di Antonio Loru

Piccoli renzini crescono. Sbugiardiamoli tutti, prima che sia troppo tardi

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Rubrica a cura di Antonio Loru  -DICO LA MIA-

Renzi non ama l’università, e nemmeno la scuola. Quando gli capita di scrivere sciocchezze su Firenze rassicura i lettori: non è che vi dovete preparare ad un esame universitario, state solo assaggiando una città. Se si deve spiegare che Dante è vivo, specifica che non è noioso come la spiegazione di un professore arrugginito. E, proprio lui che ha nominato gli amici suoi alla guida del Vieusseux e dei musei comunali, addita le commissioni universitarie come il culmine dell’abiezione nepotistica (cosa, peraltro vera). L’unica istituzione che disprezza più dell’università è la Soprintendenza: […] Professori e soprintendenti sono colpevoli di lesa maestà, perché hanno osato intralciare la marcia trionfale del marketing delle emozioni. […] La violenza denigratoria di Renzi è davvero impressionante: se non siamo al culturame di Scelba, poco ci manca. Ma il suo modello è molto più immanente: è Silvio Berlusconi, che non a caso è il più ardente fan del giovane rottamatore. E il modello berlusconiano ispira sia la violenza con cui si attaccano i professionisti della cultura […] sia l’uso disinvolto di vere e proprie menzogne. Questo vero e proprio odio per il sapere[…] intercetta […] e amplifica […] un vento che spira […] in un paese che accetta e favorisce le differenze basate sul censo e sullo status ereditario, e dunque le differenze contro il merito, e mal sopporta che esista […] un’élite fondata sulla conoscenza e lo studio: quell’élite dei professionisti della cultura, dei professoroni contro cui si scaglia Renzi. […] Renzi crede nelle emozioni, non nella conoscenza dei sapienti. E i sapienti sono allora d’intralcio. […] Il primo rappresentante della generazione Bim Bum Bam che rischia di guidare l’Italia è un uomo che non sa di che cosa parla. (Tomaso Montanari, Le pietre e il popolo, edizioni minimun fax, MI, 2013, pgg. 155/159)

Curiamo la malattia prima che dilaghi, tracimi, inondi i fertili campi del buon senso, le vigne del pudore, i prati dell’intelligenza, gli orti della vera competenza, i giardini della saggezza politica. Disinfestiamo da quest’attuale gramigna politica e amministrativa le terre italiane, un tempo ubertose, svelliamo la mala pianta della classe dirigente italiana tutta, perché i nostri giovani tornino a coltivare l’intelligenza oggi intossicata dai grandi burattinai della politica culturale e civile nel nostro Paese, e dai burattini che vigliaccamente la mettono in atto, in tutti gli uffici dove effettivamente si mette in moto questa macchina perversa che ha creato l’attuale (s)fascismo, e chissà cos’altro ancora ci riserverà, in quali altri infernali viaggi ci trasporterà, se la società civile, chi ancora pensa in termini reali di società civile, con uno scatto d’orgoglio non si ribellerà a tutto questo. Se ancora c’è una società civile. Se ancora c’è qualcuno che crede nel dovere e nella possibilità di ri-educare i giovani alla pratica teorica, alla gramsciana filosofia della prassi, che insegna a riconoscere le vere cause della realtà, al di là dei blàblàblà degli attuali quàquàraquini, che parlano di tutto perché non sanno niente, perché hanno la bocca che emette suoni che vagano liberi non dovendo passare il vaglio di un cervello che non hanno. Dobbiamo togliere la terra da sotto i piedi ai Renzi, agli Alfano, Poletti e Verdini, Boschi, Finocchiaro, Serracchiani, Mogherini, Madia, Lorenzin, Giannini, Guidi, Padoan, a quei potentati e lobbies che rappresentano e di cui eseguono fedelmente gli ordini e diligentemente ne curano gli indicibili, effettivi, interessi. Mettiamo in condizione tutti gli amministratori locali, non solo politici, ma i dirigenti di tutte le istituzioni, a cominciare da quelle formative, di dover pubblicamente scegliere tra l’eseguire bovinamente gli ordini impartiti dall’alto, dai palazzi dentro e fuori i nostri confini nazionali, o difendere, senza se e senza ma, senza scusa, le reali esigenze del popolo, promuovendone la conoscenza dei veri bisogni politici, universali, dell’uomo-cittadino, cioè soggetto di diritto: allo studio, alla salute fisica e mentale, alla gioia, alla felicità, lavorando per l’attuazione della possibilità di ognuno e di tutti di poter collaborare, attraverso il proprio lavoro, liberamente, consapevolmente scelto, alla relizzazione del diritto allo studio, alla salute del corpo e della mente, della gioia, della felicità mondana degli altri.
Proviamo a chiedere ai terminali più prossimi di questo scellerato potere che si schierino con noi, coi cittadini, e non, per il compenso di un piatto di lenticchie, sufficiente a soddisfare il loro infimo io ipertrofico, contro di noi, svolgendo, come adesso fanno, funzione di controllo e delazione a danno di quei pochi che ancora chiedono reale giustizia, libertà vera, che è sempre e solo, in primis, libertà dall’ignoranza, o se preferiti dalla stupidità, suo sinonimo popolare, e dunque a discapito dell’interesse generale. Cominciamo a pretendere che i nostri rappresentanti politici locali siano competenti nei loro ruoli, e non li occupino solo perché con 200 voti ti spetta quell’assessorato, anche se non sai né leggere, né scrivere, né tantomeno pensare. Che i dirigenti pubblici locali siano servitori leali e intelligenti dello Stato, cioè di tutti noi, e non marionette al servizio del grande establishment economico. Oggi il vero ostacolo al progresso civile in Italia è il PD, il grande nemico del popolo è il partito di Renzi, un partito che ha consiglio di amministrazione e Amministratore Delegato all’estero, certo un estero a noi molto vicino, basta attraversare un ponte nella nostra amata e disgraziata capitale per entrarvi e uscirvi, cosa che milioni di persone fanno quotidianamente e senza la seccatura dei controlli alla frontiera. Il PD, un partito che ha portato indietro l’orologio della storia nel nostro Paese di almeno cinquanta anni, che ne ha umiliato la società civile, che ha scippato i lavoratori italiani dei diritti basilari del lavoro, conquistati in oltre due secoli di lotte terribili, durissime e belle, contro un capitalismo tra i più arretrati e bèceri del mondo occidentale. Un partito che ha brutalizzato la laicità dello Stato italiano, rendendolo nuovamente confessionale.
Il comunismo è il perfetto umanesimo, è la visione e la pratica scientifica e estetico-morale del mondo. Il comunismo è, oggi più che mai, la sola gioventù del mondo.
RE SOL LA RE SOL LA RE LA. Che roba contessa all’industria di Aldo, han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti, SOL LA RE LA RE SOL LA RE volevano avere i salari aumentati, dicevano, pensi, di essere sfruttati.

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