Attualità Furtei

Prosegue la missione “Scappo in treno” a caccia di emigrati sardi

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di Alex Lai

Sono partiti  il 28 marzo per il lungo itinerario di circa 20 mila chilometri in treno che  in 45 giorni li  porterà  dal Portogallo al Vietnam con l’obiettivo principale di incontrare quanti più sardi possibili nei paesi che verranno toccati nel corso del lungo viaggio. Stefano Floris e la compagna Tiziana Nuvoli, 44 anni lui, 33 lei, sono già diventati un fenomeno sui social. Prima della loro partenza, nella loro casa di Furtei ci hanno concesso l’intervista che vi propiniamo.
Qual è stato il momento in cui avete deciso di fare questa “tranquilla gita”?
«Eravamo in Kenya e si parlava di immigrati sardi, viaggiavamo su un treno sopraelevato costruito da appena due anni, Tiziana tira fuori il telefonino e mi dice ”hai visto che c’è un tizio che ha scritto e calcolato che si potrebbe fare con il treno, la gittata più lunga sulla terra ferma, partendo dal Portogallo sino al Vietnam”.  In quel momento è rimasta una frase di  circostanza ma a novembre appena tornati in Sardegna dall’Africa abbiamo costruito l’idea giorno dopo giorno. Tiziana ha dato la scintilla, ma devo ammettere che in quel momento neanche lontanamente pensavo lo avessimo progettato sul serio. Al ritorno in Sardegna mi sono rinchiuso in camera davanti al pc, di nascosto da lei, non si sarebbe mai aspettata che lo stessi silenziosamente architettando».
Città di partenza, città di arrivo e tappe intermedie?
«Da Porto in Portogallo fino alla capitale del Vietnam, Hanoi.  Sono circa 20 mila chilometri e cambieremo circa 45 treni differenti che andremo a recensire uno ad uno, alcuni giorni viaggeremo il giorno altri la notte, percorrendo 11 Stati. Passeremo per venti grandi città, per metà europee, per metà asiatiche e faremo delle riprese non stop per tutta la durata, in modo da poter catturare tutto quel che ci aspetta».
Raccontate qualcosa di voi ai lettori per descrivere cosa fate nella vostra vita.
«Solitamente passiamo una media di 4 mesi l’anno in Africa variabile da settembre a fine dicembre, da circa 7 anni faccio la guida Safari, ci siamo formati per conto di una grossa associazione nel settore, ci siamo conosciuti 5 anni fa quando io stesso una volta diventato ufficialmente guida ho fatto da insegnante a Tiziana, lei però non mi volle come esaminatore» precisano mentre si lasciano andare a simpatica risata. «Siamo ambientalisti ed amiamo la natura e gli animali , conseguentemente amiamo il treno, quale mezzo ecosostenibile per eccellenza, lo dimostrano anche gli ultimi studi, i treni moderni hanno un impatto irrilevante sull’ambiente».
Torniamo al viaggio, durante le varie tappe, quante famiglie di emigrati sardi incontrerete?
«Ci accoglieranno dei sardi in ognuna delle grandi città che visiteremo, in tutto questo  ci ha dato una grossa mano Pierpaolo Cicalò, presidente della FAES (Federazione Associazioni Emigrati Sardi), nel metterci in contatto con le varie famiglie. Abbiamo avuto svariati inviti negli ultimi giorni, che a malincuore abbiamo dovuto declinare, il nostro viaggio durerebbe anni sennò».
Quali sono i vostri principali obiettivi?
«I nostri obiettivi sono principalmente tre: il primo è quello di percorrere i 20 mila km e recensire tutti i treni sui quali viaggeremo, la seconda missione è quella di incontrare più sardi possibile, il terzo è quello di farci mostrare dai nostri conterranei un qualcosa di strano, bizzarro, che sia un luogo o una persona».
Qual è il legame social media che avrete durante questa esperienza?
«Abbiamo creato una pagina Instagram chiamata “basta_scappo in treno” più i vari profili facebook tra cui “floris for Africa e oltre”, nei quali aggiorneremo le persone su tutto con foto ma soprattutto piccole riprese, avremo al nostro seguito Radiolina che ci seguirà tappa per tappa ricevendo i nostri continui aggiornamenti in live.  Non siamo delle persone che navigano nell’oro, guadagniamo un po’ di soldi lavorando ma spendiamo tutto il resto volentieri  in viaggi,  per questo credimi, quando torneremo da questo viaggio probabilmente non potremo mangiare una pizza in ristorante per mesi. Abbiamo investito tanto considerando che questa rappresenta un’esperienza di vita unica, con videocamere e varia attrezzatura per aver qualità nel documentare in qualsiasi forma. Per questo motivo abbiamo in programma di fare un diario su cui creare le basi per fare un viaggio tipo, creando noi questo precedente. Siamo felici di aver il sostegno delle cantine Argiolas come “main Sponsor” che ci darà una grossa mano per ammortizzare le tantissime spese previste».
Bagagli ridotti al minimo quindi?
«Viaggeremo con un bagaglio a testa da 20 kg, sappiamo che la maggior difficoltà sarà quella di aver il tempo materiale di lavarsi, penso che non saremo sempre profumati (si ride), nella transiberiana viaggeremo per giorni sullo stesso treno senza poter scendere».
Come vi sentite a pochi giorni dalla partenza?
«Siamo estremamente euforici e adrenalinici, batteremo le rotaie di ben 11 stati diversi,  non neghiamo la paura e un po’ l’apprensione di perdere anche un solo treno, specie nella parte asiatica delle tratte, per via di scioperi o altro, per questo ci stiamo preparando un piano B per qualsiasi tratta,questo vorrebbe dire avere delle spese ulteriori. Quando torneremo saremo stanchissimi e “stronati” ci aspetta il ritorno immediato alla vita lavorativa, quando si parte per un viaggio, al rientro, sei sempre una persona diversa».
Seguiteli sulla pagina Instagram  “basta_scappo in treno” e sulla pagina facebook “floris for Africa e oltre”.

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