Attualità Economia & Lavoro

Rapporto Censis, salari sempre più giù e a pagare sono i giovani

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Nel rapporto sulla situazione del Paese appena pubblicato dal Censis c’è un dato davvero preoccupante.  Dal 2000 al 2017, i salari italiani sono aumentati di soli 400 euro all’anno contro i 5000 euro di aumento medio della Germania e i 6000 euro circa di aumento medio della Francia. Tradotto, dieci volte meno.
C’è un dato, ancora, che risalta in tutta la sua preoccupante evidenza: siamo uno dei pochi Paesi europei, 6 su 28, a non avere un salario minimo legale.
Niente di cui preoccuparsi quando la stragrande maggioranza dei lavori era legata a contratti collettivi nazionali e il sindacato, il salario, lo negoziava per (quasi) tutti.

In questa situazione davvero poco rosea, chi paga un prezzo ancora più alto nel mercato del lavoro sono i giovani che pagano una curva piatta negli aumenti dei salari. Nonostante il costo del lavoro si sia sensibilmente ridotto, l’Italia rimane l’unica grande economia europea la cui produttività del lavoro è rimasta al palo quanto se non di più rispetto ai salari.
LOcse ha calcolato come tra il 2010 e il 2016 il Pil è aumentato solo dello 0,14 per cento medio annuo e anche questo dato risulta dieci volte meno di Francia e Germania. Peggio ha fatto solo la Grecia. Oggi però si cerca di rimediare parlando di decreti dignità, redditi di cittadinanza e ritorni alla Lira.
Nel rapporto “+ Salari – Disuguaglianze” presentato recentemente alla Camera del lavoro di Milano e realizzato da Fisac Cgil e Isrf Lab, si calcola come nel periodo di crisi un under 35 ha guadagnato oltre 4mila euro in meno all’anno, rispetto al salario medio. Peggio ancora se donna e ancora peggio se meridionale.

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