Economia & Lavoro Samassi

Raccolti compromessi: milioni di euro di danni per le abbondanti piogge dei mesi scorsi

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Continua l’indagine da parte del nostro giornale su quelli che sono stati i danni provocati dalle abbondanti piogge cadute nell’anno appena concluso. In questo numero esamineremo il comparto della coltivazione dei carciofi a Samassi e paesi limitrofi.

Luigi Setzu

A Luigi Setzu, importante produttore samassese, chiediamo di aggiornarci sull’andamento produttivo di questo prodotto.  «Ciò che è accaduto nel corso dell’annata agricola 2018 ha dell’inverosimile. Quello che per noi agricoltori sardi ha rappresentato da sempre un grosso problema è stata la siccità. Chi ci ha provocato questo scempio che è sotto gli occhi di tutti sono state le abbondanti piogge. A memoria d’uomo, nessuno ricorda un evento simile», afferma Luigi Setzu.  «Definire disastrosa quest’annata è poco», prosegue l’agricoltore, «se valutiamo quello che fino ad oggi abbiamo prodotto. Solitamente nel periodo novembre -dicembre si ha il picco più alto della produzione. Paragonandolo allo stesso periodo dell’annata precedente, siamo sotto di circa l’ottanta per cento, ma la cosa più grave è che il raccolto è ormai compromesso, non c’è possibilità alcuna di recuperare poiché i campi sono ancora allagati e le piante sono morte. Analoga sorte è toccata ai pomodori per non parlare del grano che quest’anno ci è stato pagato a 15 euro a quintale».

È in grado di quantificare i danni?

«Per quanto riguarda la mia azienda, questi eventi atmosferici hanno provocato un mancato guadagno per decine di migliaia di euro. I conti sono presto fatti, coltiviamo duecento ettari di cui ottanta di proprietà e centoventi in affitto. Tenuto conto che ogni ettaro comporta mediamente dai cinque ai sette mila euro di costi, lascio a lei il compito di tirare le somme.  A fine campagna, per contratto, vanno saldati i proprietari dei fondi, i fornitori, le rate dei mezzi agricoli e altri impegni finanziari».

Avete avuto diversi incontri con le rappresentanze regionali e le organizzazioni di categoria, quale è lo stato dell’arte?

«Da parte della regione ci è stato confermato che è stato richiesto lo stato di “calamità naturale” ma prevediamo un iter burocratico molto lungo tenuto anche conto delle prossime elezioni regionali. Per i motivi che ho esposto prima, le aziende non possono attendere i tempi lunghi della burocrazia e della politica. Il futuro per il comparto agricolo lo vedo a tinte fosche, chi mi conosce bene sa che per natura non sono pessimista e soprattutto non sono uno che si piange addosso però questa situazione non ci fa stare certamente tranquilli».

Ulteriori conferme sull’andamento del settore arrivano dall’amministrazione della cooperativa La Collettiva.

«La nostra cooperativa conta centosette soci più una decina di conferitori non soci. Coltivano circa mille ettari nei comuni di Sanluri, Furtei, Sardara, Pabillonis, Serramanna, Serrenti e naturalmente Samassi.  Di questi mille ettari, ottocento circa sono coltivati dai nostri soci. Il volume d’affari relativo all’annata 2017/18 è stato di otto milioni di euro. Per quanto attiene il carciofo, prendendo a raffronto il periodo ottobre/novembre 2018 e ottobre/novembre 2017 i dati si commentano da soli: a ottobre 2017 sono stati conferiti in cooperativa 334.940 pezzi contro i 39.783 di quest’anno (-88%) mentre i pezzi consegnati a novembre 2017 sono stati 2.166.208 contro i 510.450 di novembre 2018 (-76%)».

Che tipo di carciofo viene coltivato dai vostri soci e quale è il vostro mercato di riferimento?

«Il grosso della produzione riguarda il “romanesco” con il 50%, un altro 30% è di qualità “tema” mentre il restante 20% è rappresentato dallo “Spinoso”, “Terom” e  “Violetto”. La maggior parte del nostro prodotto viene commercializzato nel Lazio e principalmente sulla piazza di Roma».

Maurizio Onidi

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