Editoriale

Ottenere crescita e progresso

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Per il 2019 avrei un desiderio: che con le elezioni  regionali di febbraio qualcosa possa cambiare in meglio  in questa martoriata Sardegna.  Non è facile prevederne  l’esito. Non tanto per chi ne risulterà vincitore, quanto su quali progetti e impegni potremo contare per dare un’efficace riscossa  a un’economia  che langue .

Modernizzazione e globalizzazione in Sardegna  hanno significato ulteriore  precarietà  e nebulose prospettive, soprattutto per le giovani generazioni, private dei  diritti più elementari  a cominciare da quello del lavoro .

In un’Isola nella quale crescono povertà e diseguaglianze sociali,  non ci si deve arrendere  a questa  realtà dura e cruda ma occorre, oggi più di ieri, non  tentare ma trovare soluzioni atte ad aprire le strade dello sviluppo. Si ha necessità di una terapia che sappia indirizzare, integrare e affermare le diverse valenze locali, sia territoriali che imprenditoriali, in un disegno coerente di sviluppo regionale coordinato e diffuso.

Reclutando e mettendo insieme quelli che vengono considerati i fattori fondamentali per ottenere crescita e progresso: la semplificazione della macchina burocratica, l’individuazione di quelle competenze tecniche in grado di gestire processi innovativi che possano attirare e  favorire lo sbarco degli investitori in terra sarda. È evidente che per la diagnosi e l’assegnazione delle opportune cure sono necessari “medici competenti”.

A febbraio l’elettore ha la possibilità di mandare a casa quei “medici” che a tutt’oggi non si si sono dimostrati  all’altezza di fare diagnosi e cure adeguate, mentre hanno offeso e sottovalutato i cittadini onesti.

Gian Paolo Pusceddu

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