PESTE E CORNA di Edmunduburdu

Pagu genti festa bella

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Cavoli, le offerte di auto scontate di migliaia di euro! Sì, ci sto pensando, e ne vorrei una per le feste, una per portare a spasso la mia aiutante e, se rinuncio al pullman, una per andare al lavoro.
Sconti anche per i materassi (la mia badante ne sarebbe felice), le scarpe e le poltrone, la lavatrice e forse un altro televisore. Vorrei, ma… Il problema è che ho la bombola del gas agli sgoccioli e che mio nipote mi ha invitato per il suo compleanno e si attende in regalo la solita bottiglia di mirto mentre io arrivo ancora una volta a fine mese senza un soldo. Altro che tre auto e materasso nuovo per badanti, amanti e serventi, che non ne ho neanche mezza! Però vorrei capire se gli sconti si fanno per eccedenze e avanzi di magazzino o di prodotti fabbricati all’estero dove un operaio prende un terzo o magari un decimo rispetto a noi e se i costi di componenti, materiali, laboratori, energia e manodopera sono inferiori a molto meno della metà del prezzo di vendita finale, cioè quello di listino.
La differenza è quel che si chiama margine di guadagno oppure queste proposte sono fatte per ingabbiare i clienti? Insomma, sono procedure corrette o fatte per stare dentro il mercato? Naturalmente questo discorso non vale per i prodotti di lusso, che appartengono ad altre galassie. Viviamo tempi in cui anche le verità diventano inaccessibili e non ha senso rimpiangere quelli in cui ai bugiardi veniva tagliata la lingua, ai ladri le mani e agli usurai le tasche.
Però, oggi come allora, chi ha soldi comanda e chi non ne ha si inchina e applaude. Ma quando si stanca si ribella, e l’abbiamo fatto pure noi col referendum, col Sì che straccia il No per il 7O a 3O.
Perché tutti quei Sì? Odiamo l’Italia, le norme che la regolano, i parlamentari o chissà cosa, o abbiamo voluto esprimere il nostro malcontento e prenderci una piccola rivincita?
La nostra è una repubblica democratica fondata sul lavoro, dice la Costituzione, e siamo orgogliosi che i Padri Costituenti l’abbiamo indicato come fondamentale. Anche i nostri eletti sono sacri, ma ci fanno schifo quando tradiscono le nostre attese e litigano come galli in un pollaio anziché dialogare, mediare e lavorare per trovare accordi decenti, che si rivelano spesso di convenienza per loro o i loro gruppi, non per l’intera comunità. Anche questa è democrazia? Sì, o forse no, se la convenienza non ha un indirizzo uguale per tutti. Abbiamo deciso di eliminare un terzo dei parlamentari ma resta in ballo il problema del Senato, anima gemella della Camera con compiti di aggiustare, correggere o equilibrare. Si riuscirà a fare qualcosa o, come da tempo si sussurra, a dargli altre mansioni o eliminarlo definitivamente? E continueremo a parlare degli esagerati emolumenti ai parlamentari, alla cui carica aspirano individui che spesso mancano di modestia e capacità, e cercheremo di ridurglieli ad almeno un terzo, che sarebbe ancora troppo? Pagu genti festa bella, dicevamo una volta, e riducendone il numero festeggeremo meglio perchè avremo meno risse, contrasti e differenziazioni sui peli nell’uovo. Saremo un paese più felice, e magari anche più responsabile se smetteranno di abbindolare gli elettori promettendo regali, agevolazioni e interventi di comodo. Abbiamo visto a cosa sono serviti quota 100 e reddito di cittadinanza col primo che avrebbe dovuto favorire il ricambio dei lavoratori e il secondo facilitare, con i cosiddetti navigator, l’occupazione giovanile. Miliardi regalati anche a dipendenti in nero o gente che non ha voglia di lavorare, come i delinquentelli o gli spacciatori. E i regali li fa anche la giustizia quando assegna domiciliari o galera, che costa, anziché lavori obbligatori magari per pulire fiumi o risanare terreni o edifici che vanno in malora. Anche Conte, per bloccare in qualche modo l’evasione, ne propone uno, bello e splendente, si direbbe di questi tempi, a quanti per le loro spese utilizzeranno la moneta elettronica, ma ciò  redimerà i furbi che pagano con il bancomat sigarette, caffé e autobus e in contanti l’idraulico o il meccanico che gli fa lo sconto dell’Iva?
Dobbiamo imparare ad apprezzare e rispettare norme e disposizioni che aiutano tutti indistintamente e non lusinghe che invogliano ma che, a conti fatti, a lungo andare si rivelano ben poco utili. Però Conte ha anche assicurato investimenti per lo sviluppo digitale e ciò potrebbe eliminare una volta per tutte i problemi legati alle lentezze burocratiche che ci opprimono. Perché non investire questi soldi anche nella eliminazione della moneta contante e combattere così truffe, corruzione, evasione, mafie e via dicendo? Basta lagne, nonostante tutto non siamo tra i peggiori al mondo, come invece si sono mostrati molti Stati europei (che pretendono ma non danno) ribattendo alla proposta di Ursula von der Leyen che ha chiesto la revisione dei trattato di Dublino con la ripartizione dei migranti e un sistema di contributi ai paesi di prima accoglienza o, se è proprio il caso, come è stato lo spettacolo poco dignitoso offerto da Trump nel corso del primo dibattito con Biden in vista delle elezioni del 3 novembre prossimo.

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