Attualità

Pabillonis, dopo due anni i nati nel 1971 e 1972 presentano la festa di San Giovanni Battista, tra riti e tradizioni

Processione San Giovanni
Condividici...
di Dario Frau
__________________________________________

 

Dopo due anni di assenza causa covid, viene festeggiata di nuovo la Nascita di San Giovanni Battista o Sant’ juanni de froris che si celebra il 24 giugno.Pur non arrivando a raggiungere una certa importanza come quella che viene celebrata il 29 Agosto, Sant’ juanni mannu (la Decollazione) dove si tiene anche la sfilata de is carrus de s’abiu, tuttavia è una ricorrenza ricca di simboli legati ai rapporti religiosi e sociali della comunità.

Dopo due anni, dunque, la festa viene riproposta e grazie all’interessamento e all’impegno dei nati del 1971 e 1972 è stato possibile predisporre un ricco programma di eventi, sia religiosi che civili. La presenza della classe 1971 è dovuta al “recupero” dei cinquantunenni poiché, appunto, l’anno scorso non avevano potuto organizzare la festa,per la sosta dovuta al Covid. La simbiosi dell’organizzazione attuale è comunque stata completa e nella nomina delle cariche direttive si è tenuto conto di entrambi i nati nel 1971 e 1972 Presidente è stata nominata Alessia Zurru;vice presidente Fabiola Fanari; cassieri Ottaviano Muru e Luca Fois, segretari Sandro Sardu e Massimo Cherchi .

«Nella fase organizzativa non sono stati dimenticati i coetanei scomparsi prematuramente: Massimiliano Melis, Milena Sanna, Lorenza Cirronis, Ignazio Zurru e Massimiliano Accossu. La festa è dedicata anche a loro, sono sempre presenti nei nostri ricordi: i momenti d’infanzia vissuti insieme a scuola e in altre circostanze della vita comunitaria non si possono dimenticare», ricorda con commozione Alessia. Il programma predisposto insieme al parroco don Luca Pittau, quest’anno è particolarmente ricco di eventi rispetto al passato, (grazie all’impegno del comitato) anche perché gli sforzi finanziari di solito, erano maggiormente dedicati alla sagra di San Giovanni del 29 agosto. Una motivazione ben comprensibile, poiché sopratutto nel passato, il mese di giugno era dedicato al lavoro agricolo, mentre a fine agosto, la fine dei lavori, garantiva più riposo e soprattutto con “s’incungia” si aveva più possibilità economiche per destinare un’offerta sostanziosa nella fase de sa scicca (questua).

La celebrazione della ricorrenza per Sant’ juanni de froris è legata a tradizioni e consuetudini appartenenti al passato.
Tra questi la tradizione del comparatico di “compari” e “comari” di San Giovanni, in lingua sarda “goppai (o gommai al femminile) de froris” che si stabiliva con un rituale preciso e la preparazione dell’acqua profumata con fiori ed erbe profumate: da qui la tradizione de Sant’ juanni de froris.

In Sardegna la nascita di San Giovanni Battista che si celebra il 24 giugno, ha sempre costituito uno degli elementi più interessanti e misteriosi della tradizione isolana, ma non solo.Queste usanze e i festeggiamenti della notte di San Giovanni affondano le loro radici nelle tradizioni pagane del solstizio d’estate.
La notte del 23 giugno è magica perché il fenomeno astronomico profonde influssi benefici sulla terra e conferisce poteri magici, all’acqua e alle erbe, che sono i simboli della notte di San Giovanni. Tra quelli più significativi sono la preparazione de s’acua de froris con fiori ed erbe profumate che, secondo le leggende, avrebbe proprietà curative e benefiche, in grado di portare amore, salute e fortuna, e il comparatico di Sant’ Juanni, che rafforza le amicizie e crea legami per tutta la vita. L’usanza dell’acqua profumata è particolarmente seguita nell’Isola e in altri posti.
Anche a Pabillonis, ancora oggi, la sera prima del 24, le mamme e le nonne raccolgono i petali di rosa, i fiori profumati e le erbe aromatiche come il timo, il rosmarino, la menta, l’assenzio, l’elicriso, la lavanda e la verbena odorosa, chiamata maria luisa ( il nome di questa erba è un omaggio a Maria Luisa di Borbone di Parma moglie di Carlo IV di Spagna), e le immergono in un catino d’acqua per l’intera notte dove riceve  la rugiada notturna. Un’anziana del paese, Peppina Manca racconta: «è un rito che ho sempre conosciuto e in tutte le famiglie, le donne la preparavano con fiori raccolti a casa, donati da qualche vicino e per le erbe odorose si andava in campagna, soprattutto nelle zone umide. La mattina dopo, ci si lavava il viso con l’acqua profumata: era un’acqua benedetta e di buon auspicio».
Anche Maria Cruccas, 96 anni, ha preparato, come sempre s’acua de is froris: «è un’usanza che ho sempre fatto per Sant’ juanni, la preparazione avveniva il 23 giugno, la vigilia della festa, la mattina dopo, la prima cosa, appena alzata, era bagnarsi il viso con l’acqua profumata dai petali di fiori e dalle erbe, lasciate, dentro una sciveddedda, all’aperto, tutta la notte; si pensava che portasse fortuna e salute».

Un altro rito che caratterizza la festa di San Giovanni è il comparatico, su Sant’ juanni de froris, un rito d’amicizia tra goppais e gommais de froris.
Il legame che si va a formare è talmente stretto e importante che supera le difficoltà e in nome di quel legame si superano gli eventuali contrasti.

Attraverso il rito, infatti, si suggella un vincolo, se fatto da due uomini si diventa “compari di fiori”, in sardo goppais de froris;se invece lo fanno due donne si diventa “comari di fiori”, gommais de froris.

Per fare questo rito si deve scegliere una persona con la quale si vuole instaurare e suggellare un rapporto di amicizia speciale.

Maria Cruccas

«Si sceglieva la persona con la quale c’era già un’amicizia e  si chiedeva, nel giorno di San Giovanni, se voleva diventare gommai de Sant’ Juanni de froris. Poteva essere anche tra femmina e femmina e maschio con maschio, ma anche tra maschio e femmina.  Durante il rito, tenendosi per mano o semplicemente intrecciando le dita, si ripeteva una piccola promessa in rima: filla de Santu juanni, filla de Deus, gommais seus, po cantu biveus. Comare comare, figlia di San Giovanni, figlia di Dio, saremo comari, finché vivremo, da quel momento ci si rivolgeva all’altra chiamdola gommai o goppai» spiega sempre Peppina Manca.

In paese veniva praticato anche un altro gesto o rito: fare un nodo su un   fazzoletto e scioglierlo insieme; una volta sciolto, le due donne si abbracciavano e diventavano gomai de froris.

Anche Grazia Deledda ci chiarisce il valore di questo legame, nel romanzo “Marianna Sirca”. “Simone e Costantino sono compari di San Giovanni e in un momento di disaccordo, Costantino dice a Simone: Ricordati che ci siamo giurati fede la notte di San Giovanni; e il compare di San Giovanni, quale io sono per te e tu per me, è più che la sposa, più che l’amante, più che il fratello, più ancora del figlio. Non c’è che il padre e la madre a superarlo”. In effetti, quando questa amicizia speciale si rompeva e finiva, (accadeva raramente però) ancora oggi esiste un detto: anti scisciau su Sant’juanni o scuncodrausu su Sant’juanni,per indicare che la rottura dell’amicizia e del vincolo era giunta all’estremo e che il rapporto era definitivamente finito.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividici...

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy