Cronaca. Corpo Forestale

Pesca abusiva del riccio in Area Marina Protetta

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Nella giornata di ieri, nel corso di un servizio congiunto volto alla prevenzione e repressione delle violazioni nell’Area Marina Protetta del Sinis – Isola di Mal di Ventre, personale Forestale della Base Navale e della Stazione Forestale di Oristano hanno sorpreso in località “Su Zinnipiri” di Cabras (zona B dell’AMP) un pescatore abusivo mentre riemergeva dall’acqua e trascinava sulla battigia un coppo contenente i ricci appena pescati. Dopo il sequestro del pescato (immediatamente liberato in mare) e di tutta l’attrezzatura da pesca, l’autore è stato deferito alla Procura della Repubblica per la violazione delle norme a tutela delle aree protette (Parchi e Aree marine).

Il trasgressore rischia la pena dell’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a dodicimilanovecento euro.

La violazione assume particolare rilievo in quanto da due anni, già dalla stagione 2020-2021 come quella in corso, la pesca del riccio di mare nell’area marina protetta del Sinis è stata totalmente vietata e interdetta anche ai pescatori professionali cui negli anni precedenti veniva rilasciata una speciale autorizzazione, soggetta a stringenti controlli sul numero degli esemplari prelevati.

Come sottolineato dalla Giunta Regionale nel preambolo alla Deliberazione n. 50/27 del 28.12.2021, il crescente interesse commerciale per la specie “ha determinato nell’ultimo decennio un massiccio prelievo sulla risorsa e un conseguente declino degli stock. Il monitoraggio scientifico … ha recentemente evidenziato  uno stato di forte sofferenza della specie in molte aree del mare territoriale della Sardegna. …  condizione di sovra sfruttamento, se perpetrata,  potrebbe determinare nel breve periodo il collasso della risorsa e l’estinzione commerciale della specie”.

Questo il motivo per cui la legge regionale 17 dello scorso anno (datata 22 novembre 2021) dispone il blocco del prelievo, raccolta, detenzione, trasporto, sbarco e commercializzazione di esemplari di riccio di mare e dei prodotti derivati freschi per un periodo di tre anni a partire dal prossimo 22 gennaio.

Il contrasto al prelievo abusivo di tale specie riveste pertanto importanza per l’equilibrio dell’ecosistema in tutto il mare territoriale e ancor più nelle aree protette, come l’AMP Sinis – Isola di Mal di Ventre.

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