pregiudizi sulle malattie mentali e sulla depressione, definita il male oscuro. Ecco perché il centro di salute mentale di San Gavino che ha la propria sede in via Dante è in prima linea nella lotta gli stigmi ed è attivo con una molteplicità di progetti (dal trekking alla musica) che permettono di integrare i pazienti affetti da problemi di salute mentale nella società, spesso facendo sempre meno ricorso ai farmaci.

TANTI INCONTRI E PROGETTI Così Jeanne Thérèse Sanna, referente del centro di salute mentale di San Gavino, con Alessandro Coni, direttore del dipartimento di salute mentale e dipendenze della Asl 6 di Sanluri, ha sensibilizzato la gente comune in occasione della giornata europea sulla depressione con un interessante convegno a Sanluri. “I pazienti in carico della Asl – spiega la psichiatra Jeanne Thérèse Sanna, responsabile scientifica del convegno – nel 2017 sono stati 2383, di questi 14 sono inseriti in case famiglia, 23 in progetti di comunità terapeutiche e 236 sono seguiti a domicilio mentre sono 204 i pazienti inseriti in percorsi terapeutici e riabilitativi. Lo scorso anno abbiamo fatto ben 504 incontri per attività di progetti a carattere riabilitativo e risocializzante”.

LOTTA AL MALE OSCURO E spesso la depressione viene sottovalutata mentre è molto più diffusa di quello che si può pensare: “È la quarta malattia al mondo, una delle principali cause di disabilità e di mortalità tra i giovani nella fascia di età dai 10 ai 19 anni.  Anche nel Medio Campidano oggi – aggiunge Jeanne Thérèse Sanna  – ci sono  più traumi, conflitti in famiglia,  le strumentalizzazioni dei figli nelle coppie di separati, tutti questi sono fattori di rischio. In più tra i giovani c’è spesso un utilizzo precoce di sostanze stupefacenti (cannabis ma anche cocaina e droghe sintetiche) e di alcolici. Questo comporta un  aumento dell’incidenza delle patologie psichiatriche e  non si tratta solo di depressioni ma anche di psicosi. Nel Medio Campidano nel 2013 è stato registrato il più alto tasso dei suicidi in Italia ed anche oggi questo territorio rimane ai primi posti”.

IL TREKKING COME TERAPIA E anche il  trekking è stato utilizzato come terapia pischiatrica e la montagna quale strumento di benessere comunitario. La follia è stata curata rinunciando (in parte) ai farmaci con un progetto innovativo che va avanti da anni come ricorda Alessandro Coni, direttore direttore del dipartimento di salute mentale e dipendenze della Asl 6: “Abbiamo svolto un trekking anche nel campo base dell’Himalaya, un’esperienza a cui hanno preso parte nove persone con problemi psichiatrici e che rappresentava il desiderio di andare sempre più in alto”.

VISITE GRATUITE SENZA TICKET Nel centro di salute mentale di San Gavino e in quello di Sanluri si ricevono le persone gratuitamente senza bisogno di pagare alcun ticket e di fronte c’è un’équipe di professionisti formata da psicologi, psichiatri , infermieri e operatori socio-sanitari pronti ad ascoltare: “L’accesso è libero per tutti – sottolinea  Jeanne Thérèse Sanna – e riceviamo sia per appuntamento che senza. Abbiamo un servizio per le urgenze dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 20 e il venerdì dalle 8 alle 14. Per venire al centro di San Gavino o a quello di Sanluri non c’è bisogno di fare la prenotazione tramite il Cup e come servizio lavoriamo anche nel territorio”.

LABORATORI PER TUTTI Ed oggi la riabilitazione passa per tante attività laboratoriali come ricorda la psichiatra Lorena Lai: “A San Gavino vi è anche un coro polifonico seguito  da Veronica Maccioni e da Ottavio Farci, due musicoterapeuti: ne fanno parte sia utenti, che familiari e volontari. Poi c’è il gruppo di ceramica, quello  di lettura e di zumba ed altre attività come il cinema e il teatro”.

Gian Luigi Pittau

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