Economia & Lavoro

Pronto il marchio: formaggi e ricotta di pecora nera di Arbus riconosciuti come prodotti agroalimentari tradizionali

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di Gianni Vacca

Cose buone dal mondo. “Il Ministero delle Politiche Agricole ha riconosciuto quale Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) il formaggio di pecora nera di Arbus e la ricotta di pecora nera di Arbus”. Il comunicato di fondamentale importanza per l’ulteriore valorizzazione e crescita del territorio arriva per bocca del vicesindaco Michele Schirru che comunica anche l’imminente registrazione del marchio che  verosimilmente verrà effettuato nei prossimi mesi. Sono circa cinquemila gli esemplari di pecora nera censiti in Sardegna, poco più di cinquecento quelli presenti nel territorio di Arbus. La Pecora Nera di Arbus è stata dunque riconosciuta come razza endemica, una razza sarda antichissima che non ha subito ne mutazioni genetiche frutto della casualità, ne tantomeno selezioni decise dall’uomo. Dunque una vera e propria razza ovina caratteristica dell’arburese, con peculiarità fisiche e caratteriali che la distinguono dalle cugine bianche.
La strada intrapresa è quella giusta, tanta ne è stata fatta altra ne rimane ancora da percorrere ma la consapevolezza è che i quattro principali prodotti di nicchia ricavati dalla pecora nera, il latte, le tre diversi tipologie di formaggi, la carne e la lana, dopo l’ambito riconoscimento ministeriale hanno tutte le carte in regola per partire alla conquista di nuovi potenziali e più importanti mercati. ”Titolari e custodi” di questa grande biodiversità sono i fratelli Sandro e Mauro Lampis che attraverso l’Azienda Agricola Funtanazza da anni producono questi eccellenti prodotti, vere e proprie delizie per il palato. «Una storia che inizia a fine ‘800 – raccontano Sandro e Mauro – quando nonno Raimondo e i fratelli Salvatore e Antioco iniziarono con la disponibilità di un migliaio di capi, l’allevamento di questo particolare ovino, autoctono, nero e con le corna dal quale si ricava latte, formaggio, carne e lana utilizzata quest’ultima fino agli anni ’70 per la tessitura delle orbace la lavorazione delle pelli “sa besti”, tutti prodotti di grande pregio e qualità».
Il salto di qualità si ha però negli anni ’80 quando Sandro e Mauro  ancora giovanissimi decidono di collaborare e di abbracciare quella che è la tradizione di famiglia. La scommessa è vinta e da allora è tutto un crescendo che si materializza nel 2005 con l’allestimento della Fattoria Didattica e l’apertura del mini caseificio cui segue nel 2008 il riconoscimento ufficiale dove si certifica l’esistenza e la tutela della razza “Pecora nera di Arbus”. Petro, Carlotta ed Enricotta tre squisiti formaggi confezionati a latte crudo  fanno incetta di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Il prodotto è eccellente, autentiche delizie per il palato, e i magnifici tre superati i confini nazionali conquistano sempre più nuovi mercati. Nell’autunno del 2016 ad Asciano in provincia di Siena è riconosciuto a Petro, uno dei magnifici tre, il 1° Premio nel concorso nazionale “I Crudi d’Italia”, mentre nel 2018, nella medesima località,  è ancora sul gradino più alto del podio per la categoria “Lunga stagionatura”. Ancora nel 2009 primo premio per la ricotta fresca “Enricotta” e medaglia di bronzo per il formaggio fresco “Carlotta”. I fratelli Sandro e Mauro Lampis a Funtanazza allevano solo pecore nere. Circa trecento capi da cui ricavano un formaggio e una ricotta con inconfondibili caratteristiche organolettiche tipiche delle aree litoranee della Sardegna. «La produzione annua di latte», raccontano Sandro e Mauro Lampis, «è di circa trentamila litri che viene interamente lavorato e trasformato nello stabilimento aziendale di Funtanazza. La produzione di formaggio è di circa 60 quintali, la produzione di ricotta di  30 quintali. Il latte prodotto, di altissima qualità non richiede la pastorizzazione cosa che ci permette di produrre formaggi di grande pregio con i sapori della zona». «Per noi e per tutta la comunità», concludono Sandro e Mauro Lampis, «rappresenta un importante riconoscimento che attesta la produzione storica di questo prodotto. L’allevamento deve essere composto esclusivamente da “Pecore Nere di Arbus” iscritte al registro anagrafico nazionale e i laboratori di trasformazione devono essere in base alle norme vigenti». L’Agenzia Regionale Laore che ha seguito con grande attenzione il processo di riconoscimento del PAT per la Pecora Nera di Arbus, nell’immediato si pone altri  due importanti obiettivi: la registrazione del marchio e la valorizzazione della lana, un prodotto al pari del latte e del formaggio di altissima qualità in quanto ecologica, nel tempo non soggetta a  perdere il suo smalto, sempre più richiesta  dalle industrie tessili e dell’oggettistica.

La Pecora Nera, caratteristiche e diffusione

La Pecora Nera in Sardegna è diffusa nelle seguenti zone: Arbus, Ogliastra, Monte dei Sette Fratelli, Sarcidano e Sassarese. La popolazione pur se in costante crescita non supera le cinquemila unità, delle quali poco più di cinquecento nell’arburese. La Pecora Nera è inconfondibile oltre che  per il colore , per l’assenza di orecchie o con padiglioni molto piccoli, per le corna , preziosissime per i coltellinai, presenti sia nei maschi che nelle femmine. Produce latte di grandissima qualità ma in quantità nettamente inferiore alla razza bianca. Una decina di anni fa questo particolare ovino rischiava l’estinzione nell’attualità fortunatamente scongiurata. Arbus tutti gli anni celebra questa straordinaria e strategica biodiversità con una sagra, una tre giorni all’insegna dell’enogastronomia, di dibattiti e di particolari produzioni dell’artigianato locale. (g. v.)

 

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