Attualità

Pabillonis, quattro giorni di festa per San Giovanni Battista

Festa di San Giovanni Battista, processione
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La sfilata de Is carrus de s’abiu tra storia e leggenda
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di Dario Frau
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Is carrus de s’abiu in processione

 

Sono stati programmati quattro giorni di festa per la sagra di San Giovanni Battista che caratterizza gli ultimi giorni del mese di agosto. Una festa importante, per la comunità di Pabillonis, ricca di legami comunitari, dove la religione si mischia al profano, al sociale, all’economia, agricola, di questo centro abitato.

Comitato

Il comitato dei cinquantenni e la parrocchia, hanno programmato le iniziative con largo anticipo, per garantire la buona riuscita della festa tanto sentita dai pabillonesi.

In effetti questa “antica” devozione è testimoniata anche dall’esistenza della chiesetta romanica dedicata a San Giovanni Battista, che risale al sec. XIII ed è caratterizzata, oltre che per la celebrazione della nascita (il 24 giugno), soprattutto per la morte/decollazione, che viene ricordata il 29 Agosto, in riferimento anche alla sfilata de “Is carrus de s’abiu”.

Benedizione della statua di San Giovanni Battista

L’importanza della festa di San Giovanni, nel passato, è ricordata anche dallo scrittore V. Angius (1797-1862) che mette in evidenza: “le feste principali con intervento di forestieri pubbliche ricreazioni e corsa di barberi, corsa di cavalli) sono per la natività e decollazione di San Giovanni Battista… ”Da segnalare anche  che nel 1839, “intorno alla chiesa di San Giovanni, il rettore  Ignazio Soru, rinnovò le loggette per botteghe di  rivenditori  delle annuali feste”.
Una venerazione legata anche alla storia e alla leggenda, in quanto esso è ritenuto il salvatore del paese. Pabillonis, tra il ‘400 e il ‘500, insieme ai paesi vicini (Terralba, San Nicolò D’Arcidano, Mogoro, Bonorzuli (distrutto nell’Alto Medioevo), Uras, San Gavino e Gonnosfanadga, era soggetto alle incursioni dei Mauri o Saraceni d’Africa   Lo storico Angius riferisce infatti, che  Pabillonis in effetti continuò a subire gli assalti di questi predoni e  nell’anno  1527,  assieme a San Gavino e Mogoro, si salvò più che altro, poiché questi barbareschi, ubriachi e stanchi del saccheggio effettuato il giorno prima a Terralba e Arcidano  e da un violento temporale, scoppiato nella notte, decisero di tornare nelle loro navi ancorate a Marceddi e a riprendere la via del ritorno.

Diversa fu la sorte nell’anno 1584, dove Pabillonis fu attaccato all’improvviso, e mentre parte della popolazione si rinchiuse nella chiesa parrocchiale, aspettando l’aiuto dei paesi vicini, un’altra parte riuscì a scappare e a rifugiarsi in mezzo alla fitta vegetazione costituita da boschi di “abiu” (vegetale appartenente alla famiglia “Alnus glutinosa”) che crescevano rigogliosi sul fiume Riu Bellu. Qui, grazie al riparo di questa fitta vegetazione, e secondo la tradizione religiosa, alle invocazioni d’aiuto verso San Giovanni Battista, i rifugiati si salvarono. Ben triste sorte toccò al resto della popolazione, che si difese strenuamente dal campanile e dal tetto della chiesa parrocchiale, sperando nei soccorsi, che purtroppo, non arrivarono. Quindi catturati e legati furono trasportati nelle navi e portati prigionieri in Africa. Gli scampati al pericolo, rientrati nell’abitato, tra le rovine fumanti, ringraziarono ancora una volta San Giovanni Battista, loro salvatore. Forse, è anche per questo, secondo la leggenda, a fine Agosto, il simulacro viene portato in processione, accompagnato da carri, trainati da buoi, addobbati con le frasche de “s’abiu”, e rivestiti di tappeti preziosi e di strumenti agricoli. Is carrus de s’abiu richiamano una folla di devoti anche dai paesi vicini e anche numerosi turisti. Il comitato organizzatore composto dalla classe 71/72, insieme alla parrocchia, con la collaborazione del Comune, la Protezione Civile, La Pro Loco, La coop, Croce Verde 2015, il contributo della cittadinanza, e i vari sponsor, ha predisposto un ricco programma con quattro giorni di manifestazioni.
PROGRAMMA

Taglio de s’abiu

La sagra inizia sabato 27 con partenza alle 15 dei volontari per il taglio de s’abiu che adornerà i carri.
Domenica, nella chiesetta di San Giovanni, alle 8 e alle 18, sante messe, subito dopo, dalla piazza Madonna di Fatima, inizia la sfilata de Is carrus de s’abiu per le strade del paese, accompagnati dalla scorta dei cavalieri, dai fedeli in costume, dal gruppo folk Santu Juanny e dai suonatori di launeddas. Il corteo farà una sosta davanti alla chiesa di San Giovanni dove il parroco benedirà i carri.
Lunedì 29, santa messa alle 8 nella chiesa di San Giovanni, alle 10 processione per le vie del paese con Is carrus de s’abiu, le confraternite, i comitati, la banda musicale di Sardara, i cavalieri e il gruppo folk Santu Juanni. Alle 11, Messa solenne celebrata da. rev. Marco Diana parroco di Collinas e Villanovaforru. Il Programma Civile inizia sabato, alle 22, con un Memorial in ricordo dei nati 71/72, segue serata musicale con Su Cantadore e i Sonadores Special Guest Giorgio Crobu.
Domenica alle 10.30, Giochi in piazza per bambini. Alle 22.30 serata musicale con i “Quiero Reggaeton”.
Lunedì 29, alle 10.30 animazione in piazza per bambini. Alle 10,30 serata musicale con i “Floyd experience in concerto”, omaggio ai Pink Floyd. Martedì spettacolo pirotecnico e premiazione de Is carrus de s’Abiu, seguirà serata musicale con Praci ed estrazione dei biglietti delle lotterie dei vari comitati: B. V. della Neve, San Giovanni e San Lussorio.

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