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Pabillonis, Salvatore Serra schedato come antifascista dalla polizia politica

Mussolini a Montevecchio
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di Lorenzo Di Biase

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Salvatore Serra di Ferdinando e di Fiore Greca, nasce a Pabillonis l’11 febbraio 1902 alle 17,20. Emigrato in Francia con le apposite autorizzazioni e dunque in modo regolare nel primo dopoguerra, intorno al 1930 è stato segnalato come simpatizzante della “Concentrazione antifascista di Parigi”. Ecco perché nell’Archivio Centrale di Stato di Roma, nel fondo del Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Casellario Politico Centrale, si trova la busta n. 4767 contenente il fascicolo n 44009 a lui intestato. Dal fascicolo – aperto nel 1930 –  appare che egli è orfano di padre e che la colorazione politica a lui attribuita dall’estensore del carteggio è “Antifascista”.
Sempre nello stesso, inoltre, gli viene attribuita una madre diversa in quanto al posto di Fiore Greca hanno riportato – probabilmente per errore – il nome di Piai Greca

Da una missiva inviata il 6 marzo 1930 dal Prefetto di Cagliari De Tura al Console Generale d’Italia a Marsiglia si apprende che Serra Salvatore, “indicato dalla S.V. Ill.ma come sovversivo manca fin dall’infanzia da questa giurisdizione ed ha vissuto prevalentemente in Francia. Per quanto sopra non sono in grado di fornire informazioni e tanto meno la sua fotografia. Negli atti di questo ufficio e nel Casellario Giudiziale non risulta alcun precedente.” Anche il Ministero dell’Interno con nota del 24 marzo 1930 chiedeva al Consolato Generale d’Italia in Marsiglia informazioni “sull’attività politica esplicata da Salvatore Serra, specificando il partito a cui appartiene o per il quale simpatizza.” Il 22 maggio il Console Generale Faralli con un telespresso così rispondeva alle richieste che provenivano dall’Italia: “Ho l’onore di significare che non risulta inscritto o militare in un determinato partito ma semplicemente nutrire e manifestare sentimenti antifascisti simpatizzando per la Concentrazione Antifascista.”
Ancora nel 1934, il 4 di agosto, la Direzione Generale di Pubblica Sicurezza inoltrava una richiesta al Consolato Generale d’Italia in Marsiglia per conoscere l’attività del Serra e se egli abitasse ancora in quella città. La risposta non tardò ad arrivare a firma del Vice Console Reggente, con telespresso del 30 agosto: “abita tuttora in città e non pare si occupi di politica”.

Così si chiude il fascicolo di Salvatore Serra, controllato dalla polizia politica perché simpatizzante della Concentrazione Antifascista.

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