L’informatico suggerisce

Piano didattico personalizzato, piano educativo individualizzato e tecnologie

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di Giovanni Angelo Pinna
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Ogni volta che “parte” il nuovo anno scolastico la stesura del piano didattico personalizzato, per gli addetti ai lavori e persone coinvolte, famiglie comprese, noto come PDP, il primo, e PEI il secondo, non è sempre una passeggiata.

Quello che dovrebbe essere una naturale conseguenza di quello che dovrebbe essere il vedersi soddisfare e riconoscere dei diritti fondamentali (adeguata istruzione, inclusione, sicurezza ecc.) spesso diventa un vero e proprio incubo che, ancora oggi, colpisce non poche famiglie.

Note di chiarimento del Ministero dell’Istruzione, leggi che integrano e riconoscono nuove forme di supporto, per esigenze didattiche particolari non riconducibili alla disabilità, dovrebbero bastare per rendere più semplice la definizione di questi piani ma così non è.

Spesso nella definizione di questi piani si incontrano ostacoli ed ignoranze letteralmente sconcertanti.

Il PDP dovrà essere definito entro il primo trimestre scolastico, il PEI invece, anche per la sua maggiore complessità, per contenuti e modalità di definizione differenti, segue un iter differente.

Quando si parla di tecnologie a facilitatori da utilizzare in ambito scolastico il mercato, oggi, offre una scelta molto vasta: si va dai più classici strumenti basati sulle sintesi vocali (quelle tecnologie che “parlano” trasformando ad esempio un esercizio di lettura in un compito di ascolto) fino ai registratori che offrono allo studente la possibilità di non dover prendere appunti durante la lezione ma, sfruttando la registrazione, utilizzare l’audio per memorizzare quanto detto dal docente nella mattina; ma esistono anche quelle soluzioni più complete che supportano a 360° l’alunno come ad esempio tabelle dinamiche, formulari di vario tipo, mappe concettuali.

Ma non solo: tra le misure dispensative (quegli interventi che sollevano l’alunno dallo svolgere determinati compiti perché complessi a causa del disturbo e che, altrimenti, non migliorerebbero il suo apprendimento e crescita) esiste la possibilità di ricorrere e permettere l’utilizzo di vocabolari digitali, facilitatori della lettura e scrittura, quaderni con aree in cui scrivere ben definite anche sfruttando colori diversi rispetto al bianco della pagina e tutto ciò che, appunto, possa dispensare l’alunno o alunna da inutile stress.

Lo scopo per il quale questi piani vengono attuati è quello di combattere tutte quelle situazioni nelle quali l’alunno, appunto, possa sentirsi escluso.

Tecnologie facilitative sotto l’aspetto dell’accessibilità, dell’usabilità, della multimodalità e multimedialità, tecnologie assistive ed inclusive, tecnologie in supporto alla sicurezza della persona sono solo qualche esempio di cosa, oggi, la tecnologia possa fare.

Passi sempre più importanti vengono fatti per le tecnologie multimodali: strumenti che offrono la capacità di arrivare ad un risultato utilizzando più di un mezzo per comunicare che può essere quello verbale, visivo, uditivo, spaziale o gestuale.

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